“Le elezioni europee di domenica 26 maggio, per quanto riguarda la rappresentanza italiana, hanno significato la vittoria degli interessi delle lobby venatorie: una realtà preoccupante, allarmante, ma che non possiamo sottacere in quanto estremamente reale e concreta. A trainare il carro dei cacciatori, e non sarebbe potuto essere altrimenti, sono i numerosi eletti della Lega, che ora si ritroveranno tra Bruxelles e Strasburgo a tutelare gli interessi di chi vuole male agli animali. Dall’altra parte, ricordando che non abbiamo preso parte alla competizione elettorale, molto male è andato il cosiddetto Partito Animalista, che ha racimolato appena lo 0.6% delle preferenze e circa 160mila voti: a dimostrazione che forse sarebbe stato meglio concentrarsi sui territori e sul diritto animale – come fa Rivoluzione Animalista – piuttosto che suicidarsi alla ricerca improbabile di qualche poltrona. Cosa fare adesso? Noi continueremo a lavorare sollecitando le istituzioni nazionali e regionali verso una normativa generale che sia davvero più vicina alla difesa degli animali. Mentre a livello europeo, ci rivolgeremo a tutti coloro – eurodeputati italiani e stranieri – che hanno a cuore l’ambiente, la natura e la protezione animale”.
Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.