LE DISCUTIBILI ESTERNAZIONI DELL’ASSESSORE INFIAMMANO IL DIBATTITO E LE POLEMICHE

“Non siamo così privi di ‘sense of humor’ da indignarci alle puerili affermazioni del neo nominato senatore/assessore alla mobilità Stefano Esposito. Ciò che infastidisce non è il contenuto assurdo delle sue dichiarazioni ma il malcelato intento che c’è sotto”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “Comprendiamo quanto all’assessore/senatore sia rimasto intatto lo spirito del ‘maestrino’ – tale titolo scolastico dichiara nella sua biografia – ma ci sconcerta il fatto che dietro alle uscite dell’uomo-partito, ci sia la sindrome del marchese del Grillo, che mutuava dal magistrale sonetto del Belli ‘Li soprani der Monno vecchio’ la celebre frase che marcava le distanze tra lui e il popolino: ‘io sò io, e vvoi nun zete un c…’ . Questo – continua il presidente – è lo spirito che anima il nostro. La consapevolezza di affermare ciò che crede, dall’alto delle sue nomine a senatore, assessore, nonché commissario/controllore delle sorti di Ostia, di cui non sa discernere la differenza tra una strada statale e una infrastruttura di trasporto. Così come dichiara non conoscere la metro B e il bus 64, prove testimoniali del decadimento del trasporto romano. E ancora, le grossolane frasi sessiste nei confronti di uomini e donne e gli errori da matita blu sui suoi tweet, per finire con la perla di tutto l’assemblage: il glorioso passato da tifoso juventino. Lontano dalla città di cui amministra le sorti, come è lontano il Pd dalla sua gente e dalle forze vive della società”, chiosa Maritato.

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