Arriva a Roma la mostra di Van Gogh per i 170 anni dalla sua nascita: fino a marzo 2023 Palazzo Bonaparte ospiterà le opere più celebri che raccontano la sua vita e la sua poetica artistica.


In un excursus che parte dalla nascita, all’ospedale psichiatrico, al suicidio, passando attraverso i quadri, le lettere al fratello Theo e suoi pensieri sulla natura, si percepisce lo stile unico di uno dei pittori più apprezzati della storia dell’arte. 
Si tratta di 50 opere provenienti dal prestigioso Museo Kröller Müller di Otterlo, che ripercorrono la vita olandese, il soggiorno parigino, le esperienze ad Arles, a St. Remy e, infine, a Auvers-Sur-Oise.
Attraverso le opere che riguardano il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne domestiche affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno, emerge il suo rapporto con la natura, gli animali, le cose umili e semplici da cui trae ispirazione per le emozioni da esprimere.
“Van Gogh amava camminare.
A Londra impiegava tre quarti d’ora per andare al lavoro. Passeggiava per esplorare le città e la campagna alla ricerca di soggetti da dipingere.
Dal Belgio camminò per una settimana fino a Courrières, nel nord della Francia, per cercare le tracce di Jules Breton e di altri artisti.”

Con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è prodotta da Arthemisia, realizzata in collaborazione con il Kröller Müller Museum di Otterlo ed è curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti. 
Tra gli sponsor Acea, sponsor Generali Valore Cultura, special partner Ricola, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vision ed è consigliata da Sky Arte. Il catalogo è edito da Skira.
“Voglio che tu capisca bene la mia concezione dell’arte. Bisogna lavorare a lungo e duramente per afferrarne l’essenza. Quello a cui miro è maledettamente difficile, eppure non penso di mirare
troppo in alto.
Voglio fare dei disegni che vadano al cuore della gente. […] Sia nella figura che nel paesaggio vorrei esprimere non una malinconia sentimentale ma un dolore vero.”
Una mostra assolutamente da non perdere.

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