Si è finito per parlare della proverbiale ‘fontanella’ sottocasa, piuttosto che di una seria moratoria alle sciagurate edificazioni che hanno violentato la nostra città, sconvolgendo il paesaggio, distruggendo beni archeologici di inestimabile valore, riducendo le periferie a tanti satelliti privi di ogni servizio. L’ennesimo sacco di Roma, giustificato da una politica acquiescente, se non collusa, e da un assordante silenzio di tutti coloro che avrebbero dovuto denunciare tale scempio. ‘Stop al consumo di suolo’, in bocca al sindaco Marino in campagna elettorale, è rimasto soltanto un vuoto slogan al confronto con la realtà. Oltre 6 milioni di metri cubi riversati impunemente su Roma, frutto di indicibili accordi delle giunte di sinistra, della passiva accettazione dell’amministrazione Alemanno e dell’ipocrisia dell’allegra brigata di Marino”, conclude il presidente.


