Il Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria della Sardegna e il Reparto di Polizia penitenziaria di Alghero- coordinati dalla sede centrale del N.I.C.- hanno dato esecuzione, nella giornata odierna, su delega della Procura della Repubblica di Sassari, Dr.ssa Lara Senatore, all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un detenuto e degli arresti domiciliari nei confronti del cappellano del penitenziario di Alghero.
Le indagini, dirette dal Pubblico Ministero Dr.ssa Lara Senatore della Procura della Repubblica di Sassari e condotte dalla Polizia penitenziaria sono partite l’estate scorsa a seguito del sequestro di un telefono cellulare presso l’Istituto algherese e all’intensificazione del rinvenimento di apparti telefonici di piccole dimensioni.
Dopo numerosi servizi di osservazione e attività tecniche di particolare complessità per fare luce sulle modalità di introduzione del telefono, nel corso delle indagini si scopriva che il canale d’introduzione illecita del telefono e di altri oggetti non consentiti era proprio il cappellano, che approfittando della sua qualità di incaricato di pubblico servizio eludeva i controlli per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio, introducendo all’interno del penitenziario oggetti non consentiti dal regolamento dell’istituto in cambio di interessi di varia natura.
L’ordinanza di custodia cautelare ha interessato anche un detenuto che, grazie all’opera del Cappellano, distribuiva gli oggetti non consentiti ottenendo come contropartita in plurime occasioni, per se e per il cappellano, denaro e altre utilità.
L’attività investigativa condotta direttamente dalla Polizia penitenziaria con estrema prudenza e cautela in un contesto operativo delicato in cui occorreva garantire anche la gestione in sicurezza dell’Istituto penitenziario e verso il quale è risultato importante il supporto amministrativo fornito dalla Direzione della casa di reclusione di Alghero e dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Cagliari oltre che nelle fasi conclusive dell’attività d’indagine è stata fornita la massima collaborazione da parte di S.E. il Vescovo di Alghero.

