Questa mattina i carabinieri di Caserta hanno arrestato Nicola Cosentino, ex coordinatore del Pdl nonché ex deputato e sottosegretario all’Economia, nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti. Insieme a lui, arrestate altre cinque persone, fra le quali anche i fratelli Giovanni e Antonio, Per tutti le accuse sono: estorsione, concussione, favoreggiamento, riciclaggio, illecita concorrenza o minaccia, con l’aggravante della finalità camorristica. Nell’ambito della stessa inchiesta, altre sette persone sono ora agli arresti domiciliari.
Al centro della vicenda, i diversi distributori di carburante appartenenti alla famiglia Cosentino (“Aversana Petroli”, “Aversana Gas” e “IP Service”), la quale, per favorire la propria attività, si sarebbe avvalsa di pratiche commerciali lesive della concorrenza, grazie anche all’aiuto dei Casalesi (di qui l’aggravante per metodo mafioso).
L’indagine, avviata nel 2011, ha consentito di ricostruire l’attività illecita dei tre fratelli Cosentino: questi erano infatti riusciti ad ottenere il rilascio di licenze e permessi per costruire gli impianti in tempi rapidi, con il concorso di funzionari della regione e del Comune di Casal di Principe oltre che di dirigenti pubblici. Complici dell’attività illecita anche alcuni funzionari della Q8, due dei quali ora desitinatari di un provvedimento cautelare.
Dalle indagini è dunque emerso un vero e proprio “sistema” criminoso che finiva per condizionare pesantemente il regolare sviluppo del mercato. L’attività delle ditte della famiglia Cosentino erano infatti considerevolmente avvantaggiate dal rapporto privilegiato che intercorreva fra loro e le pubbliche amministrazioni. Tali attività erano inoltre fortemente favorite dalle pressioni derivanti dal potere politico di Nicola Cosentino nonché da quello criminale che gli derivava dai suoi rapporti con il clan dei Casalesi.



