di Sara Lauricella

Grandi disagi per i commerciati del circondario di Fontana di Trevi nei due giorni della sfilata di Fendi. La casa di moda ha effettuato nella serata del 07 luglio una sfilata nella celeberrima Fontana, ma per i preparativi dell’evento e per lo svolgimento dello stesso ha creato problemi al transito pedonale e di interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica. Oltre ad aver fatto chiudere diverse strade limitrofe inibendo fortemente il flusso dei passanti e dei turisti che, con sommo disappunto, son dovuti ritornare indietro senza avere nemmeno la possibilità di vedere la Fontana , hanno anche creato un sovraccarico alla rete elettrica che ha mandato in tilt il flusso energetico dell’Acea già dal 6 luglio, giorno di allestimento della passerella, e che si è protratto per tutto il 7 luglio, senza che la società erogatrice sia stata in grado di ovviare all’interruzione. Buona parte dei commerciati e dei privati cittadini delle strade adiacenti si sono ritrovati senza erogazione di energia elettrica per ben due giorni, se non per brevissimi momenti. Pare che il gruppo Fendi abbia provato a discolparsi, per tramite di un suo incaricato, affermando che avevano installato un gruppo elettrogeno, ma dal sopralluogo di un tecnico che è riuscito ad entrare nella zona preclusa al pubblico, pare che il gruppo elettrogeno, benché installato, non fosse stato messo in funzione nonostante le molteplici proteste dei commerciati. Le attività hanno subito tutte un ingente danno, soprattutto quelle di ristorazione, bar, alimentari, gelaterie e tutto ciò che è legato all’alimentazione, in quanto l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica ha costretto loro a dover buttare molti alimenti che avevano subito l’interruzione della cosiddetta “catena del freddo” con relativa alterazione delle cariche batteriche e di altri elementi patogeni. Altro settore merceologico notevolmente colpito è stato quello alberghiero: immaginate un turista che paga profumatamente il piacere di alloggiare vicino la Fontana di Trevi che, rientrando dopo una giornata in giro per la capitale, non riesca nemmeno a farsi una doccia calda per mancanza di acqua calda, che non riesca a rinfrescarsi perché non funzionano i condizionatori e che, dopo una certa permanenza del problema elettrico, non riesca nemmeno ad avere una bibita fredda per non funzionamento dei frigoriferi. E pensate che lo stesso turista scenda in strada per poter avere un caffè che non gli può essere fornito perché le macchine non vanno in pressione: momenti di una normale vacanza …. rovinata. Ed in tutto ciò non può essergli nemmeno possibile vedere la celebre bellezza artistica. Ecco questa è l’immagine dell’Italia che diamo all’estero. Ritornando ai commercianti, cosa ancora più scandalosa, come afferma un commerciante di zona: “Non siamo nemmeno stati informati anticipatamente di una possibile interruzione o malfunzionamento, ed abbiamo anche scoperto che solo cinque o sei attività immediatamente limitrofe alla piazza, hanno ricevuto un indennizzo da parte del gruppo Fendi. Questo vuol dire che loro sapevano che avrebbero creato dei danni al circondario, ma non si son voluti né premunire per tempo di ovviare al problema né adesso vogliono farsene carico”. Anche da parte di Acea (azienda erogatrice dell’energia elettrica), ovviamente immediatamente informata dell’interruzione, non c’è stato un tempestivo intervento risolutivo ma, anzi, un temporeggiamento che ha ulteriormente danneggiato turisti, commercianti e cittadini. Un altro commerciante di zona afferma: “ Che senso ha partecipare economicamente al restauro della Fontana di Trevi se poi si creano disagi a tutti … cittadini e turisti? La strada di fronte (nello specifico via del Lavatore n.d.r.) è chiusa per 800 mt da vicolo Scavolino al traforo e la corrente non c’è per 300 mt da vicolo Scavolino a vicolo Scanderberg. Se ci avessero detto che ci sarebbero stati problemi anche noi ci saremmo organizzati diversamente”. Tante le cose da chiarire da parte di Fendi e dell’Acea e tanta l’evidente responsabilità dell’accaduto, con l’augurio che siano coscienziosi e risarciscano almeno i commercianti visto che i turisti, molto probabilmente, non torneranno mai più.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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