Di Anna Catanzano
Con il termine democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa “governo del popolo”, intendiamo il sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione.
Se con tale votazione si esprime quella che è la volontà popolare, non mi spiego perché a tutt’oggi non si sia fatta chiarezza sulle 35.000 schede che non si trovano nei conteggi delle votazioni amministrative avvenute il 5 giugno a Roma.
Il candidato sindaco Michel MARITATO, nonché Presidente dell’Associazione Assotutela, ha depositato un ricorso a tal riguardo alla Procura della Repubblica e attendiamo ancora risposte dal Presidente Mattarella. Infatti nella giornata dell’11 giugno 2016 il Segretario della Presidenza della Repubblica ha ricevuto la missiva inviatagli dallo stesso Maritato, il quale insieme al suo team di legali ha denunciato, appunto, presunti brogli elettorali.
Sembra infatti che siano state riscontrate delle irregolarità da parte della magistratura in almeno 30 sezioni, soprattutto nei municipi II, XIII e VIII. Anomalie che avrebbero determinato, come già sopra delucidato, la perdita di almeno 35.000
voti, mentre nel frattempo ci prepara al ballottaggio di domenica 19. La domanda che dovrebbero farsi tutti i romani e gli italiani in genere, possiamo ancora parlare di democrazia?!
Dov’è lo Stato di diritto? Dove le risposte? Dove la chiarezza e legalità?
Attendiamo risposte, gli italiani e i romani tutti ne sono degni.



