di Marco MONTINI

E’ polemica dopo l’intervista di Di Maio, rilasciata a il Messaggero, dove ha parlato della situazione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, indagata per falso e abuso d’ufficio: “Non è accusata di aver sabotato un’inchiesta sulla stazione appaltante d’Italia, ha messo una firma sotto a un foglio. In casi analoghi non abbiamo chiesto dimissioni di altri sindaci”, ha detto il viceministro della Camera che, in caso di rinvio a giudizio della prima cittadina, non ha dato per scontato le dimissioni della prima cittadina della Capitale.

“Nell’intervista rilasciata da Di Maio a un autorevole quotidiano nazionale – ha polemizzato il coordinatore FI Provincia di Roma, Adriano Palozzi – c’è tutta la falsità di un Movimento propostosi come il nuovo che avanza ma che, alla resa dei conti, è più vecchio della vecchia politica”. Ha rincarato il presidente di Assotutela, Michel Maritato: “Fa sorridere l’atteggiamento ipocrita e presuntuoso del Di Maio che oggi si sveglia e diventa l’eroe del garantismo”.

Pure Alfano, ministro degli Esteri, a margine della cerimonia per i settant’anni della prima seduta dell’Assemblea siciliana, ha detto: “Trovo ridicole le dichiarazioni di Di Maio sulla Raggi. Io sono un garantista e per me è del tutto naturale che la Raggi non si debba dimettere, ma loro che fanno i cattivi con gli avversari e i buoni con gli amici sono veramente ridicoli. Una doppia morale di cui l’Italia non sente il bisogno”.

 

Redazione

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