“Non devono essere i romani a cambiare casa né altri cittadini a marcire ancora nelle graduatorie delle case popolari. L’insistenza con cui il sindaco Marino continua a parlare dei diritti dei rom, senza fare alcun riferimento ai doveri, è stucchevole, e credo solo che si rischi di creare frangenti di tensione sociale che farebbero molto male alla città di Roma. I romani attendono provvedimenti per l’housing sociale e interventi concreti in grado di fronteggiare l’emergenza abitativa, e oggi parlare di case popolari ai nomadi è rischioso oltre che ingiusto”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere della Regione Lazio.

“Ho presentato in Consiglio regionale una proposta di legge sui campi di transito mirante a contrastare il soggiorno irregolare dei cittadini comunitari, e ad agevolare l’attuazione di provvedimenti di espulsione dal territorio per i non italiani che non hanno diritto e che commettono reati. Oggi c’è poco spazio per fare business e buonismo su di una reale solidarietà, le risorse sono poche ed è necessario dare risposte prima ai romani. Parlare anche solo di assegnazione dei casali abbandonati è folle poiché aumenterebbe lo sdegno dei cittadini romani tartassati da Tasi, Tari e balzelli vari costretti anche ad accettare un’assegnazione privilegiata, senza requisiti, degli alloggi ai nomadi. I campi nomadi abusivi sono divenuti luoghi di degrado e illegalità e dovevano essere chiusi già dalla metà del 2011 ora i romani sono stanchi di continuare a respirare fumi tossici e di subire ogni sorta di sopruso. Il sindaco ci ha obbligati a chiamarli caminanti? Allora devono camminare” conclude Santori.

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