Oggi presso l’Ex-Aurum di Pescara si svolgerà il vernissage del pittore abruzzese Francesco “Frisco” Ciancabilla.
L’artista ha recentemente riscosso un grande successo nel weekend di Arte Fiera a Bologna e torna nella sua città con una mostra personale dal titolo “Funk Bromantico“.
Nella location della Sala degli Alambicchi all’Ex Aurum, saranno esposte quelle tele dai contrasti netti e taglienti eppure fluidi di uomini e donne che appartengono alla vita di Frisco e che sembrano voler raccontare una storia, quella che hanno alle spalle o quella che li circonda ma che noi non possiamo vedere perché fuori dalla tela: il mistero della vita, la rabbia della lotta, la parola rubata. Sono gli sguardi che catturano la nostra anima e mentre ci raccontano di un passato e di un presente attuale sembrano anche voler nascondere, più che svelare.
Un’espressività densa, carica di sensualità e di dolore, di attesa e di slancio.
Contemplare un quadro di Frisco è, infatti, un’esperienza da vivere: lasciarsi andare all’enigma, perdersi nei contrasti, ritrovarsi in giochi immaginativi dove non avremmo mai pensato di arrivare.
È una seduzione che ci travolge, che ci invita ad intravedere la storia, ad inventarne una nostra, inebriati dal gioco dell’incanto e dello scherzo, della nuda realtà, della fresca spontaneità.
Un’occasione per ognuno per attingere alla propria, dimenticata, fantasia.
Frisco ha ripreso la tecnica che aveva inventato nei primi anni ’80, a metà tra street-art, pop e fotografia, ancora oggi attualissima, e per quei tempi (in cui ancora nessuno usava neanche gli stencil) rivoluzionaria, tanto da attrarre l’attenzione e quindi l’entusiasmo incondizionato della critica d’arte più innovativa del momento, Francesca Alinovi, che parlava allora di immagini “che vogliono scorrere molto rapidamente davanti al mio sguardo, e che inoltre pretendono di essere molto loquaci con me, facili e piacevoli, e mi sorprendono per la loro socievolezza”.
I suoi ritratti sono istantanee in bianco e nero o con colori decisi, “sovraesposti”, dove il colore assume una valenza puramente decorativa: macchie di tinta che sembrano galleggiare sull’acqua, volti che ci fissano inquisitori o curiosi, o che nascondono lo sguardo per lasciarsi ammirare.
“Una volta – dice il curatore della mostra Marco Manzo – parlando con lui mi ha detto di essere interessato alle zone d’ombra: io penso che non si riferisse solo ai giochi di ombre sempre presenti nelle sue tele, ma anche al lato oscuro e misterioso degli uomini“.
Le tele di Frisco sono state visibili ed acquistabili in anteprima (per informazioni 349-7390899) già da mercoledì 25 febbraio (e fino al 7 marzo), mentre l’inaugurazione della mostra, curata dall’Associazione Culturale “PiùAbruzzo”, avverrà oggi.
Per l’occasione gli ospiti potranno anche degustare grazie allo sponsor sponsor Il Feuduccio (Paolo Jr Neri e Marcella Tricarico) un ottimo Montepulciano d’Abruzzo e lo strepitoso pecorino della Cantina di Orsogna (Ch), una delle migliori eccellenze del territorio.


