di Giovanni Lucifora

Vicende oscure del passato che tornano d’attualità. Il dramma di una bella teen ager uccisa barbaramente trent’anni fa e la testimonianza di un sedicente appartenente a un gruppo d’opposizione a papa Wojtyla. Lei è Caterine Skerl, Lui è Marco Fassoni Accetti, quello del flauto di Emanuela Orlandi. Era il 22 gennaio del 1984 quando il cadavere di Katy fu trovato in un vigneto vicino Grottaferrata. Secondo il medico legale è stata strangolata e il volto è stato affondato nella terra bagnata. Sul corpo molti lividi, la giovane ha tentato una disperata difesa.

Ma cosa c’entra il ‘supertestimone’ Marco Accetti? C’entra perché ha rivelato agli inquirenti che indagano sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori che Katy era stata scelta come vittima sacrificale dalla fazione opposta a quella di Accetti. Il problema è che Accetti fino adesso non ha fornito riscontri chiari alle sue affermazioni. Comunque le sue parole sono servite a far tornare l’attenzione sul caso Skerl.

Ma chi era questa bella giovane, amante degli animali e della vita? Era una studentessa, frequentava
l’istituto artistico di via Giulio Romano vicino ponte Milvio. Di origini svedesi si era trasferita a Roma con la madre e il fratello mentre il padre, Peter Skerl, autore cinematografico, era rimasto in Svezia. La nuova vita di Katy era normale, quella di una classica ragazza della sua età, fino a quel maledetto sabato quando sparì per essere poi trovata morta.

Tralasciando le affermazioni di Marco Accetti (saranno oggetto di un altro articolo) cerchiamo di capire le ultime ore di Katy. La diciassettenne quel giorno, verso le 16.30, va a una festa con il fratello Alex nel suo quartiere, Montesacro. Alle 19.30 circa ha un appuntamento con l’amica del cuore Angela che è a un’altra festa, dall’altra parte della città, al Tuscolano. L’appuntamento è alla fermata della metropolitana Lucio Sestio. Quel giorno piove. Alle 18.30 Katy esce frettolosamente dalla festa a Montesacro per recarsi all’appuntamento con Angela. E’ in ritardo.

Intanto Angela l’attende per pochi minuti pensando che l’amica la raggiungerà a casa. Katy infatti deve rimanere a dormire dall’amica perché il giorno dopo, assieme alla comitiva della parrocchia, devono andare a fare una gita sulla neve. Con se’, oltre alla borsa, ha un borsone; lei però all’appuntamento non arriverà mai. Dopo la telefonata di Angela alla mamma di Katy, i familiari si allarmano tanto che verso le 23 vanno dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Loro non lo sanno ma tra poco Katy sarà uccisa.

La realtà si concretizzerà in tutto il suo dramma e la sua violenza verso le 10 della mattina seguente quando un contadino scopre il corpo della ragazza nel vigneto.
Secondo gli accertamenti tecnici è stata uccisa verso la mezzanotte ma è difficile trovare tracce perché ha piovuto. Il corpo è martoriato. Oltre a essere stata strangolata con un fil di ferro e la sua cinta, ha le costole rotte, sembra che l’assassino le abbia puntato le ginocchia sulla schiena. Poi ci sono lividi e contusioni sul volto e sulle mani. Non ci sono testimoni. La polizia, come si dice in questi casi, brancola nel buio. Dal passaggio dello sconosciuto all’incontro con una persona della quale si fidava, non si riesce a cavare un ragno dal buco fino ad aprile (siamo nel 1984) quando le attenzioni degli investigatori si concentrano su Maurizio Giugliano, figlio di un guardiano di vacche residente a Trastevere.

L’uomo è accusato di almeno sette omicidi, tutte donne. Prende corpo la pista del serial killer ma dopo molti mesi Giugliano viene scagionato per l’omicidio Skerl ma non per altri delitti. Esce così di scena l’unico indagato. Il caso viene dimenticato per decenni poi, oltre alle dichiarazioni di Accetti, arriva una lettera a un’amica di Emanuela Orlandi e alla sorella di Mirella Gregori. Una lettera inquietante dove c’è scritto: ‘Non cantino le due belle more per non apparire come la baronessa e come il 21 gennaio martirio di sant’Agnese con biondi capelli nella vigna del Signore’. Le ‘due belle more’ potrebbero essere proprio Emanuela e Mirella, il 21 gennaio è il giorno dell’omicidio Skerl, ‘biondi capelli’ come li aveva Katy e infine ‘la vigna del signore’, la ragazza fu ritrovata proprio in una vigna di via di Rocca di Papa.

Inquietante poi una scritta su un muro sotto l’abitazione della ragazza con minacce di morte notata alcuni giorni prima dell’omicidio e una compagna di classe di Katy, Snejna Vassilev figlia di un funzionario dell’ambasciata bulgara indagato per l’attentato a Papa Wojtyla. Proprio su quest’ultima pista investigativa stanno lavorando gli inquirenti.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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