Enrico LettaL’accusa di Letta sull’austerity è foglia di fico per privatizzazioni.
“Continua la svendita dei gioielli italiani. Dopo aver lasciato andare via Telecom senza battere ciglio, la nuova ondata di privatizzazioni, presentata dal premier Letta, ha visto come protagonisti il colosso dell’energia Eni e le Grandi Stazioni. Imbarazza vedere come da una parte a parole ci si batta contro l’austerità imposta dall’Europa tedesca, dall’altra, nei fatti, si accontentino proprio gli stessi ayatollah dell’austerità svendendo ulteriori quote di settori nevralgici nazionali”, così dichiara in una nota Andrea Roncella, responsabile Economia di Primavera Nazionale.

“Ora tocca ad Eni, la cui quota detenuta dallo Stato è arrivata alla soglia del 30% (ultima possibilità per il controllo della società) ed Enav, l’ente che si occupa del controllo aereo e di Grandi Stazioni, un domani potrebbe essere il turno di Ferrovie dello Stato. Letta è in anticipo sui regali di Natale e non perde occasione per accontentare le richieste che arrivano da Bruxelles o da Berlino, subito pronti ad applaudire le privatizzazioni ma ribadendo che non è comunque ancora sufficiente. Chiediamo che l’attuale governo la smetta di fare dichiarazioni da leoni quando poi gli unici fatti proposti sono degni delle migliori pecorelle. Serve rinegoziare il debito e il Fiscal Compact, altrimenti ce ne andremo con i nostri bilanci fuori dall’euro”, conclude la nota.
Andrea Roncella
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