(Romatoday) – Era secco da molto tempo. Il leccio, piantato lo scorso novembre, è stato rimosso. Già da aprile aveva dato segnali poco confortanti. Le foglie si erano ingiallite, impoverendo una chioma già poco rigogliosa. L’Alberello, come ironicamente avevano cominciato a definirlo i residenti, non c’è più.

RIMOSSO IL LECCIO – “Sono iniziati i lavori per la sostituzione del Leccio di Piazza dell’Alberone – leggiamo in una nota del Dipartimento Ambiente – Nello scorso novembre, a seguito di alcuni danneggiamenti dovuti a un fulmine, il leccio è stato cambiato, ma non ha seguito un processo di crescita regolare e anzi ha iniziato a registrare dei problemi che sono aumentati fino a che non si è potuto far altro che certificarne la morte e chiedere alla ditta fornitrice la sostituzione attraverso la prevista clausola di garanzia dell’attecchimento”.

LA GARANZIA – Da lunedì 26 settembre “inizia dunque la fase di rimozione del vecchio esemplare, cui seguirà la realizzazione dell’alloggiamento e poi la piantagione della nuova essenza e sesto d’impianto in via Appia. Il leccio che verrà messo a dimora nella piazza dell’Alberone è di 5,80 cm con una circonferenza al tronco di 3,80 metri. A ulteriore compensazione di quanto accaduto – spiega il Dipartimento – il Servizio Giardini ha ottenuto anche la fornitura di altri 3 lecci che verranno messi a dimora sempre nella zona di Via Appia”

LA NECESSARIA MANUTENZIONE – La garanzia dell’attecchimento sarà quindi esercitata. Tuttavia, ci sono alcune condizioni che i residenti vorrebbero venissero considerate. “Quando venne messe questo leccio – ci racconta Adriana Velardi, Presidente del CdQ – notammo che le radici erano più grandi di quella sorta di alveo che doveva contenerle”. Il problema, come molti residenti anche dalla pagina facebook fanno notare, è che “bisogna piantarlo direttamente a terra, e non in quel vaso con la seduta attorno, che sotto è fatto di cemento”. A prescindere dagli accorgimenti, molti cittadini chiedono una cosa molto semplice: un nuovo albero. Possibilmente, “un vero Alberone”, dal momento che il precedente era piuttosto minuto come dimensioni. “Bisogna però prevedere che vi siano dei botanici pronti a seguirne le fasi di crescita – osserva la Presidente del CdQ – non vorremmo tra un anno, stare di nuovo qui, a commentare la stessa situazione

 

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