dal libro Cuore  di Elisabetta Bolondi

Per una volta i corridoi del grande e tetro palazzo che ospita il Miur, ex Ministero della Educazione Nazionale e poi della Pubblica Istruzione, si sono popolati di pannelli, mobili, documenti, fotografie, libri, elenchi, bacchette, lavagne, righe e squadre, giornali d’epoca: si tratta della interessante mostra allestita proprio nei lunghi e disabitati corridoi, nella bellissima biblioteca ( chiusa da Benedetto Croce e solo da poco riaperta!), nella sale di consultazione.

Per una volta le porte del palazzo non lasciano trapelare voci di funzionari che parlano  di concorsi, posti, progetti, tagli….ma raccontano la storia della scuola pubblica italiana dall’Unità d’Italia ai progetti futuri di una scuola completamente informatizzata. Si comincia con due aule contrapposte: la prima ospita i banchi di legno scuro, la lavagna basculante, il pallottoliere, i quaderni neri, pennini e calamai, la bacchetta del maestro….di fronte, tavoli tondi di materiale plastico candido su cui i piccoli che frequenteranno la scuola poggeranno i loro tablet seguendo le lezioni non più dalla cattedra, che ha lasciato il posto ad una consolle da cui l’insegnante darà i comandi ad un pc. La parte più interessante della mostra sono tuttavia i documenti che ci raccontano l’evoluzione della cultura della scuola in Italia: libri di testo, quaderni, giornali, tra cui spiccano intere pagine del “Corriere dei Piccoli”, fotografie di intere classi che attraversano i decenni, registri di classe, elenchi di alunni, documentazione di concorsi di professori, presidi, ispettori. La Storia con la s maiuscola si interseca con la storia della scuola: la guerra, le colonie, il fascismo, il dopoguerra, la ricostruzione, gli anni settanta…..i mutamenti sono documentati con precisione, anche se la visita avrebbe bisogno di più tempo, tante sono le carte, le fotografie e i documenti in mostra….dai diplomi alle certificazioni, dai suggerimenti per gli insegnanti (Il catechismo del maestro!) alle pagelle, dagli esercizi calligrafici ai sussidiari….. Nella sala della Biblioteca sono conservati due esemplari di “Cuore” di De Amicis : il primo è un volume in prima edizione numerata, l’altro in caratteri Braille: i ciechi erano davvero numerosi dopo la Prima guerra mondiale! Visite guidate si possono richiedere al Ministero per classi e semplici cittadini.

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