“Ho appena consegnato un’interrogazione scritta al Presidente Zingaretti che punta nuovamente il dito su quello che accade nell’ASL Roma C, dove scelte discutibili, inefficienti, costose ed inefficaci stanno mettendo in ginocchio l’assistenza sanitaria del territorio. Le forti critiche non vengono però solo dalle associazioni dei malati, dai pazienti, dai residenti e dai loro familiari ma anche internamente con numerosi dipendenti che lamentano da tempo atteggiamenti dispotici. Dall’arrivo dei manager scelti dalla nominopoli di Zingaretti solo in questa azienda sanitaria sono finiti sotto l’inquisizione del Consiglio di disciplina oltre 300 tra dirigenti e operatori sanitari. In tal senso, come denunciato da alcune Organizzazioni Sindacali in merito al suicidio del Dott. Barcaioli, sarebbe opportuno e doveroso, fare immediata chiarezza sulle circostanze, ed in particolare se eventuali condizioni sfavorevoli sul lavoro all’interno dell’ASL Roma C, possano aver contribuito ad aggravare la situazione psicologica del dirigente medico, il cui epilogo è tristemente noto. Se quello che si vocifera fosse confermato ci chiediamo come sia stato possibile che all’interno dell’ASL Roma C, peraltro dove ha sede il Centro Regionale di Riferimento per lo Stress da Lavoro Correlato, nessuno si sia accorto di tutto questo. A Zingaretti chiedo un segnale forte in tal senso perché ritengo sia doveroso che il Presidente  della Regione vada a fondo di questa vicenda intervenendo prontamente”, lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio membro della commissione Salute.

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