Un incendio di vaste proporzioni si è verificato nel porto di Ancona. Le fiamme sono partite intorno alla mezzanotte da un capannone, forse per un corto circuito di un muletto di caricamento, ma sono in corso ulteriori indagini. Sul posto subito sono intervenute sedici squadre dei Vigili del fuoco provenienti da Ancona, Macerata e Pesaro. Fortunatamente non ci sono vittime né feriti, l’incendio è stato circoscritto verso le 2 di notte, ma le operazioni di spegnimento, dicono i pompieri, proseguiranno per tutta la giornata in quanto sono presenti ancora alcuni focolai. Tutta l’aria portuale è stata chiusa e viene pattugliata dalle forze dell’ordine. Dall’incendio, che si è sviluppato nell’area ex Tubimar, dove ci sono varie attività, si è alzata una densa colonna di fumo, visibile anche da diversi chilometri di distanza. In tutta la città si sente un odore acre. Le fiamme avrebbero fatto vari danni come la distruzione alcuni camion e le strutture dei capannoni interessati, dove potrebbero trovarsi solventi, vernici e altri materiali potenzialmente tossici: si ipotizza che siano esplose alcune bombole di acetilene.
L’autista di un camion greco che si trovava in auto nella zona del porto ha riferito di aver udito almeno 5-6 boati: “Sembrava Beirut, ho creduto di morire, di saltare in aria. Non potevo lasciare il camion: ho aspettato e pregato”.
Il Comune in via precauzionale ha chiesto di tenere assolutamente le finestre chiuse e di limitare gli spostamenti in attesa dei risultati delle analisi. Chiusi anche tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università, i parchi e gli impianti sportivi all’aperto. Verso le 7,30 il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ha riferito che dai primi accertamenti non sembrano emergere problemi di inquinamento “ma abbiamo ritenuto opportuno essere prudenti in attesa degli esiti finali degli esami”.