Ci racconti la sua storia professionale. Quando e perché ha deciso di intraprendere questo percorso?
Sono avvocato dal dicembre 2003 e da circa 4 anni ho deciso di impegnarmi anche nella politica forense per contribuire a restituire all’Avvocatura il prestigio e l’autorevolezza di cui era portatrice un tempo e migliorare il sistema Giustizia che è un servizio pubblico che riguarda tutti e che assume un ruolo centrale e strategico anche per lo sviluppo del Paese. Prima di diventare avvocato vinsi un concorso pubblico ma vi rinunciai perché sentivo dentro di me questa grande vocazione.
Dal 6 all’8 ottobre ha partecipato al Congresso Nazionale Forense in qualità di Delegato. Ci spieghi di cosa si tratta.
Il Congresso Nazionale Forense è la massima assise politica dell’Avvocatura ed è l’organo di raccordo con il potere legislativo che il compito di proporre al Parlamento e al Governo mozioni da recepire per migliorare la Giustizia, assicurare il diritto alla difesa a tutti, anche ai non abbienti, oltre che per tutelare l’Avvocatura da sempre chiamata istituzionalmente a difendere i diritti e a contribuire al corretto funzionamento delle Istituzioni e al rispetto dello Stato di diritto.
Personalmente sintetizzo tutto questo con una frase che certamente riassume il ruolo centrale svolto dall’Avvocatura nelle Istituzioni e nella Società: un Paese con un’Avvocatura debole è un Paese in pericolo.
Dal 6 all’8 ottobre il Congresso Nazionale Forense, composto da delegati di ciascun Consiglio dell’Ordine compreso quello di cui faccio parte, si è riunito a Lecce per discutere e approvare le mozioni presentate dai suoi Delegati.
E’ stato davvero entusiasmante vivere questa esperienza insieme al gruppo politico forense di cui faccio parte, guidato dagli Avvocati Mauro Vaglio (Delegato alla Cassa Forense, Presidente e Socio fondatore, insieme a me, dell’Associazione Forense Orgoglio di Toga) e Pietro Di Tosto (già Consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Roma), dai Consiglieri in carica dell’Ordine degli Avvocati di Roma Aldo Minghelli e Stefano Galeani e dal Delegato alla Cassa Forense Carlo Giacchetti; gruppo composto anche dai Colleghi Elisabetta Rampelli e Laura Arpino (rispettivamente Presidente dell’Unione Italiana Forense e membro del suo Comitato Direttivo della Sezione di Roma), Cristiana Arditi di Castelvetere (già Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma), Silvia Cappelli e Sergio Antonazzo (membri in carica del Consiglio Distrettuale di Disciplina di Roma),Andrea Monasse, Ivana Abenavoli, Michele Corroppoli e Giorgia Minozzi.
Che argomenti avete affrontato al Congresso? Quali sono stati i risultati di questi lavori?
Il risultato dei lavori del Congresso è stato innanzitutto l’approvazione di numerose mozioni che verranno proposte alla politica e in particolare al nuovo Parlamento appena insediatosi e al Governo che verrà espresso a seguito della Consultazioni delle forze politiche col Presidente della Repubblica.
I temi che hanno riguardato le mozioni sono stati molteplici: dall’intelligenza artificiale applicata alla Giustizia (rispetto alla quale occorre prestare molta cautela per evitare che le macchine prendano il posto dell’essere umano, indispensabile per l’applicazione e l’interpretazione della legge rispetto al caso concreto) al rapporto da Avvocatura e Magistratura; dalla semplificazione e miglioramento del patrocinio a spese dello Stato e della difesa d’ufficio nel processo penale, alla Giustizia minorile; dall’attribuzione del diritto di voto degli Avvocati nei Consigli Giudiziari in tutte le materie al funzionamento della Magistratura onoraria, fino alle proposte concernenti la riduzione del contributo unificato e la previsione di una trattazione scritta solo su richiesta del Difensore.
Tutti temi, questi, fondamentali per il corretto funzionamento della Giustizia e per l’ormai necessario riequilibrio del rapporto tra il potere giudiziario e il potere legislativo.
Il nostro gruppo è molto soddisfatto perché quasi tutte le nostre mozioni hanno superato il vaglio di ammissibilità e ben 7 su 9 sono state approvate dal Congresso.
Ma è stata anche un’occasione per incontrare e rivedere Colleghi di tutta Italia con cui abbiamo potuto confrontarci e scambiare idee.
L’ Avvocatura è in un momento di grande difficoltà ed è necessario impegnarsi per restituirle pregio ed autorevolezza perché solo con un’Avvocatura forte si può assicurare il rispetto dello Stato di diritto.
L’Avvocatura è una componente inscindibile della Giustizia e non c’è Giustizia senza Avvocatura.
Continueremo a lavorare tutti insieme con entusiasmo, impegno e convinzione.
