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di Federica Pacilio

A poco più di un anno dall’inizio della sua attività il Rostocco di Acerra ha proposto, nei giorni 22 e 23 dicembre, un altro lavoro della sua rassegna teatrale, “Mutu”, scritto e interpretato da Aldo Rapè, vincitore dell’ultimo Festival di Avignone come “miglior spettacolo straniero”.
Dieci anni di silenzio, un ritorno, uno scontro.
La drammatica storia di due mondi a confronto, di verità mai pronunciate, di una terra che si imbratta ancora di sangue arricchendo l’esercito degli esecutori sempre più disperati.
Un prete ed un mafioso, la croce e la pistola, le urla ed il silenzio.
Un silenzio culturale, sociale, che penetra e si infittisce tra i vincoli familiari, distruggendoli.
Aldo Rapè irrompe, col suo intenso spettacolo, nelle coscienze ponendole dinanzi ad una realtà dicotomica; da un lato l’opinabilità di una strada, dall’altro la disperazione che induce a intraprenderla, da un lato la facilità con la quale si punta il dito, dall’altro l’ipocrisia delle istituzioni religiose che spesso, purtroppo, hanno chiuso occhi e bocche al cospetto di personalità discusse.
Nessun condannato, nessun assolto, tutti colpevoli.
Mutu.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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