Di Alfonso Vannaroni
E’ una lenta e costante discesa. E’ un degradare continuo verso l’invivibilità. Nel complesso è una fotografia che non lascia dubbi: a Roma la qualità della vita peggiora di anno in anno. A certificarlo è lo stesso Campidoglio, o meglio l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale. Può sembrare un colpo di sole di questo caldo luglio, ma non lo è: è proprio il Comune che attraverso una sua agenzia certifica le proprie inefficienze.
L’ottava indagine di questo tipo rivela che nel 2015 è stato superato il voto più basso, raggiunto nel lontano 2007. Potendo scegliere da uno a dieci, duemila romani – intervistati a campione nei mesi scorsi – hanno infatti giudicato i servizi della capitale mediamente insufficienti, vale a dire 5,24. Lo scorso anno il voto era stato 5,71. Trasporto pubblico, pulizia stradale, raccolta dei rifiuti, illuminazione, acqua potabile, servizi sociali e culturali, sosta a pagamento, servizi cimiteriali, parchi e le ville storiche: nessun aspetto della vita quotidiana è stato trascurato dalla ricerca. “I romani sono maggiormente soddisfatti dei servizi culturali – fa sapere l’Agenzia – In una fascia di valutazione superiore alla sufficienza si trovano i servizi taxi, parchi, ville, servizi sociali municipali, asili nido e infine illuminazione pubblica. Non raggiunge la sufficienza il trasporto pubblico, la raccolta dei rifiuti, la sosta a pagamento e la pulizia delle strade”. I voti più bassi riguardano la pulizia delle strade: 3,5. Poco meglio viene valutato lo svuotamento dei cassonetti 4.7, non a caso solo il 14,4 per cento degli intervistati sostiene che la raccolta dei rifiuti è migliorata. Capitolo strisce blu: qui il voto è 4.6. Mentre le farmacie comunali prendono un bel sette. E i servizi offerti dal Palaexpo e dall’Auditorium addirittura otto. E i mezzi pubblici? Qui il gradimento oscilla dalla sufficienza per la metropolitana (6) alla piena insufficienza per autobus e tram (4,6). E poi ancora. Tra le donne si riscontra la percentuale più alta di insoddisfazione per la qualità della vita: il 21,8 per cento sostiene di essere ‘per niente soddisfatta’, il 30 di esserlo ‘poco’. Il voto medio che le casalinghe hanno assegnato alla città è 4,77. I giovani tra i 15 e i 29 anni sono invece più tolleranti: per loro Roma merita quasi la sufficienza, 5,75 per la precisione.
Ma c’è tanto da lavorare per elevare la qualità della vita. Ne è convinta anche il presidente dell’assemblea capitolina, Valeria Baglio: “E’ un’istantanea che in parte ci aspettavamo – spiega – Dipende anche da una situazione economica non semplice e dall’indagine di Mafia Capitale, che sicuramente ha inciso nella valutazione dei cittadini rispetto ai servizi pubblici. I cambiamenti avviati in questi due anni produrranno risultati che saranno percepiti dai cittadini”. Tutti lo sperano. Tutti sognano una città migliore, più efficiente nei suoi settori strategici. Oggi però la realtà è un’altra: è una sfilza di insufficienze e conseguenti bocciature per la capitale d’Italia.


