di Elena Sparacino
Questa è una di quelle storie che è bello sentir raccontare. Gli ingredienti ci sono tutti: una cittadina non troppo grande, un mistero da scoprire, un artista sognatore. Si tratta di Kenny Random, ovvero lo streetartist senza volto che da poco più di tre anni sta rendendo Padova bella (e famosa, ma soprattutto bella) coi suoi affreschi di strada. Si tratta di disegni dal carattere inconfondibile, che hanno la peculiarità di non esserci una sera e comparire inaspettatamente il mattino successivo alle prime luci dell’alba nei luoghi più disparati della città. Spuntano come funghi, e lasciano un sorriso sul viso e negli occhi di chi, casualmente, ci si imbatte. Può accadere sempre, e soprattutto dovunque: fuori dal Liviano o andando al Maldura per seguire le lezioni all’università, in Piazza dei Signori durante l’ora dell’aperitivo, passeggiando per via Roma o addentrandosi per Piazza Castello, sbagliando strada e finendo in un vicolo cieco piuttosto che prediligere le battute vie centrali, riparandosi sotto un portico quando piove, andando a prendere il treno in Stazione e così via. Inutile dire che non sono autorizzati, né istituzionalizzati, ma il Comune ben presto vi si è affezionato, tanto che se con rammarico un paio d’anni fa ne sparirono un paio da un giorno all’altro per opera degli imbianchini, uno dei più famosi oggi è stato addirittura ‘restaurato’ in seguito alla ri-tinteggiatura obbligata della sua location; compaiono generalmente su muri particolarmente brutti, o particolarmente vuoti, o particolarmente scarabocchiati, ‘aggiustandoli’ fino a dare un significato organico all’impatto visivo della parete in questione.
Cosa raffigurano questi disegni? Innanzi tutto, vi è sempre l’inconfondibile firma, che accompagna generalmente una serie di ‘topoi’ ricorrenti quali faccioni senza corpo dalla forma inusualmente allungata, piccoli Snoopy intenti in varie attività, ma soprattutto la caratteristica sagoma nera di un uomo in cappotto e cilindro accompagnato da un micio nero. A molti piace pensare che stia a rappresentare lo stesso Kenny: un uomo senza reale nome, senza età, senza volto, senza identità, che vede il mondo con occhiali propri e al mondo stesso poi lo restituisce. Quest’uomo misterioso sulle pareti sventola palloncini, genera arcobaleni e fa scaturire farfalle colorate dalla punta del suo bastone, e quant’altro. E ora quest’uomo, esattamente come Kenny, ha raggiunto un rapporto speciale di un certo livello con i suoi concittadini, una relazione reciproca che vive e si alimenta ogni giorno di più grazie al reciproco scambio e al comune sentimento.
Kenny Random restacomunqueunartistapoliedrico: sioccupa di graphic design, pittura, installazioni, video, musica. Il suonomesidiffondeattraverso le sue creature, e passando di bocca in boccaoggiarriva ad avereunapaginafacebook, un sito, un negozio e un merchandizing chevantauno stock di oggettiparadossalmenteunicibenché in serie, una gamma di tele, foulard, t-shirts, valige, teli da mare cheriportano le sue opera piùfamose, per chi vogliatogliere le figure dale pareti per animarleattraverso le strade!
Per Natale, Kenny ha voluto fare un regalo alla sua città (e al suo numeroso seguito): “The gift, 32 opere in cerca di casa”, ecco il nome dell’iniziativa che ha coinvolto ed entusiasmato migliaia di funs di ogni età, attratti certamente dall’accattivante possibilità di conquistarsi un’ambita opera, ma soprattutto dalla possibilità di passare un inedito fine settimana (dal 21 al 23) nel brivido e nell’eccitazione di una caccia al tesoro tra i veri tesori della città, ovvero i suoi angoli più celati. 20 stampe, 10 disegni, 2 tele; l’idea, tanto semplice quanto efficace, era quella di nascondere le opere in angoli celati e postare su facebook foto delle stesse di quando in quando, rimettendo all’intuizione dei partecipanti la capacità di scoprire dai pochi particolari dello scorcio (un muretto, un cancello particolare, il numero di un autobus…) la location da raggiungere “battendo” la concorrenza. Chi avesse trovato l’opera avrebbe potuto tenerla: un conglomerato di soddisfazione e valore, dato che all’oggi le sue creature arrivano a valere anche 4.000 euro l’una!
Ecco, il punto è questo: a Padova, in questi ultimi giorni, c’era una nebbia pazzesca. Davvero, che non si vedeva a oltre tre metri di distanza dal proprio naso. E freddo; accidenti se faceva freddo. Ma il calore era dato da questa piccola folla di ritrovati bambini che si riversava per tuttii vicoli della città con un raro e irrazionale entusiasmo, persone tra loro diverse ma con una grande voglia di giocare, tutte tornate a casa felici sentendosi indiscriminatamente vincitrici sebbene con un pugno di niente in mano… questa è la più grande magia. Questo è l’orgoglio e l’effetto che quest’uomo genera in dei cittadini che hanno imparato a vedere il loro nido come un posto più colorato. E queste sono le parole che ha espresso con commozione lui stesso postando l’ultima foto della caccia al tesoro sulla sua pagina facebook:
“E’ statadurissima!…eravateovunque e iocominciavo a sospettareanche del panettiere sotto casa…mi sonosentitobraccato e ho cambiato mille volte iposti e le direzioni…appenaero pronto sbucavaqualcuno di voi..inbici, a piedi, da soli, in scooter, in macchina, in gruppo…voi non vedevate me, ma iovedevoognuno di voi…Ho persoil cane dal finestrino, sonoscappato da un cinquantennebrizzolatoche mi stavaallecostole…in retromarcia per 50 metri di sensounico ho distrutto la macchina… ancoraunavolta due tipi in vespa mi inseguivano e per seminarlisonoentrato in autostrada… nellafretta ho chiuso male la bagagliera e saltando da un marciapiede ho perso le stampe per strada…è statotuttofantastico. Grazie per tuttoquelloche mi aveteregalato!…perchèilveroregalo è statocondividerequestaesperienza con voi. Allaprossima!
Kenny.”


