Il reddito di inclusione 2018, è il nuovo sostegno economico universale contro la povertà a cui potranno presto accedere le famiglie senza reddito, o con basso reddito che al momento della domanda risultano essere proprietarie di piccole proprietà immobiliari.
Già perché nel memorandum scritto a 4 mani dal Governo e dall’Alleanza contro la povertà, rete di associazioni e sindacati che più di tutte si è battuta per il rei, sono stati fissati i criteri, le condizioni, i requisiti e gli obiettivi del reddito di inclusione 2018 che sostituirà il SIA, Sostegno Inclusione attiva, ovvero la carta SIA, a partire dal 1° gennaio 2018.
Tra le tante novità reddito di inclusione 2018, inserite nel memorandum, la più importante forse è l’introduzione di una nuova soglia di limite di reddito ISEE che servirà alle famiglie per accedere al beneficio, che è stata fissata ora a 6.000 euro, rispetto ai 3.000 euro del SIA, di una nuova condizione che non determina più l’accesso o la permanenza del sostegno, ovvero, la possibilità di presentare la domanda anche se si ha una piccola casa di abitazione mentre l’altra novità è che si potrà continuare a percepire per qualche altro mese il sussidio universale contro la povertà, anche se si è trovato lavoro, cosicché da evitare che il Rei diventi un disincentivo per chi è alla ricerca di un posto di lavoro.
Nel memorandum, spazio anche al calcolo reddito di inclusione ed in particolare su come si calcola l’importo che spetta con il reddito di inclusione 2018 alle famiglie senza reddito o a basso reddito, ossia, su come si deve calcolare l’importo del bonus in base alla differenza tra il reddito disponibile della famiglia e l’indicatore della situazione reddituale (Isr).
L’importo del reddito di inclusione 2018, che andrà alle famiglie beneficiarie dovrà quindi coprire il 75% della differenza tra reddito disponibile e soglia Isee di accesso, e comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale per chi ha più di 65 anni, che per il 2017 è pari a 485 euro.
Dal suddetto importo, andranno poi sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, ad eccezione dell’assegno di accompagnamento.
Alle famiglie quindi con un più basso valore ISR, spetterà un importo maggiore del sostegno.
Una volta calcolata la misura del bonus, questa sarà poi commisurata al numero dei componenti del nucleo familiare, al fatto che siano presenti minori o disabili.
EMANUELA MARIA MARITATO