popolari glocalizzatiIl Presidente del Consiglio Mario Monti si è dimesso.
Questo nuovo scenario sconcerta la popolazione che comprende sempre meno la classe dirigente che ci governa.
Sicuramente questo nuovo avvenimento consoliderà nel popolo la convinzione che, purtroppo, “deve salvarsi da solo”, non potendo contare su una classe dirigente impegnata come è a compiere continue evoluzioni aventi il solo scopo di mantenere i privilegi “faticosamente conquistati”.
Come Popolari Glocalizzati non possiamo fare altro che ripensare alle tante osservazioni che ci sono pervenute, in questo anno di “Governo Monti”, dai nostri simpatizzanti.
Le dimissioni del Governo Berlusconi e l’attacco dei mercati hanno dato l’impressione che ci fosse una regia internazionale, giustificata dal continuo aumento del debito pubblico, favorito dagli sprechi e dalla corruzione della Pubblica Amministrazione e degli eletti nelle istituzioni.
Tutti speravano che questo Governo tecnico sfatasse la consuetudine repubblicana, per cui questo tipo di governi il più delle volte aggravavano la situazione, e per questo spesso venivano costituiti nella bella stagione in modo che considerate le ferie potessero fare meno danni possibili.
La nascita di un Governo Monti sotto l’egida del Capo dello Stato, che lo ha nominato anche senatore a vita per rafforzarne il ruolo istituzionale, formato solo da tecnici, ci fece sorgere spontanea una domanda? Considerato che queste eminenti personalità da decenni svolgono “funzioni politiche di indirizzo” nei settori di specializzazione, sicuramente sono quelle che la cosiddetta “casta” ha boicottato, impedendo loro di riformare uno Stato ottocentesco e clientelare.
Con il trascorrere dei mesi il peso del risanamento del Paese è gravato sempre più sul popolo, considerato che coloro che erano la principale causa del dissesto, sfruttando una legislazione corporativa, volta per volta si sono esclusi dal “tirare la carretta”.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo deprimente e sconcertante, ne Governo, ne Parlamento, ne i componenti della casta, si sono preoccupati di venire incontro a quegli anziani o disoccupati che la sera per cena sono obbligati a mangiare pane e latte. Costoro si sono fermati a dichiarazioni di solidarietà formale, peccato che la solidarietà formale non fa volume sul piatto.
Mentre scompariva la classe media e il Governo cercava di portare avanti qualche modifica ad un sistema statuale composito di dirigismo concertativo, burocratismo accentuato e spontaneismo, i vari Ministri si dovevano scontrare con le forze sociali detentrici di privilegi e soprattutto fare i Ieri sera il Presidente del Consiglio Mario Monti si è recato al Quirinale e ha annunciato al Presidente della Repubblica le sue dimissioni irrevocabili.
Questo nuovo scenario sconcerta la popolazione che comprende sempre meno la classe dirigente che ci governa.
Sicuramente questo nuovo avvenimento consoliderà nel popolo la convinzione che, purtroppo, “deve salvarsi da solo”, non potendo contare su una classe dirigente impegnata come è a compiere continue evoluzioni aventi il solo scopo di mantenere i privilegi “faticosamente conquistati”.
Come Popolari Glocalizzati non possiamo fare altro che ripensare alle tante osservazioni che ci sono pervenute, in questo anno di “Governo Monti”, dai nostri simpatizzanti.
Le dimissioni del Governo Berlusconi e l’attacco dei mercati hanno dato l’impressione che ci fosse una regia internazionale, giustificata dal continuo aumento del debito pubblico, favorito dagli sprechi e dalla corruzione della Pubblica Amministrazione e degli eletti nelle istituzioni.
Tutti speravano che questo Governo tecnico sfatasse la consuetudine repubblicana, per cui questo tipo di governi il più delle volte aggravavano la situazione, e per questo spesso venivano costituiti nella bella stagione in modo che considerate le ferie potessero fare meno danni possibili.
La nascita di un Governo Monti sotto l’egida del Capo dello Stato, che lo ha nominato anche senatore a vita per rafforzarne il ruolo istituzionale, formato solo da tecnici, ci fece sorgere spontanea una domanda? Considerato che queste eminenti personalità da decenni svolgono “funzioni politiche di indirizzo” nei settori di specializzazione, sicuramente sono quelle che la cosiddetta “casta” ha boicottato, impedendo loro di riformare uno Stato ottocentesco e clientelare.
Con il trascorrere dei mesi il peso del risanamento del Paese è gravato sempre più sul popolo, considerato che coloro che erano la principale causa del dissesto, sfruttando una legislazione corporativa, volta per volta si sono esclusi dal “tirare la carretta”.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo deprimente e sconcertante, ne Governo, ne Parlamento, ne i componenti della casta, si sono preoccupati di venire incontro a quegli anziani o disoccupati che la sera per cena sono obbligati a mangiare pane e latte. Costoro si sono fermati a dichiarazioni di solidarietà formale, peccato che la solidarietà formale non fa volume sul piatto.
Mentre scompariva la classe media e il Governo cercava di portare avanti qualche modifica ad un sistema statuale composito di dirigismo concertativo, burocratismo accentuato e spontaneismo, i vari Ministri si dovevano scontrare con le forze sociali detentrici di privilegi e soprattutto fare iIeri sera il Presidente del Consiglio Mario Monti si è recato al Quirinale e ha annunciato al Presidente della Repubblica le sue dimissioni irrevocabili.
Questo nuovo scenario sconcerta la popolazione che comprende sempre meno la classe dirigente che ci governa.
Sicuramente questo nuovo avvenimento consoliderà nel popolo la convinzione che, purtroppo, “deve salvarsi da solo”, non potendo contare su una classe dirigente impegnata come è a compiere continue evoluzioni aventi il solo scopo di mantenere i privilegi “faticosamente conquistati”.
Come Popolari Glocalizzati non possiamo fare altro che ripensare alle tante osservazioni che ci sono pervenute, in questo anno di “Governo Monti”, dai nostri simpatizzanti.
Le dimissioni del Governo Berlusconi e l’attacco dei mercati hanno dato l’impressione che ci fosse una regia internazionale, giustificata dal continuo aumento del debito pubblico, favorito dagli sprechi e dalla corruzione della Pubblica Amministrazione e degli eletti nelle istituzioni.
Tutti speravano che questo Governo tecnico sfatasse la consuetudine repubblicana, per cui questo tipo di governi il più delle volte aggravavano la situazione, e per questo spesso venivano costituiti nella bella stagione in modo che considerate le ferie potessero fare meno danni possibili.
La nascita di un Governo Monti sotto l’egida del Capo dello Stato, che lo ha nominato anche senatore a vita per rafforzarne il ruolo istituzionale, formato solo da tecnici, ci fece sorgere spontanea una domanda? Considerato che queste eminenti personalità da decenni svolgono “funzioni politiche di indirizzo” nei settori di specializzazione, sicuramente sono quelle che la cosiddetta “casta” ha boicottato, impedendo loro di riformare uno Stato ottocentesco e clientelare.
Con il trascorrere dei mesi il peso del risanamento del Paese è gravato sempre più sul popolo, considerato che coloro che erano la principale causa del dissesto, sfruttando una legislazione corporativa, volta per volta si sono esclusi dal “tirare la carretta”.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo deprimente e sconcertante, ne Governo, ne Parlamento, ne i componenti della casta, si sono preoccupati di venire incontro a quegli anziani o disoccupati che la sera per cena sono obbligati a mangiare pane e latte. Costoro si sono fermati a dichiarazioni di solidarietà formale, peccato che la solidarietà formale non fa volume sul piatto.
Mentre scompariva la classe media e il Governo cercava di portare avanti qualche modifica ad un sistema statuale composito di dirigismo concertativo, burocratismo accentuato e spontaneismo, i vari Ministri si dovevano scontrare con le forze sociali detentrici di privilegi e soprattutto fare i conti con la burocrazia interna ai ministeri. I vari Ministri, in special modo la Fornero, hanno assomigliato a Gesù che si dirigeva sul Golgota per essere crocifisso, a loro invece li aspettava il duetto burocrazia interna gruppi di potere esterno, che dopo anni di saccheggio del bilancio dello stato non potevano permettere che i vari filoni si chiudessero.
Mentre i veri poteri decidevano cosa si poteva fare, i politici impegnati nei partiti continuavano a “raccogliere margherite” sui prati dei media, interessati solo a comparire per far vedere che ancora respiravano.
Lo scenario più indegno è stato dato dai media per come hanno spettacolarizzato le primarie del Partito Democratico, svilendo il significato democratico del voto teso a difendere gli interessi di una parte del popolo e non l’accreditamento dei contendenti che dovrebbero essere al servizio dei cittadini.
Il Governo Monti passerà alla storia come il Governo Pella della prima repubblica, capaci solo di tartassare il popolo senza risolvere i veri problemi.
Ci prepariamo ad andare al elezioni nel mese di febbraio con lo stesso scenario di cinque anni fa, con la grande diversità che allora il Paese sembrava in crescita, con le famiglie patrimonializzate, le piccole imprese che potevano contare sul sistema bancario, un ottimismo generalizzato che pervadeva il Paese e facilitava iniziative e progetti. Anche se già si intravedevano i danni dei provvedimenti che il duetto Bersani-Visco, del precedente governo Prodi, aveva messo in campo.
Il rimprovero più forte che si deve fare al Governo Monti è quello di non essere stato capace di attuare politiche che attenuassero le difficoltà delle micro imprese, non preoccupandosi minimamente delle decine di migliaia di imprese che chiudevano e delle centinaia di migliaia di posti di lavoro che si perdevano, con questi lavoratori che non potevano contare se non sulla disoccupazione ordinaria, che non garantiva le migliaia di lavoratori temporanei, mentre il Governo era fermo al confronto con le parti sociali tese a difendere un sistema produttivo superato di visione fordista.
I risultati delle elezioni siciliane sono stati già rimossi, come una esperienza traumatica da cancellare. Peccato che i partiti che si presentano alle elezioni sono gli stessi e che gli italiani vanno a votare dopo una tassazione di fine anno devastante dei bilanci familiari e un mese di gennaio dove i soldi alla maggior parte delle famiglie finiranno nella seconda settimana.
Come Popolari Glocalizzati seguiremo con attenzione le varie proposte politiche, scremandole dalla facile demagogia, analizzeremo le liste per vedere qual è il profilo dei candidati rinominati con il “porcellum”, valuteremo le dichiarazioni dei candidati sui veri problemi della gente e non sulle beghe tra partiti o uomini dei partiti. In base a questi elementi daremo indicazioni alle nostre strutture presenti sul territorio e supporteremo tutte le loro iniziative tendenti a difendere la democrazia e la caratteristica dei territori di appartenenza.
Per noi Popolari Glocalizzati le proposte politiche non debbono fermarsi alle sole dichiarazioni, ma debbono essere supportate da progetti, che debbono affrontare le cinque emergenze dell’Italia: EMERGENZA DEMOCRAZIA; EMERGENZA RAPPRESENTATIVITA; EMERGENZA INFORMAZIONE; EMERGENZA ECONOMICA; EMERGENZA BUROCRATICA.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)