E pensare che eravamo comunisti andrà in scena al Teatro dell’Angelo. Un’esilarante commedia che narra le vicende di una famiglia storicamente comunista alle prese con la crisi degli ideali politici e sociali della sinistra, che perdono terreno nei confronti delle nuove tendenze consumistico-liberiste delle nuove generazioni.
I protagonisti sono Giulia e Rinaldo, una coppia di coniugi conosciutasi negli anni settanta durante le manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia, dopo vent’anni è ancora politicamente impegnata, Rinaldo invece è passato da Democrazia Proletaria al Partito Democratico.
Altri protagonisti sono la figlia Nilde, ancora indecisa sul suo futuro, che ama dipingere quadri che poi nessuno compra e suo fratello Enrico, fidanzato con la figlia di un avvocato di grido, che passa il suo tempo guidando macchine di grossa cilindrata. Completano il quadretto familiare Oba, il burlone domestico di colore e la zia calabrese Maria con le sue piccanti specialità gastronomiche e le sue crisi matrimoniali. Il tutto si complica quando il figlio Enrico decide di candidarsi per una lista di destra.
Tra battute esilaranti che piaceranno ai simpatizzanti di ogni colore politico, una ‘nduja piccante e un po’ d’amore alla ”Indovina chi viene a cena?” , la commedia celebra, con evidente rammarico, il deteriorarsi di un universo, quello degli ideali, e ci racconta com’è in trent’anni è mutata profondamente la nostra società.
In scena dal 7 al 26 maggio
Teatro dell´Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19
Roma


