Continua la battaglia in Italia per la riapertura delle attività commerciali. La pandemia da Covid-19 ha costretto tantissimi negozi a restare chiusi per mesi, con una categoria in particolare colpita dalle restrizioni: quello del gioco legale. Ormai dallo scorso ottobre le sale scommesse, bingo e corner sono chiusi e la situazione non sembra possa cambiare a breve.
A nulla sono valse le proteste a Montecitorio da parte di lavoratori dipendenti e imprenditori per chiedere una veloce soluzione al problema della chiusura dei casinò in Italia. Già, perché il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), l’organo preposto dal Governo per le regole da seguire dai cittadini volte al superamento della Pandemia, si è espresso in maniera negativa circa la riapertura delle sale da gioco e attività simili.
Tali attività, riporta il verbale datato 27 febbraio e depositato sotto richiesta del Tar Lazio in seguito ad un ricorso presentato da una sala gioco, sarebbero state classificate come luoghi di aggregazione a rischio elevato. Il casinò in questione aveva chiesto di poter riaprire la propria sala da gioco contestando gli ultimi DPCM emanati dal governo, richiesta respinta dal Tar.
CTS contrario alla riapertura delle sale scommesse: le motivazioni
“Tra le motivazioni che il CTS impugna per ostacolare la riapertura delle sale scommesse, sale giochi, bingo, casinò e corner, – spiegano gli analisti di Gaming Insider -, ci sarebbe il problema dell’elevato livello di aggregazione, visto che tali attività sono da svolgere in locali al chiuso. Il poco spazio e l’alta concentrazione di persone favorirebbe il rischio di contagio, anche e soprattutto a causa dell’utilizzo di superfici che aumenterebbero episodi di contatto promiscuo”.
Il Comitato Tecnico Scientifico non sottovaluta anche la problematica dell’uso della mascherina da parte di tutti coloro presenti all’interno delle attività, dai lavoratori ai clienti. Il consumo di alimenti, bevande e fumo all’interno dei locali da gioco può agevolare il non utilizzo della mascherina. Infine il CTS fa notare che pure in altri Paesi il settore del gambling è quello più soggetto a restrizioni proprio a causa dell’elevato pericolo di contagio.
Bar e ristoranti riaprono, la contraddizione del CTS
Motivazioni fortemente contestate dagli operatori, in quanto è stato da più parti fatto notare come l’ingresso dei clienti nelle sale da gioco possa essere contingentato, il distanziamento rispettato e tutte le norme di sicurezza e igiene rigorosamente osservate. D’altronde, fanno notare imprenditori e dipendenti del settore del gioco, sedere ad un tavolo al bar o al ristorante non è assolutamente diverso rispetto ad una sala da gioco dove, anzi, gli spazi a disposizione sono spesso più ampi di quelli a disposizione di altri attività commerciali.
Bar e ristoranti, comunque, dovrebbero riaprire a partire dal 20 aprile. Dopodiché è previsto un tavolo al governo per discutere delle prossime mosse da attuare per le riapertura delle altre attività commerciali (palestre, centri estetici, cinema). Gli operatori del settore del gioco si augurano che, almeno stavolta, le loro richieste vengano prese in considerazione in modo da favorire la ripresa a maggio.


