Briglie del cavallo (che poi sarebbero collari per mucche acquistati da un leghista), pneumatici per auto, panettoni e champagne, oltre a un sottofiletto, e a un vassoio d’argento come regalo di nozze, borse di Vouitton ed Hermes, gioielli di Cartier e ancora buoni benzina post-viaggi in auto per raggiungere le manifestazioni No Tav: per queste spese folli sono 52 i consiglieri regionali piemontesi indagati. Le accuse vanno dal peculato al finanziamento illecito, con anche un caso di truffa. In queste ultime ore, gli uomini delle Fiamme Gialle stanno notificando gli inviti a comparire a tutti i politici dell’intero consiglio regionale, tranne sette. Secondo prime fonti gli “esentati” sarebbero Gianna Pentenero, Gianni Oliva, Elio Rostagno, Roberto Placido e Mauro Laus del Pd, Claudio Sacchetto della Lega, Sara Franchino dei Pensionati con Cota, mentre sono sicuramente indagati il presidente della giunta regionale Roberto Cota, il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo del Pdl e i due politici del Pd da poco sbarcati in Parlamento Stefano Lepri e Mino Taricco.
L’inchiesta aveva già portato, pochi mesi fa, a quattro avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti consiglieri regionali e questo nuovo filone si è, invece incentrato sui gruppi consiliari più grandi. Al vaglio delle Fiamme Gialle c’è l’utilizzo dei fondi che il Consiglio assegna ai gruppi: l’esame di fatture, ricevute e scontrini, avrebbe stanato casi sospetti di spese per scopi differenti da quelli legati alla normale attività istituzionale o organizzativa del gruppo; le spese indebite dell’Assemblea di Palazzo Lascaris ammonterebbero a circa 900 mila euro.
Intanto il presidente della regione Roberto Cota, coinvolto nell’indagine, ha rilasciato una prima dichiarazione nel tentativo di scagionarsi: ‹‹Mi sono già recato spontaneamente dai pm per chiarire la mia posizione. Sarò in qualsiasi momento a loro totale disposizione per ulteriori necessità››.
Anche ai grillini Davide Bono e Fabrizio Biolè – allontanato dopo varie polemiche dal M5S ed entrato ora nel gruppo misto – è contestato il peculato per aver utilizzato i buoni benzina della Regione per raggiungere i luoghi delle manifestazioni No Tav in Valsusa. Tra le altre trova spazio anche la contestazione delle spese legali per il ricorso al Tar di Pdl e Lega contro Mercedes Bresso, una battaglia legale che prosegue senza soste dal giorno delle elezioni regionali.
Infine il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, in riferimento a questi 52 avvisi di garanzia in corso di notifica, tende a precisare che: ‹‹Vi sono differenze anche rilevanti tra le varie posizioni individuali, sia per la causale dei rimborsi, sia per l’ammontare complessivo. Solo lo sviluppo e la conclusione dell’inchiesta potranno consentire una precisa e completa definizione di tali posizione››.



