È stato recuperato, nelle acque del Mar grande, stamattina dai sommozzatori dei vigili del fuoco, il corpo di Francesco Zaccaria, l’operaio di 29 anni disperso a seguito del tornado che colpì l’Ilva di Taranto due giorni fa causando danni stimabili in 15 milioni di euro. “Il corpo – dice all’ANSA uno degli ufficiali della Guardia costiera impegnati nelle ricerche – era all’interno della cabina. Siamo riusciti a individuarlo perché sono migliorate oggi le condizioni del tempo e soprattutto la visibilità, ieri limitata a dieci centimetri.”
Ieri i suoi familiari avevano lanciato un appello perché si sperava fosse ancora vivo ma in stato confusionale.
Il corteo dei lavoratori dell’Ilva di Genova, partito stamattina e diretto al centro della città si è fermato, all’arrivo della notizia del ritrovamento del corpo, per osservare un minuto di silenzio spaccato da un lungo applauso e dalle sirene dei mezzi pesanti che hanno cominciato a suonare.
Intanto, in mattinata, il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto legge sull’Ilva per “conciliare la tutela dell’occupazione e dell’ambiente e il rispetto della magistratura” afferma Mario Monti in modo da evitare “un impatto negativo sull’economia stimato in 8 miliardi di euro annui”.
I punti del testo riguarderebbero l’Autorizzazione integrata ambientale con forza di legge; la ripresa delle attività dell’Ilva; la sospensione dei provvedimenti di sequestro incompatibili con l’Aia; un garante per vigilare sull’attuazione del decreto legge e la responsabilità e gestione dello stabilimento in capo all’Ilva.
Raffaele Bonanni, segretario nazionale della CISL, afferma che si tratta di “un’emergenza straordinaria e straordinaria deve essere la nostra azione”.
Luigi Angeletti, segretario generale della UIL, parla di evento che “sta per diventare una tragedia dal punto di vista occupazionale ed economico e si rischia di distruggere la credibilità del Paese”.
Mentre Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, esorta anche ad una “responsabilità pubblica”.



