Si è tenuto in contemporanea, nella giornata del 10 luglio 2013, dinanzi il Ministero della Salute a Roma e dinanzi gli Spedali di Brescia un Sit-In di pazienti e familiari in attesa di essere curati con il metodo stamina messo a punto dal Dott. Vannoni. Le manifestazioni di protesta sono state organizzate da Mauro Merlino del Movimento Vite Sospese e della Sicilia Risvegli Onlus, da anni combattente in prima linea per il riconoscimento ufficiale della sperimentazione del metodo di trapianto delle cellule staminali adulte per la cura di diverse malattie genetiche e rare quali, ad esempio, la Sla e la Sma. Al sit-in romano erano presenti diversi ammalati in sedia a rotelle, accompagnati da amici e familiari, e tra i gravemente ammalati vi erano due dei fratelli Biviano, venuti dalle isole Lipari espressamente per presiedere alla manifestazione e per ottenere le tanto agognate risposte da parte del Ministro della Salute. Uno dei due fratelli Biviano, non vedendo segnali di ascolto e partecipazione da parte del Ministro o di suoi incaricati, si è incatenato alla sua sedia a rotelle in segno di protesta. Il sit-in si è svolto in modo assolutamente pacifico, nonostante il trambusto recato al traffico della Capitale, visto che i manifestanti già da diverse ore in attesa, si sono riversati sul tratto di Lungotevere a – Ripa antistante l’edificio pubblico bloccando il passaggio. Hanno aperto un varco nella manifestazione solo in due momenti per far transitare due camion pesanti dimostrando come delle persone in difficoltà possano dare esempio di grande intelligenza e senso civico.
“Lo stesso senso civico che vorremmo vedere nelle istituzioni”, ha mormorato qualcuno di loro, “invece ci lasciano morire senza essere curati e ci fanno manifestare sotto il sole cocente da 7 ore senza darci risposte, senza darci ascolto, facendo finta che non esistiamo e senza mettere a disposizione nemmeno un’ambulanza in caso di malore di un disabile”. Sino alle ore 17.30 nessuno del Ministero ha fatto capolino per sentire le motivazioni dei disabili e delle loro famiglie. I possibili interessati alla cura con il metodo stamina dichiarano di non aver intenzione di lasciar cadere le iniziative ma anzi di intensificarle ed annunciano un’imminente ed ulteriore azione, essendo in gioco la loro vita e quella dei futuri ammalati.



