di Chiara Cristina Lattanzio
Il corteo, formato da studenti e da alcuni precari, è partito da Piazza della Piramide alle ore 10 aperto dallo striscione “Contro crisi e austerità riprendiamoci la vita”.
La città è blindatissima e soprattutto nelle zone intorno a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama sono presenti un migliaio di uomini delle forze dell’ordine. I ragazzi sfilano con i ‘book block’ – ‘libri-scudo’ di gommapiuma con su scritti i titoli dei testi classici della letteratura.
La paura è che possano esserci dei disordini come lo scorso 14 novembre.
I sindacati dei Cobas sono invece, partiti da piazza della Repubblica verso Santissimi Apostoli sempre alle ore 10.
Anche professori tra i manifestanti a sfilare per essere al fianco dei propri figli e dei propri alunni. Una professoressa di Lettere di Padova dice: “Io ho due figli, di 15 e 17 anni che stanno protestando anche nelle loro scuole. Mi sembra doveroso essere in piazza anche per loro, per unire la lotta degli studenti, dei precari e dei professori, per la scuola pubblica. […] I sindacati che hanno firmato l’accordo col ci hanno svenduto per un piatto di lenticchie”.
Un’altra insegnante di un istituto comprensivo romano dichiara: “Sono qui perché da anni che difendo la scuola pubblica contro la riduzione dell’organico, contro l’orario spezzatino, per i miei studenti e per difendere la scuola che deve formarli come cittadini. Dietro questo disegno del governo sembra ci sia la volontà di portare le nuove generazioni verso l’ignoranza”.
In un Istituto comprensivo un solo Dirigente scolastico deve ‘fare il controllore’ a tutto ciò che succede in tre istituti distinti e separati, con esigenze distinte e separate. Nello stesso edificio e con lo stesso Dirigente scolastico e la stessa segreteria, una scuola d’infanzia, una scuola primaria ed una scuola secondaria di primo grado convivono. Anche a questo hanno portato i continui tagli all’Istruzione.
In un altro cartello c’è scritto: ‘E’ forse arrivato il tempo di svegliarsi?’


