SanitàTra le proposte una commissione d’Inchiesta su sanità malata, la revisione Piano sulle liste d’attesa, l’attivazione della Sanità elettronica e del FSE.
“Per superare la corruzione e le frodi e per evitare che la sanitá nel Lazio continui ad essere il bancomat per comprare consensi o creare gruppi di potere il presidente Zingaretti aveva annunciato un nuovo corso attraverso un’attenta programmazione che portasse al taglio degli sprechi, dei disservizi e dei privilegi. Ad oggi non c’è stato alcun provvedimento e la realtà di una sanità regionale più giusta ed efficiente è rimasta solo nelle promesse elettorali. Con questo atto vogliamo aiutare il Presidente dell’analisi dello status quo e nella formulazione di una proposta concreta per una nuova sanità”, così dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, che ha presentato una Risoluzione dettagliata e approfondita durante il Consiglio Straordinario sulla Sanità in corso di svolgimento al Consiglio Regionale del Lazio.

“Con questo atto abbiamo innanzitutto analizzato le carenze e le problematiche che caratterizzano ancora oggi il sistema sanitario regionale e poi formalizzato un mandato vincolante alla Giunta affinché si giunga a realizzare un vero Patto sulla salute dei cittadini e sulla Buona Sanità attraverso la previsione di un pacchetto di norme che contenga, oltre al nuovo piano sanitario regionale da approvare in Consiglio Regionale entro dicembre 2013, anche una nuova legge per l’accreditamento delle strutture private. Inoltre si impegna Zingaretti a identificare specifici strumenti economici, diversi dal commissariamento, che garantiscano piena sovranità alla Regione Lazio in materia sanitaria, una revisione delle ripartizioni del Fondo Sanitario Nazionale che tenga conto delle peculiarità del Lazio e di Roma, l’attivazione di uno specifico controllo di gestione di concerto con il Cineca (Consorzio Interuniversitario), la revisione del Piano regionale per il governo delle liste d’attesa, la centralizzazione degli acquisti, la riduzione delle ASL da 12 a 6, l’investimento dell’extra gettito sanitario nell’efficientamento del sistema, l’attivazione di sistemi di e-Health e del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), un nuovo sistema di valutazione delle performance delle strutture sanitarie, un piano assunzionale del personale precario che porti alla loro stabilizzazione e non in ultimo una specifica Commissione d’Inchiesta sulla sanità malata che coinvolga le associazioni a difesa dei cittadini utenti”, conclude Santori.

Fabrizio Santori
Consigliere Regione Lazio

Al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On. Daniele leodori

RISOLUZIONE

Oggetto: interventi urgenti atti a garantire trasparenza, pulizia ed efficienza nell’ambito della sanità regionale

Il Consiglio Regionale del Lazio

PREMESSO CHE

Il diritto alla Salute di tutti i cittadini è garantito dalla Costituzione Italiana. L’art.32 sancisce la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”;

E’ diritto degli operatori sanitari di agire in libertà di scelta e coscienza e per i cittadini ad avere strutture adeguate e sicure, accessi a prestazioni sanitarie nei tempi e nei modi previsti dalla Legge;

In base al report elaborato a novembre 2013 da Trasparency International Italia per il Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità, identifica il ventre molle della sanità pubblica in cinque settori cardine: la spesa per i farmaci, i rimborsi alle strutture private, gli appalti, la lottizzazione dei dirigenti, le liste d’attesa;

La spesa sanitaria dello Stato è salita a 111 miliardi di euro e impegna circa il 75% dei bilanci delle Regioni;

E’ pari a 9,9 miliardi di euro la spesa impegnata per l’acquisto dei medicinali che vengono ritirate in farmacia, pari ad un miliardo di confezioni, circa 590 milioni di ricette, con un sistema sostanzialmente privo di controlli;

Il tasso medio di corruzione e frode in sanità è del 5,59%, ovvero in circa 6 miliardi di euro l’anno sottratti di fatto alle cure;

L’inefficienza è uno dei motori della corruzione e in tal senso uno dei capitoli di spesa più a rischio sono i 34 miliardi di euro l’anno destinati agli appalti per le forniture ospedaliere;

Il settore pubblico acquista dai privati un monte di servizi medici, da esami a interventi chirurgici, per un totale di 8,9 miliardi all’anno e in questo contesto gli schemi delittuosi che si sono verificati negli anni per aumentare il profitto, a favore dei privati e a danno dei cittadini, sono stati sostanzialmente 3: falsificazioni del Drg per far risultare un intervento più remunerativo, interventi inutili o invalidanti, moltiplicazioni dei Drg per uno stesso paziente senza dimenticare le cliniche convenzionate inesistenti e ospedali pubblici già finanziati dallo Stato che non sono stati ancora realizzati;

In base al documento redatto a marzo del 2013 dal ministero della Salute sui “Livelli erogati di assistenza sanitaria” (Lea), in cinque dei 21 indicatori utilizzati per verificare la qualità complessiva del sistema, il Lazio si posiziona ultimo in Italia;

Ad inizio 2013 il debito della sanità nel Lazio ammontava a 7,42 miliardi di euro;

Secondo uno studio redatto nel 2013 dalla Altems (Alta Scuola di Economia e Managment dei Sistemi Sanitari), dal titolo “Confronto tra le principali aziende ospedaliere del Lazio ed alcune aziende ospedaliere nazionali: Performance economico-finanziaria a confronto”, viene evidenziato come nelle aziende pubbliche del Lazio si riscontra uno sbilanciamento negativo tra costi della produzione e risorse per la produzione che in alcuni casi supera il 160%. Questa situazione rappresenta chiaramente la causa del deficit accumulato dalla Regione Lazio negli ultimi anni;

Nelle aziende pubbliche del Lazio la struttura dei costi è squilibrata. In alcuni casi i costi per il personale incidono per il 91% rispetto alle risorse disponibili per la produzione (ricavi);

Molti ospedali della Regione Lazio sotto il profilo dell’efficienza economica, risultano avere il costo per dimesso più alto del benchmark nazionale. I meno virtuosi risultano essere il San Camillo (€10.484) e il S. Andrea (€9.813);

Una delle principali cause di queste differenze è la capacità dell’azienda di riuscire a fare economia attraverso la funzione di acquisto dei beni e servizi. Questo si riflette in maniera tangibile sul costo netto per paziente in termini di beni e servizi.

Le manovre di spendig review tendono ad intervenire sulla spesa sanitaria tramite tagli orizzontali e tale logica funziona solo se il livello medio dell’efficienza e dell’efficacia delle strutture è analogo;

fin quando si adotterà il criterio della spesa storica decurtata di una certa percentuale, anziché ricorrere ad una vera programmazione, continuerà ad essere assente qualsiasi strumento di governo della spesa atto alla predisposizione di determinati provvedimenti che definiscano in modo chiaro la ripartizione di tutte le risorse disponibili;

Tutte le Regioni, ma in particolare quelle che oggi sono alle prese con i difficili Piani di Rientro, hanno previsto drastici tagli al sistema dell’offerta operanti sulla base di criteri che, ancorché esplicitati, non appaiono sempre convincenti;

ci si aspetterebbe, infatti, l’adozione di un criterio esplicito che ponga al centro la valutazione dei dati oggettivi e comparabili con l’obiettivo di accrescere il livello di razionalità della scelta. Dato che la sanità è soggetta a valutazioni e considerazioni di natura politica, è lecito chiedersi quale sia il punto di incontro tra la ricerca della razionalità della decisione e il suo livello di discrezionalità;

l’analisi dei fondamentali indicatori oggettivi in grado di dimostrare efficacia, efficienza e appropriatezza, dovrebbe rappresentare il principale fattore informativo per la scelta;

questo confronto, non è sempre agevole, soprattutto quando si intendono misurare, non tanto la produttività e l’efficienza, quanto l’efficacia e gli esiti degli interventi;

L’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie deve essere una priorità dell’attuale Giunta Regionale poiché risulta essere uno dei problemi più sentiti dai cittadini laziali;

 CONSIDERATO CHE

La città di Roma e il Lazio rappresentano un presidio cruciale e insostituibile per tutte le problematiche sanitarie anche del sud Italia e per una moltitudine di stranieri in transito;

esistono a Roma e nel Lazio istituti d’eccellenza sanitaria che sono di riferimento nazionale per molte patologie di elevata complessità;

la maggior parte dei Pronti soccorsi, soprattutto nelle grandi strutture, si caratterizzano da locali limitati a tal punto che gli utenti sono molte volte costretti a sopportare condizioni di promiscuità in cui viene lesa ogni dignità umana. In tal senso le Case della Salute, non dovrebbero sostituire gli ospedali stessi quanto piuttosto offrire accoglienza per la gestione dei codici bianchi e verdi, eliminando così lo zoccolo duro dei Pronti soccorsi ospedalieri, nell’attesa che si concretizzi la riforma dei medici di famiglia che dovrebbe ulteriormente facilitare tale processo;

A seguito del Decreto 80 del 30 settembre 2010, nell’attuazione del piano di rientro del debito sanitario, e il recente Decreto del Commissario ad Acta On. Nicola Zingaretti dello scorso 4 ottobre 2013, che approva un documento di ‘Raccomandazioni’ ai Direttori Generali delle ASL per la stesura degli ‘Atti aziendali’ di conversione in Case della Salute di alcuni presidi ospedalieri laziali, molte strutture ospedaliere sono state convertite in Case della Salute senza tener conto delle caratteristiche del territorio e ai fabbisogni di copertura sanitaria delle realtà regionali periferiche, compromettendo così il diritto alla salute di numerosi cittadini;

il blocco del turn-over del personale non garantisce l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) compromettendo il diritto costituzionale alla salute dei cittadini;

Secondo il rapporto Deloitte del 14 maggio 2013, il fallimento del Piano di rientro del 2007 risulta avere le seguenti ragioni, di seguito meglio specificate:

· Non aver adottato un modello fondato sulla separazione della funzione di fornitura di servizi sanitari da quella di acquisto dei servizi stessi. Le ASL pertanto dovrebbero scorporare la produzione diretta di servizi sanitari dalle loro funzioni, limitandosi all’acquisto da strutture pubbliche e private, entrambe accreditate.

· La difficoltà di delineare una visione strategica, il raggiungimento degli obiettivi economici da parte dei direttori generali non è legato a sistemi premianti/sanzionatori e il processo di valutazione dei Direttori Generali, macchinoso e ridodante, è considerato più come un adempimento formale ai fini del Piano di rientro che come strumento indispensabile per il controllo dell’equilibrio economico-finanziario del sistema;

· Manca un provvedimento che definisca in modo chiaro la ripartizione di tutte le risorse disponibili e, in più, è adottato il criterio della spesa storica, decurtata di una certa percentuale, anziché ricorrere ad una vera programmazione;

Il Cineca, consorzio universitario senza scopo di lucro, ha elaborato un sistema web based altamente integrato di analisi che permette di effettuare sia una sorveglianza di tipo epidemiologico che economico dei flussi della singola azienda ASL. Punto di eccellenza di questo sistema è quello di mettere al centro di tutte le analisi effettuabili, basate su insiemi di report, il paziente trattato, considerando in modo integrato tutte le prestazioni a lui erogate. Le funzioni del sistema ed i suoi archivi si basano su una piattaforma integrata che non crea duplicazioni ed è caratterizzata da un percorso funzionale semplice nell’uso, che può essere accessibile a diversi profili di utenza quali ASL, distretto, NCP, singolo medico;

Il Commissario ad acta del SSR ha emanato il Decreto U00437 del 28 ottobre 2013 relativo al Piano Regionale per il governo delle liste di attesa 2013-2015;

tale decreto contiene per lo più degli accorgimenti già noti e presenti in precedenti provvedimenti del Ministero della Salute e delle Amministrazioni Regionali;

Unica novità è costituita dal fatto che si vorrebbe affidare al Recup solo la prenotazione della prima visita e delle urgenze ritenendo che il medico possa provvedere a prenotare le seconde visite o la continuità terapeutica;

in virtù di quanto sopra specificato sembrerebbe che l’obiettivo sia quello di limitare l’inappropriatezza di molte prestazioni e favorire l’utente, sebbene questa situazione presupporrebbe che i medici siano in grado di poter accedere e saper operare nel sistema delle prenotazioni;

Rispetto ai tempi di attesa si enunciano degli obiettivi irrealistici di verifica dell’operato dei direttori generali di ASL ed Aziende Ospedaliere e continuano ad essere assenti richiami a specifiche sanzioni in caso di inadempienze;

L’informatizzazione del sistema migliorerebbe i controlli su sprechi, irregolarità e false esenzioni, implementando le garanzie sulla tracciabilità dei farmaci, azzerando una voce di spesa che costa due milioni di euro l’anno solo per la stampa dei bollettini;

il Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari, gestito da AgeNaS per conto del Ministero della Salute progetto curato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) banca dati informatica con i dati relativi alle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali, non appare adeguato a ri-orientare e migliorare il sistema sanitario del Lazio agendo dove esistono difficoltà, sprechi e squilibri;

con Deliberazione della giunta regionale n. 371 del 12/11/2013, recante ad oggetto “Presa d’atto dei Bilanci d’Esercizio 2011 di Aziende Ospedaliere e delle Aziende Sanitarie Locali”, viene evidenziato quanto segue:

· ASL RmA, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €3.548.791

· ASL RmB, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €66.811.086

· ASL RmC, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €86.792.981

· ASL RmD, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: €39.916.796

· ASL RmE, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €55.865.908

· ASL RmF, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: €19.340.576

· ASL RmG, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €9.403.121

· ASL RmH, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €56.920.930

· VITERBO, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €9.608.688

· RIETI, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €12.937.589

· LATINA, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: €39.193.251

· FROSINONE, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: €89.865.320

· SAN CAMILLO FORLANINI, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €182.943.998

· SAN GIOVANNI ADDOLORATA, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €94.075.839

· SAN FILIPPO NERI, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €102.908.638

· POLICLINICO UMBERTO I, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €80.480.253

· I.F.O. risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €64.105.968

· I.N.M.I. risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €20.104.724

· SANT’ANDREA, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €47.909.014

· ARES 118, risultato d’esercizio approvato dall’Azienda: – €7.994.537

La sanità nel Lazio, per anni, è stata il bancomat per comprare consensi elettorali o creare gruppi di potere;

Nel programma elettorale del candidato Presidente Nicola Zingaretti, nell’ambito della tutela della salute, veniva dichiarata la necessità di spostare il baricentro delle curve verso il territorio, la domiciliarità e l’attenzione alla persona, potenziando i servizi territoriali, garantendo il passaggio a una rete di cure primarie con i medici di famiglia associati prevedendo l’assistenza a domicilio e nelle strutture residenziali;

nel suddetto programma è chiara l’intenzione di ricondurre l’Ospedale alla mera cura dei malati acuti;

nel suddetto programma vengono richiamati i principi di trasparenza, per le nomine dei manager e dei medici a capo delle strutture, e valutazione dei risultati raggiunti, per individuare i settori con performance più bassa;

RITENUTO CHE

Ancora nessun provvedimento tangibile è stato realizzato da questa Amministrazione Regionale sulla sanità, incapace di dar seguito al cosiddetto “nuovo corso” che sarebbe dovuto partire da un’attenta analisi del pregresso e una seria programmazione al fine di garantire l’effettivo taglio degli sprechi, dal momento che solo con un risparmio dei costi importante su disservizi e privilegi accumulati negli anni si potrà realmente avere una sanità più giusta ed efficiente

Premesso, considerato e ritenuto tutto ciò

RISOLVE di dare mandato al Presidente della Regione Lazio di

realizzare un vero Patto sulla salute dei cittadini e della Buona Sanità prevedendo un pacchetto di norme che contenga oltre al nuovo piano sanitario regionale da approvare in Consiglio Regionale entro dicembre 2013 anche una nuova legge per l’accreditamento delle strutture private con criteri trasparenti e snelli dal punto di vista burocratico;

Identificare specifici strumenti economici diversi dal commissariamento che garantiscano piena sovranità alla Regione Lazio in materia sanitaria, in considerazione anche delle peculiari caratteristiche dei flussi sanitari prevedendo a tal fine una specifica regolamentazione per il turn-over degli operatori, al fine di mantenere qualità e continuità delle cure;

rivedere le ripartizioni del fondo sanitario nazionale in maniera tale da tener conto delle specificità di Roma e della Regione Lazio nell’ambito delle esigenze sanitarie nazionali e internazionali;

adottare uno specifico modello di controllo economico da realizzare in concerto con il Cineca-Consorzio Interuniversitario, il maggiore centro di calcolo in Italia, che ha elaborato un sistema web based altamente integrato di analisi che permette di effettuare sia una sorveglianza di tipo epidemiologico che economico dei flussi della singola azienda ASL al fine di adottare un moderno sistema di controllo di gestione e attivazione di benchmark tra strutture pubbliche per monitorare costantemente l’andamento dei costi oltre che un sistema di valutazione dei Direttori Generali che induca la direzione strategica delle strutture pubbliche a raggiungere prestabiliti livelli di performance;

rivedere il Decreto relativo al Pieno Regionale per il governo delle liste di attesa 2013-2015 sulla base delle osservazioni pervenute da parte delle associazioni di operanti nell’ambito della sanità, tra cui Codici, Assotutela e il Tribunale per il Malato, escluse dal confronto, così come la Commissione Consiliare Competente, unico organo di garanzia dei cittadini, in particolare prevedendo un più accurato sistema sanzionatorio;

prendere atto dei dati di bilancio delle Aziende Sanitarie Locali e prevedere contestualmente la riduzione delle ASL da 12 a 6, permettendo ulteriori consistenti risparmi di spesa grazie a strutture amministrative più snelle, alla ottimizzazione delle risorse umane e alla centralizzazione degli acquisti, alla riduzione di quantità di beni acquistati e di rimanenze finali;

investire l’extra gettito sanitario nella sanità stessa, con l’obiettivo di poter garantire quegli investimenti necessari per efficientare il settore e poter quindi fattivamente dal vita al “nuovo corso”;

attivare progetti e sistemi di e-Health o Sanità Elettronica per migliorare il servizio erogato a favore del paziente, ovvero sistemi di e-governance nel settore sanitario che permettono l’introduzione di sistemi informativi in grado di garantire un servizio più efficiente, a basso costo e in breve tempo. L’e-Health può essere definito come il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità, un termine relativamente recente utilizzato per indicare la pratica dell’assistenza sanitaria attraverso il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e tecniche di comunicazione medico – paziente. Questa innovazione tecnologica è in grado di garantire un miglioramento della qualità, dei costi e della sicurezza connessi alle prestazioni sanitarie, sia a favore dei pazienti sia a favore dei governi che gestiscono la sanità e di chi si occupa di assistenza, sempre in ambito sanitario:

1) Electronical Medical Records, che permette una comunicazione semplice dei dati del paziente tra le diverse figure professionali (medici di medicina generale, specialisti, care-team, farmacie) creando una serie di strumenti automatizzati per aiutare i medici a migliorare la qualità delle cure mediche e aumentare l’efficienza della pratica medica;

2) Telemedicina e/o Telemonitoraggio delle “popolazioni fragili” e l’utilizzo della “visita in remoto” (e-therapy), include tutti tipi di cure mediche o psicologiche che non richiedono al paziente una visita dal medico curante (quando questo servizio funziona, i pazienti non hanno più la necessità di andare dal medico o, al contrario, il medico ha un bacino d’utenza maggiore);

3) Consumer Health Informatics, è stata definita quella branca dell’informatica medica che si occupa di analizzare i bisogni dei consumatori e rendere accessibili gli studi e gli sviluppi nel campo della medicina, integrando le loro preferenze nei sistemi informatici medici;

4) Virtual healthcare teams, è composto da professionisti dell’healthcare che collaborano fra loro e condividono le informazioni sui pazienti attraverso l’utilizzo di apparecchiature digitali.

5) Valutazione dei dati di farmacoutilizzazione della Regione Lazio (intesi come “traccianti delle patologie”)

Attivare il Fascicolo Sanitario Elettronico FSE fino ad oggi rimasto colpevolmente inesistente: l’inserimento del termine di scadenza per la creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), fissato per il 31 dicembre 2014 dal Decreto del Fare, impone alla Regione Lazio l’alleggerimento dell’onere documentale, la personalizzazione delle cure, la riduzione dell’errore umano e lo sviluppo di una sanità centrata sul cittadino, aspetti che pertanto muovono verso un contenimento dei costi, una migliore appropriatezza prescrittiva e in generale verso una più efficiente ricerca, in termini di un consistente aumento dei casi statistici per lo studio di correlazioni causa-effetto, puntando di fatto ad un miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura;

prevedere specifici accorgimenti al fine di informatizzare il settore della sanità partendo dalla cosiddetta ricetta digitale o dematerializzata, così come previsto dalla normativa nazionale, recepita di recente dalla Regione Sicilia, la prima Regione in Italia ad adottare tale riforma avviando un progetto per il recupero di risorse attraverso l’implementazione delle politiche sanitaria in una logica di appropriatezza prescrittiva ed erogativa;

a sbloccare il pagamento dei debiti ancora insoluti riconoscendo in tempi brevi le ragioni ereditarie delle imprese di beni e servizi della Regione Lazio;

attivare un piano di formazione poliennale del personale sanitario che sia orientato alla qualità organizzativa e del rapporto tra operatore sanitario e cittadino utente della sanità in collaborazione con le associazioni di difesa dei diritti dei cittadini e rappresentative di categorie di persone portatrici di malattie croniche ed invalidanti prevedendo convenzioni e collaborazioni specifiche con le realtà sanitarie più avanzate per progetti formativi nelle aree di recupero e riabilitazione di alta intensità;

rilanciare la centrale unica degli acquisti che possa realmente attivare un nuovo sistema di governance della sanità laziale, per eliminare gli sprechi e aumentare la qualità evitando che aziende sanitarie e ospedaliere procedano singolarmente ad attivare appalti per servizi e beni;

attivare una gestione unica amministrativa del personale sanitario al fine di definire tutti i rapporti di lavoro a livello centrale con i 51 mila dipendenti del sistema sanitario regionale, superando la inefficiente gestione separata da parte delle Asl;

prevedere, entro dicembre 2013, un piano assunzionale di stabilizzazione del personale sanitario precario valutando anche la posizione di diversi lavoratori esternalizzati della Sanità del Lazio. Il personale precario in aggiunta a quello esternalizzato va considerato con la dovuta sensibilità non solo per il rischio legato alla minaccia sul dato occupazionale ma anche per la professionalità maturata negli anni da diverse decine di operatori, risorse umane quindi già formate e su cui la Regione Lazio ha l’obbligo di intervenire con la dovuta efficacia sia dal punto di vista del contenimento dei costi sia dell’aumento della qualità di alcuni servizi erogati all’utenza;

invalidare il bando per la selezione dei nuovi Direttori generali di Asl, aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico che presenta numerosi vizi di legittimità e che sarà oggetto di numerosi ricorsi;

introdurre un nuovo sistema di valutazione della sanità regionale e del lavoro dei direttori generali limitandone il potere alla gestione degli obiettivi e delle risorse definite dalla Regione Lazio sulla qualità delle cure per migliorare i servizi ai cittadini prevedendo anche una rimodulazione della mappa dei distretti, le unità operative complesse, le Unità operative semplici;

programmare i servizi ospedalieri regionali entro tre mesi definendo le linee fondamentali in termini di: bisogni attesi di prestazioni ospedaliere e di posti letti per specialità, apporto specifico di Università, Aziende ospedaliere, Ircs, presidi ospedalieri, ospedali classificati, case di cura private accreditate, valutazione delle attività di ricovero in acuzie che preveda adeguati servizi di Pronto soccorso, Rianimazione, Medicina, Chirurgia, Traumatologia, Pediatria, Ostetricia, Laboratorio e Radiologia.

 RISOLVE di dare mandato al Presidente del Consiglio della Regione Lazio al fine di

verificare l’opportunità di creare una specifica Commissione d’Inchiesta (art. 107 del Regolamento del Consiglio Regionale) sulla sanità malata, con l’obiettivo di scovare gli sprechi e prevedere l’effettiva partecipazione alle scelte che verranno adottate nel campo della sanità anche delle numerose associazioni di cittadini che supportano il funzionamento dei servizi con la loro azione di controllo attivando in parallelo uno specifico Osservatorio sulla sanità Malata.

Fabrizio Santori

Redazione

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