«La zelante Raggi, alla ricerca di consensi durante la campagna elettorale, si oppone “a qualunque operazione edilizia che sia solo speculativa”, dichiara che a Tor di Valle non ci sono le condizioni per realizzare lo stadio e si dice addirittura disposta a ritirare la delibera sulla pubblica utilità in caso di vittoria.
Poi, però, diventa Sindaca e lo scenario cambia all’improvviso. La speculazione edilizia a Tor di Valle e la mancata conformità delle zone urbanistiche? Uno spauracchio al quale non cedere. Le problematiche relative alla mobilità di quel quadrante cittadino? Chiacchiere da bar. I sistemi corruttivi, i presunti illeciti e i rinvii a giudizio? Solo uno scherzo di carnevale. Insomma, secondo il Raggi-pensiero lo stadio della Roma si può fare e, quindi, si farà.
Eppure questo è un progetto pieno di incertezze. In termini di attuazione, di finanziamento e di reale utilità. L’unica cosa sicura è che senza impianti adeguati lo stadio di Tor di Valle non potrà essere realizzato, che la maggioranza fugge il confronto con l’opposizione, che la segretezza chiesta dal committente al Politecnico di Torino è oltremodo sospetta e non si addice a chi prima faceva della trasparenza la propria bandiera.
A parer mio la stadio della Roma è una di quelle opere che, nelle intenzioni, si sposa perfettamente con la crescita della città. Dovrebbe, perciò, a maggior ragione poggiare su presupposti concreti e conciliabili con una programmazione adeguata di Roma e su procedure amministrative chiare e trasparenti. L’evidenza dei fatti, tuttavia, ha dimostrato che l’amministrazione a cinque stelle si discosta da tutto questo. E le conseguenze, anche nel caso dello stadio di Tor di Valle, non tarderanno ad arrivare».
Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.