F.I.S. NORDIC WORLD SKI CHAMPIONSHIPS - VAL DI FIEMME - TRENTINO (ITALY)LAGO di TESERO – Erano le 15.00 in punto del pomeriggio. Un’ora fatale. E la pista si è trasformata in Plaza de Toros. Gli sci e i bastoncini lampeggiavano come spade. Quattro corsari volavano verso il traguardo: Northug, Halvarsson, Ustiugov e Hofer.Il teatro era superbo. La folla nereggiava sopra la neve candida. Fremevano le bandiere. L’urlo era gridato a piena gola. Il momento supremo era stato preparato con maestria. Noeckler, Di Centa, Clara erano passati nella mischia intatti. Ora erano in quattro a giocarsi le tre medaglie e David Hofer era il nostro campione.
Il suo nome biblico scintillava sopra la neve, mentre la corsa rotolava verso il traguardo. Il sole accendeva i barbagli della visione. E ci siamo ricordati di quando, un giorno di scuola di molti anni fa, siamo entrati nella valle del Terebinto, dove il giovane Davide, campione degli ebrei, aveva sfidato il gigante Golia, campione dei filistei. Davide aveva raccolto cinque pietre lisce. Forse anche Hofer le aveva raccolte nel greto dell’Avisio. Davide al primo tiro con la frombola aveva colpito in fronte Golia e lo aveva ucciso. Anche Caravaggio, molto prima di noi, aveva visto la scena e aveva immortalato Davide con la testa del gigante Golia in un quadro della Galleria Borghese. Forse anche Hofer aveva la frombola infallibile.
Golia, però, aveva tre teste come Cerbero. Contro Hofer non c’era un guerriero, ma un mostro mitologico. La corsa regala sempre il sogno, ma quando il traguardo si avvicina la visione sfuma. La realtà emerge silenziosa come un sommergibile dal mare. Ecco l’attacco di Halvarsson. Ecco la risposta di Northug. Ecco Ustiugov, ventenne siberiano, che viene da un villaggio a 7 ore d’auto da Khanty Mansiysk, sul fiume Irtysh, dove la temperatura raggiunge -49°. Hofer seguiva quella tigre siberiana. E la cacciava con valore, senza riuscire a catturarla.
Davanti, sul rettilineo d’arrivo, Petter Northug, con gesto perentorio, faceva roteare la sua muleta di neve e cielo, mentre i suoi sci, infallibili, risolvevano questa favolosa corrida. Northug era Manolete, Dominguin, El Cordobés. Invincibile e crudele “espada”.
Claudio Gregori

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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