“Potrei essere utile ai giovani,mandatemi in una comunità “. Queste le parole che Renato Vallanzasca, 50 anni dietro le sbarre per rapine,o ed evasione,prima che la sua richiesta di libertà condizionata fosse respinta,aveva scritto ai giudici.
Per i magistrati però,per il “Bel Renè” manca la “prova del pentimento”: Vallanzasca non ha mai chiesto perdono alle vittime ne le ha risarcite.
Per questo motivo sono incentrati alcuni passaggi della lettera inviata ai giudici e riportata da “Il Giorno”.
“Lo dico per l’ ennesima volta, la mia è una decisione mirata proprio perché trattasi del Silenzio Che Si Deve Come Il Massimo Rispetto Per le Vittime”.
Quanto al futuro, il bandito della Comasina, sperava, come si evince dalle parole inviate ai magistrati, di poter essere affidato a una comunità: “I pensieri sulla mia vita mi hanno sempre accompagnato, così come la consapevolezza dei danni che ho creato. A tutti. Il mio futuro ora potrebbe essere in una comunità, magari per essere utile ai giovani. Potrebbero trarre qualche giovamento dalla mia vita assurda”. Così ha concluso Vallanzasca.