La mostra multimediale: “Psichiatria – un viaggio senza ritorno” è composta da 78 pannelli illustrativi e da 14 audiovisivi che ripercorrono la storia della psichiatria sino ai giorni nostri. I suoi sviluppi i retroscena e il perché dei trattamenti come ad esempio contenzione, lobotomia ed elettroshock. La mostra ha toccato moltissime città italiane (Milano, Torino, Trieste, Catania, Cagliari, Verona, Messina, Montegrotto Terme, Ravenna, Padova, Brescia, Modena, Macerata e molte altre) e molti Paesi in tutto il mondo – dagli Stati Uniti, all’Europa, all’Australia. In tutte queste città la mostra è stata visitata da decine di migliaia di persone che ne sono rimaste molto colpite, e ha ricevuto vasta attenzione dai media locali. Nelle due occasioni in cui è stata ospitata a Trento nel 2008 e 2009, è stata visitata da circa 4000 persone molte delle quali ci hanno lasciato dei commenti profondi ed entusiastici.
La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra psichiatri, psicologi, medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che raccontano personalmente cosa vuol dire il trattamento e le sue conseguenze. Nell’edizione di quest’anno saranno disponibili filmati, materiali inediti e seminari specifici molto attuali in Trentino, sul tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini in tenera età e sugli allontanamenti superficiali dalle famiglie.
Non è una mostra per cuori teneri, e oltre a segnalare un sistema trentino in miglioramento, non saranno certo risparmiate le critiche ma la cittadinanza sarà informata fino in fondo.
Ad esempio ecco il volantino della mostra:
«In Trentino gli allontanamenti dei bambini dalle famiglie sono calati drasticamente.Prima, tramite valutazioni per loro stessa natura soggettive e opinabili, certi psichiatri, psicologi e assistenti sociali, con formazione inadeguata o scarsa competenza, potevano indurre il Tribunale ad allontanare i figli alla famiglia. Oggi c’è maggiore attenzione agli affetti e all’ascolto dei minori e si possono risolvere situazioni famigliari molto complesse senza il trauma dell’ allontanamento, ma:
- Trento: uno psichiatra ha accolto un papà per una consulenza in pantaloncini e ciabatte, e diagnosticato una malattia mentale a una mamma in soli 45 minuti; continua a fare perizie sui bambini.
- Trento: uno psicologo ha scritto in una CTU che una violenza sessuale era una “mancanza di delicatezza”; fa ancora perizie sui bambini.
- Valsugana: assistente sociale censurata dall’Ordine per minacce a una bambina che ha scritto di lei «per me non era altro che una “strega” […] che aveva il costante desiderio di confondermi e di rovinarmi», lavora a tutt’oggi con bambini e famiglie.
- Val di Non: assistente sociale registrata di nascosto ha fatto piangere una bambina cercando di convincerla ad andare in una famiglia affidataria, e le sue sorelle hanno scritto «ci ha portato al punto di odiare i nostri genitori». Indagata dall’Ordine ma lavora ancora con i bambini.
Inoltre martedì 22 settembre alle ore 20.00 presso la Fondazione Caritro di Trento in via Calepina 1 sarà tenuto il convegno nazionale PSICHIATRIA • SCUOLA • SERVIZI SOCIALI – Criticità, buone pratiche e alternative, con relatori di livello nazionale e internazionale.
Il convegno offrirà degli spunti di riflessione sulla presenza della psichiatria e della psicologia nella scuola e nella tutela minorile, con l’obiettivo di offrire stimoli per migliorare entrambi i settori.
La mostra è organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, un’organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata a investigare e denunciare le violazioni dei diritti umani. Il CCDU è stato fondato in Italia nel 1979 ed è diventato una Onlus nel 2004.
Il CCDU Onlus in Italia, ha raccolto nel corso degli anni centinaia di denunce e tutelato i diritti di moltissimi cittadini vittime di abusi nel settore dei diritti umani. Tra le molte campagne condotte, ricordiamo quella sul consenso informato in relazione all’elettroshock, la serie di ispezioni a sorpresa, effettuate nei residui manicomiali italiani nei primi anni ’90 (che portarono alla loro chiusura), attività di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’uso di psicofarmaci sui minori, sugli anziani e sul trattamento sanitario obbligatorio.
A Trento il CCDU è presente dal 2007 ed è affiliata a Trentino Solidale. Abbiamo organizzato diversi tavoli informativi presso fiere e mercati di Trento, Rovereto, Pergine, ecc. dove ad oggi abbiamo raccolto più di 6.000 firme contro l’abuso di psicofarmaci sui bambini in tenera età, e più di 7.000 firme contro gli allontanamenti facili dei bambini dalle famiglie in base a valutazioni peritali soggettive. Abbiamo anche tenuto alcune manifestazioni pubbliche e parecchi convegni sulle tematiche sopra riportate.
Anche grazie al nostro lavoro di sensibilizzazione, nel maggio del 2008 la Provincia Autonoma di Trento ha approvato una legge di tutela dei bambini “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti”: il Piemonte e il Trentino sono le uniche regioni in tutta Europa ad avere una legge di prevenzione sugli psicofarmaci ai bambini.
C’è un’altra grande vittoria per il nostro Comitato. In collaborazione con altre associazioni e professionisti, abbiamo ottenuto in Trentino una sensibile riduzione (più del 30% in meno) dei bambini allontanati dalle famiglie, il che dimostra una maggiore sensibilità degli operatori sociali trentini verso il valore della famiglia e della prevalenza degli affetti familiari. Riteniamo che sia un grande successo perché crediamo nel valore della famiglia, e riteniamo che un bambino ha innanzitutto diritto all’affetto della sua mamma e del suo papà. È pur vero che l’attività di sensibilizzazione è stata supportata dal lavoro della Giunta provinciale, di alcuni comuni e in particolare quello di Trento.


