«Non riconosco un governo che, invece di stigmatizzare la strumentalizzazione che forze politiche e associative di vario genere fanno del 25 aprile, procede con atti giudiziari nei confronti di chi rifugge tali, esacerbanti, situazioni. E’ il caso del generale di brigata Paolo Riccò, oggi formalmente indagato dal ministero della Difesa per aver abbandonato la manifestazione, che si è svolta a Viterbo il 25 aprile scorso ed è stata pesantemente monopolizzata dai partigiani, i quali, dopo aver sfregiato il Silenzio militare con le note del Bella Ciao, hanno anche offeso a più riprese le Forze Armate.

 Al generale Riccò esprimo piena solidarietà, al Vicepresidente del Consiglio dei ministri Salvini ricordo, invece, che dopo quest’ennesima beffa, a danno di tutto il Paese, da parte dei cinque stelle manca qualsiasi presupposto per andare avanti con l’accordo di governo». Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.