Con rito civile, questa sera a Roma, a Villa Marta all’Infernetto, la consigliera SEL di Roma Capitale, Imma Battaglia, ha unito simbolicamente in matrimonio Dalia e Chiara: le due giovani si sono scambiate gli anelli e le promesse con rito civile.
L’avvocato Carmelo Attolico ha fatto firmare alle ragazze l’atto d’amore, vero e proprio contratto di convivenza, una scrittura privata predisposta dai legali dell’Associazione Di’Gay Project (DGP) (scaricabile gratuitamente dal sito www.digayproject.org) a disposizione di tutti coloro che intendono regolare il proprio rapporto di convivenza, utilizzando le possibilità che oggi offre la legge italiana. Redatto in una forma semplice e chiara, lo strumento è pensato per consentire a tutti di comprendere il significato di ogni disposizione e di adattarla alla propria situazione senza necessariamente ricorrere all’ausilio di un professionista. DGP consiglia tuttavia, soprattutto per questioni particolarmente complesse, di consultare il proprio legale di fiducia o di chiedere assistenza all’Associazione. Con la sottoscrizione del documento le parti potranno regolare questioni che, in assenza di una legge o di una scrittura privata, rischiano di generare conflitti: la proprietà dei beni; l’uso dell’abitazione comune; la cessazione della convivenza; il diritto al mantenimento; l’assistenza in caso di malattia.
Dalia ha voluto dedicare a Chiara la sorpresa di un centro tavola di rose rainbow, per coronare l’amore che le unisce da tre anni, scaturito da un vero e proprio colpo di fulmine.
‘L’Associazione Di’Gay Project – afferma la consigliera Battaglia – è diventata un punto di riferimento, tramite il nostro Sportello di consulenza legale gratuita, per aiutare tante coppie a regolarizzare la propria unione con gli strumenti finora a disposizione. Pensiamo anche di integrare il registro di DGP con quelli dei Municipi dove è stato approvato. Spero però che questa possa essere l’ultima unione che celebro prima dell’approvazione della delibera per istituire a Roma il Registro delle unioni civili, in cui è contenuta anche la proposta di assegnare, su richiesta, i locali di Roma Capitale, generalmente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili, per il rilascio dell’attestato di famiglia anagrafica di Unione civile. Confido perciò nell’apertura della politica all’uguaglianza e nella celere calendarizzazione della delibera: il mio obiettivo è celebrare il prossimo matrimonio nella Sala Rossa del Campidoglio’.
Ufficio stampa:
Micaela Clemente