INTERVISTA A DANIELE PACCHIAROTTI IL ''RITRATTISTA DELLE DIVE''di Sara Lauricella

C’ è chi nasce con la camicia e chi nasce con una matita in mano e lui è nato con la matita. Una vita, seppur sia ancora giovane, a disegnare e studiare come perfezionare il suo tratto. Lo incontro ad uno degli eventi della mondanità romana in cui sono esposti alcuni dei suoi ritratti a Dive quali la nostra italiana nonché romana Anna Magnani, ma anche Madonna, Audrey Hepburn e la mitica Marilyn Monroe. Due battute nel back stage e si crea subito un’empatia per cui iniziamo a parlare e nasce così la nostra intervista.

Daniele, come nasce la tua passione? – “Nasce con me, ho impugnato la mia prima matita come ogni bambino e non l’ho lasciata più. E’ diventata un modo per esprimermi e per dare forma al mio modo di vedere le cose e le persone. Ogni giorno il mio tratto acquisiva l’emozione che la giornata mi aveva dato e lo studio per cercare di perfezionarlo.

Come hai iniziato il percorso verso questi tuoi successi? – Ho iniziato studiando all’Istituto d’Arte per poi laurearmi in Scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma e, già durante gli studi, ho iniziato a lavorare in importanti spettacoli televisivi e teatrali, ma soprattutto ho avuto l’onore di fare le scenografie per degli spettacoli sia al Teatro dell’Opera di Roma che per il Teatro Brancaccio.

Suppongo che tu abbia collaborato con importanti nomi: vuoi dircene qualcuno? – Bhè forse il primo lavoro con grandi nomi è stato “Scommettiamo che..” con la regia di Guardì e la conduzione delle mitica coppia Cuccarini-Columbro, poi c’è stata la lunga collaborazione con Gabriele La Porta, ma ho anche lavorato per gli spettacoli con Paolo Bonolis, Gabriel Garko e per il film di Ettore Bassi.

Da tutte queste tue collaborazioni sembra che tu abbia una carriera ultraventennale, invece sei poco più che trentenne – Si, infatti. Devo ammettere che ho iniziato a lavorare prestissimo, già mentre studiavo. Ed ho avuto anche un po’ la fortuna di poter lavorare continuativamente ed in situazioni importanti, ma sono ancora giovane ed ho tanta strada davanti a me.

Del tuo modo di porti colpisce immediatamente la grande umiltà: come fai a non montarti la testa? – Per me è normale fare ciò che faccio. E’ solo l’espressione del mio modo di essere e di interpretare la realtà. E’ un lavoro come un altro, ma il mio è anche una gioia. E poi nei personaggi che incontro cerco di guardare oltre l’immagine che vedono gli altri.

Infatti sei ritornato al tuo vecchio amore, cioè i ritratti…. E non solo di Dive… come si dice spesso di te. – Si i ritratti sono la mia passione. Far apparire tramite la mia matita quegli occhi e quelle espressioni come li sento dentro di me è per me un’emozione enorme! Come quando ho visto apparire gli occhi di Marylin e mi son chiesto se fossi stato veramente io a disegnarli. Ma ognuno di noi ha dentro un’anima da Diva e non soltanto le bellissime che ritraggo. Sono il ritrattista ufficiale della Monroe in Italia, ma amo i ritratti della Magnani, della Hepburn, dell’Anita nazionale, così come amo i ritratti della gente comune che vogliono essere disegnati dalla mia matita. Si il ritratto è, almeno al momento, la mia forma di espressione che mi coinvolge di più.

La serata deve continuare e lo saluto cordialmente e con la stessa semplicità con la quale si saluta il vicino di casa. Ma, nonostante la sua apparente normalità, lui non è uno come tanti: lui ha dentro una luce che vedi solo guardando le sue Opere.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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