Con  l’attuale consenso grillino alla realizzazione dello Stadio della
Roma  si può ben dire che Beppe Grillo ha di fatto risposto ad una
domanda amletica che non aveva trovato adeguate e chiare risposte sino
ad oggi circa il rischio idraulico più o meno rilevante in cui ricade
l’area di Tor di Valle. Noi rimaniamo dell’opinione che non deve
essere la politica a sostituirsi  alle Autorità tecniche per dare un
giudizio sui rischi ambientali.

Sorgono poi i dubbi sulle infrastrutture ed in modo particolare sulla
viabilità dell’intero quadrante interessato, come sul potenziamento
del trasporto pubblico che è stato ridotto rispetto al progetto
iniziale.

Sfugge ai più come mai la Sindaca è stata paladina del No alla
realizzazione dello stadio a Tor di Valle che poi si è trasformato in
un  giudizio possibilista ascoltando Grillo, per poi accarezzare
l’idea di schierarsi nuovamente  per il No ed infine per la posizione
post ricovero favorevole,  quando in molti scommettevano su
l’abbandono del campo  prima del fischio finale da parte
dell’amministrazione grillina,  come era già avvenuto con la partita
delle Olimpiadi.

Di fatto l’attuale accordo rappresenta la nascita di un quartiere da
600mila metri cubi di uffici e strutture commerciali con uno stadio,
che non avrà le “torri” ma che certamente avrà un impatto notevole su
una parte della città  e che sino  a ieri rappresentava un rischio
idraulico più o meno rilevante.

È’ quanto dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente
Nazionale del Movimento Ecologista – ECOITALIASOLIDALE

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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