Di Alfonso Vannaroni
La scure dell’ufficio di presidenza della Camera si abbatte sui vitalizi di dieci ex deputati condannati in via definitiva per reati di particolare gravità. Da oggi a loro non sarà più erogata la pensione. Una decisione salutata con soddisfazione dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, che sulla pagina di Facebook scrive: “il ministero della Giustizia ha comunicato alla Camera che dei 1202 ex deputati che prendono il vitalizio sono dieci i condannati in via definitiva a una pena superiore a due anni per reati gravi come mafia, corruzione, terrorismo, peculato o concussione. Oggi, sulla base di questi dati, l’ufficio di presidenza ha deciso la revoca del loro vitalizio”.
Ma l’impegno del Parlamento prosegue. E’ infatti in corso una ulteriore verifica su altri 346 ex parlamentari con più di 80 anni e che per limite d’età previsto dalla legge non risultano al casellario giudiziario. “Nei giorni scorsi – prosegue la presidente della Camera – io e il presidente del Senato, abbiamo scritto al primo presidente della Corte di Cassazione perché venga avviata una ricerca presso i suoi archivi per capire se tra gli ultraottuagenari condannati in via definitiva per reati gravi vi siano ex parlamentari ai quali revocare il vitalizio”. Tutta una farsa, sostiene il Movimento cinque stelle. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5S, via social afferma: “Ricordate la sospensione del vitalizio agli ex parlamentari condannati? Oggi abbiamo saputo quanti saranno coloro ai quali si applicherà quella norma. Su 1543 ex deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio – anche oltre i 3000 euro al mese – solo 10 lo avranno sospeso”. E Carla Ruocco aggiunge: “Non ci sorprendiamo – spiega la deputata pentastellata – Il provvedimento è una pagliacciata, esclude dai reati l’abuso d’ufficio e inserisce la riabilitazione. C’è gente che con tre giorni di Parlamento guadagna in qualche caso più di 3mila euro al mese a vita. Capito adesso perché non abbiamo voluto votare questa farsa? Noi vogliamo far sparire questi vitalizi”.
Non la pensa così Sel. “L’esiguità dei numeri – dice Gianni Melilla, componente dell’ufficio di presidenza – testimonia come la stragrande maggioranza dei deputati abbia assolto e continui ad assolvere la funzione parlamentare con onestà. Chi invece punta la sua politica solo sulla delegittimazione del Parlamento rifletta sul fatto che oltre il 99 per cento dei beneficiari non rientra nei casi previsti dalla delibera dell’ufficio di presidenza”. Intanto dal Pd c’è chi vorrebbe abolire definitivamente il vitalizio. E’ il caso del deputato Matteo Richetti che a tal proposito ha presentato un progetto di legge. “E’ finito il tempo dei pannicelli caldi – scrive Richetti sulla pagina Fb – Il progetto di legge prevede il ricalcolo per tutti con il sistema contributivo. Si prende il versato, si calcola il montante contributivo con i coefficienti della Fornero e si ricava la pensione a cui si ha diritto”. Come per tutti i lavoratori. “Ovviamente – conclude il deputato – questo porterà a una drastica riduzione degli assegni erogati, ma senza ledere i diritti acquisiti. Si cancella invece un privilegio e si riafferma il principio costituzionale di uguaglianza tra i cittadini”.


