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LA DISPERSIONE SCOLASTICA: UNA PRIORITA’ NAZIONALE*

di Francesco Rao

La dispersione scolastica, nell’insieme delle sue manifestazioni, ha spesso una radice ben delineata e proprio quest’ultima, di volta in volta, definisce l’evoluzione di una dinamica ben precisa nella personalità del discente. Quest’ultimo, oltre a vivere tale disagio, si ritrova anche privo di strumenti per governarlo. La reazione spontanea messa in atto, molte volte vorrebbe essere una vera e propria autodifesa, tanto per giustificarsi agli occhi dei docenti e dei genitori, quanto per giustificare il fallimento scolastico, destinato ad assumere una duplice: la prima afferente alla sfera personale personale con la conseguente perdita dell’autostima; la seconda invece estesa all’ambito pubblico animata dai docenti e della cerchia amicale. Continue reading…

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SCUOLA, PLESSO MAZZACURATI, ROCCA (FDI): A SETTEMBRE NESSUNA APERTURA

E’ di questa mattina la nota del Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Fratelli Cervi”, dal quale dipende anche il plesso di Via Mazzacurati 90, con la quale si informano i genitori che, nonostante gli sforzi compiuti dalla direzione, quasi sicuramente la scuola non potrà aprire a settembre. Dichiara Federico Rocca coordinatore di Fratelli d’Italia del Municipio XI.  Continue reading…

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SCUOLA. LAZIO, MATTIA: LEGGE ISTRUZIONE 0-6 ANNI È CONTRO DISEGUAGLIANZE

Roma – La riforma del sistema di educazione e istruzione 0-6 anni, approvata il 15 luglio dalla Regione Lazio, e’ “una legge contro le diseguaglianze”. Ne e’ convinta Eleonora Mattia, presidente della Commissione Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunita’ della Regione Lazio e prima firmataria della norma, presentata in un’intervista esclusiva all’agenzia di stampa Dire, che rivoluzionera’ i servizi “socio-assistenziali” all’infanzia regionali, trasformandoli in veri e propri “servizi di educazione e istruzione” che accompagneranno bambine e bambini nella crescita fin dalla piutenera eta’. Continue reading…

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Scuola, scricchiola il governo: sit-in presso le piazze principali di 60 città italiane contro le decisioni della ministra Azzolina.

Dalle ore 18 l’appuntamento è a Roma, in Piazza San Silvestro ed in contemporanea la manifestazione sarà presente in altre 59 città come Firenze, Varese, Palermo, Ragusa o Modena.
Parteciperanno non solo gli studenti ma anche genitori ed insegnanti per fare sentire la loro voce contro lezioni da 40 minuti, doppi turni e sostanzialmente per richiedere l’ennesima volta di poter rientrare a scuola a settembre, sui banchi, in totale sicurezza. Continue reading…

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Scuola. Campidoglio, al lavoro con Municipi per riapertura a settembre

L’Amministrazione Capitolina ha avviato i lavori di coordinamento con i Municipi per sostenere, già a partire dal mese di giugno, la programmazione e gli interventi necessari sugli oltre 500 nidi e scuole dell’infanzia capitoline, insieme agli istituti comprensivi, in vista della riapertura a settembre.

 A tal fine, l’Amministrazione ha dato indicazione alle strutture territoriali, come anticipato agli inizi di maggio, di creare al proprio interno un tavolo di lavoro municipale, analogamente a quanto ha fatto l’Amministrazione Capitolina con la task force creata a livello comunale, per ottimizzare e agevolare le azioni da mettere in campo per la riapertura.

 Queste azioni, di competenza municipale, potranno prendere avvio immediatamente per quanto riguarda la ricognizione degli spazi e l’adeguamento dei documenti sulla sicurezza, per poi ampliarsi durante i mesi estivi a seguito dell’emanazione delle linee guida del Governo. Le indicazioni nazionali potranno essere declinate sulla città con il sostegno e il coordinamento dell’Amministrazione Capitolina, anche grazie al supporto della task force comunale per la Scuola.

 “In attesa delle linee guida e degli strumenti di sostegno agli Enti Locali da parte del Governo, siamo già al lavoro per sostenere i Municipi nell’attuazione dei delicati interventi per la riapertura delle scuole a settembre. Una nuova progettazione pedagogica, in particolare, sarà declinata nei nostri nidi e scuole dell’infanzia capitoline, per dare continuità ai percorsi educativi e didattici dei più piccoli e un importante sostegno ai genitori. Seppur condizionati dalle limitazioni che possiamo ipotizzare, far ripartire la scuola vuol dire riavviare un motore  fondamentale della nostra Comunità”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 Come già anticipato ai Municipi agli inizi di maggio con una nota dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, le strutture territoriali dovranno prevedere la ricognizione degli spazi interni ed esterni delle singole strutture, di giardini e aree verdi limitrofi e altri spazi a disposizione dell’Amministrazione, al fine di individuare soluzioni idonee ed efficaci per la riapertura.

 “È fondamentale che i Municipi diano avvio a queste attività di programmazione della riapertura a settembre, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ogni singolo territorio. Come Amministrazione siamo già pronti a fare la nostra parte, sostenendo il lavoro di squadra con l’importante supporto della nostra task force capitolina per la Scuola, che ha concluso regolarmente il lavoro preliminare di analisi e progettazione e che ci consegnerà il documento tecnico-scientifico non appena arriveranno le linee guida dal Governo sulle quali tutti i Comuni dovranno basarsi”, sottolinea l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

 “Per questo – continua l’assessora – abbiamo contestualmente dato indicazione ai Municipi di tenere liberi durante i mesi estivi i nidi, la cui apertura è prevista di norma per prima, il 1° settembre, dando al contempo disponibilità di circa cinque scuole dell’infanzia capitoline a Municipio per realizzare i centri estivi laddove non si riuscissero a trovare altri spazi, in quanto l’apertura in questo secondo caso avviene di norma il 15 settembre. Ciò al fine di non mettere a rischio le attività propedeutiche necessarie a garantire la ripresa del regolare servizio del prossimo anno. In questo contesto, il Municipio I ha deciso in autonomia, per velocizzare l’apertura dei centri estivi, di utilizzare proprio i nidi che si trovano sul proprio territorio: una decisione legittima, che tuttavia alla luce degli approfondimenti condotti risulta oggi molto azzardata e potrebbe mettere a rischio la regolare riapertura a settembre del servizio educativo per i bambini da 0 a 3 anni su questo territorio”.

 “Per sostenere con forza – sottolinea l’assessora – l’apertura dei centri estivi in tutta la città, in ambienti tra cui parchi, giardini, strutture pubbliche e private, come Amministrazione Capitolina abbiamo stanziato 4 milioni di euro a beneficio dei Municipi, oltre ai 2 milioni già assegnati, che sono erogati dal Dipartimento Politiche Sociali sulla base dei progetti proposti dai Municipi. Chiediamo a tutti grande responsabilità e continuiamo a lavorare, con forza, con due impegni precisi: sostenere l’apertura dei centri estivi con importanti risorse assegnate al territorio e avviare, al contempo, tutti i lavori necessari per arrivare pronti a settembre, per l’apertura del nuovo anno educativo e scolastico a cui tutti guardiamo con attenzione, serietà e assoluto impegno”.

 “Come Assessorato alle Infrastrutture siamo al tavolo per il supporto e il coordinamento. In attesa delle linee guida da parte del Governo è molto importante il lavoro messo in campo dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. I Municipi, in oltre 500 strutture tra asili nido e scuole dell’infanzia, più gli istituti comprensivi, dovranno individuare spazi e aree idonee per la riapertura per far sì che i nostri ragazzi possano riprendere le attività didattiche in sicurezza”, ha precisato l’assessora alle Infrastrutture di Roma Capitale Linda Meleo.

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Il Consiglio dei ministri approva il decreto Scuola. Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti: “Così vogliamo combattere il precariato”

di Fabio Camillacci 

L’annuncio tanto atteso da molte persone interessate arriva dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti: “Nel Consiglio dei ministri abbiamo approvato un decreto che dimostra la grande volontà del governo di combattere il precariato nella scuola, garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020. E’ un impegno preciso quello di mettere la scuola davvero al centro del Paese”. Continue reading…

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Iniziativa Comune: “Costituzione, questa sconosciuta. Ripartire dalla Scuola”

“Alcuni politologi stanno analizzando le volontà espresse dagli italiani nelle urne del 4 marzo. Da analizzare, piuttosto, ci sarebbe il vuoto pneumatico degli schieramenti politici, sempre più concentrati sulla ricerca di poltrone piuttosto che su un programma di governo, teso a realizzare le istanze degli italiani”. Ad esaminare il contesto socio-politico del Belpaese è Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune” -, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini). “Di fronte al nulla, alle carenze, alle scarse conoscenze, l’unico percorso da suggerire è il ritorno alla Scuola, per elaborare una proposta politica basata sulle certezze e quindi faccia la differenza per un nuovo modo di governare il Paese”, dice ancora Tiso. In primo luogo perché “è la grande assente nel modello di sviluppo dei vincitori, che hanno raccolto solo la protesta della gente comune. L’Italia ha un problema enorme con l’educazione delle persone e la mancanza della formazione del capitale umano è una gravissima carenza atavica e strutturale. C’è tra l’altro un problema con la spesa scolastica, che – afferma il portavoce di “Iniziativa Comune” – per tutta la durata della crisi è andata sempre più diminuendo, facendo dell’Italia uno dei Paesi europei che spende meno in istruzione. Abbiamo un problema con l’istruzione superiore scarsa: siamo a livello del Sud-America”.

Poi c’è la questione dell’Unione Europea, che per il comparto scolastico italiano può e deve fare tanto: “Si chieda a Bruxelles che gli investimenti in formazione devono essere scorporati dal calcolo della spesa pubblica, pertanto fuori dai vincoli di bilancio. Diversamente vale lo slogan “sei e sarai sempre quello che nasci”. La scuola è l’antidoto dell’ignoranza che insegnano i network e trasmettono i dispositivi che vanno su internet – continua Tiso -. Questa è una proposta a chi è capace ed ha l’onore di farne un programma, che dovrà partire dalle strutture e dalla qualificazione del personale docente. Continuare a sacrificare ciò che ci dovrebbe illuminare sull’altare dell’insipienza e della presunzione è il modo peggiore per affondare tutti nelle sabbie mobili ignoranti. Poi ricordiamoci di una Costituzione mai applicata del tutto. Specie negli ultimi vent’anni. Un giovane maggiorenne  non ha mai vissuto un giorno della sua vita sotto una Repubblica; né ha mai conosciuto una Costituzione”, chiosano da Iniziativa Comune.

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SCUOLA: USO DEI TELEFONI CELLULARI. IL DECALOGO DEL MIUR SULL’UTILIZZO DEI DISPOSITIVI IN CLASSE

1. Ogni novità comporta cambiamenti. Ogni cambiamento deve servire per migliorare l’apprendimento e il benessere delle studentesse e degli studenti e più in generale dell’intera comunità scolastica.
2. I cambiamenti non vanno rifiutati, ma compresi e utilizzati per il raggiungimento dei propri scopi. Bisogna insegnare a usare bene e integrare nella didattica quotidiana i dispositivi, anche attraverso una loro regolamentazione. Proibire l’uso dei dispositivi a scuola non è la soluzione. A questo proposito ogni scuola adotta una Politica di Uso Accettabile (PUA) delle tecnologie digitali.
3. La scuola promuove le condizioni strutturali per l’uso delle tecnologie digitali. Fornisce, per quanto possibile, i necessari servizi e l’indispensabile connettività, favorendo un uso responsabile dei dispositivi personali (BYOD). Le tecnologie digitali sono uno dei modi per sostenere il rinnovamento della scuola.
4. La scuola accoglie e promuove lo sviluppo del digitale nella didattica. La presenza delle tecnologie digitali costituisce una sfida e un’opportunità per la didattica e per la cultura scolastica. Dirigenti e insegnanti attivi in questi campi sono il motore dell’innovazione. Occorre coinvolgere l’intera comunità scolastica anche attraverso la formazione e lo sviluppo professionale.
5. I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine. È la didattica che guida l’uso competente e responsabile dei dispositivi. Non basta sviluppare le abilità tecniche, ma occorre sostenere lo sviluppo di una capacità critica e creativa.
6. L’uso dei dispositivi promuove l’autonomia delle studentesse e degli studenti. È in atto una graduale transizione verso situazioni di apprendimento che valorizzano lo spirito d’iniziativa e la responsabilità di studentesse e studenti. Bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonché la capacità d’uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
7. Il digitale nella didattica è una scelta: sta ai docenti introdurla e condurla in classe. L’uso dei dispositivi in aula, siano essi analogici o digitali, è promosso dai docenti, nei modi e nei tempi che ritengono più opportuni.
8. Il digitale trasforma gli ambienti di apprendimento. Le possibilità di apprendere sono ampliate, sia per la frequentazione di ambienti digitali e condivisi, sia per l’accesso alle informazioni, e grazie alla connessione continua con la classe. Occorre regolamentare le modalità e i tempi dell’uso e del non uso, anche per imparare a riconoscere e a mantenere separate le dimensioni del privato e del pubblico.
9. Rafforzare la comunità scolastica e l’alleanza educativa con le famiglie. È necessario che l’alleanza educativa tra scuola e famiglia si estenda alle questioni relative all’uso dei dispositivi personali. Le tecnologie digitali devono essere funzionali a questa collaborazione. Lo scopo condiviso è promuovere la crescita di cittadini autonomi e responsabili.
10. Educare alla cittadinanza digitale è un dovere per la scuola. Formare i futuri cittadini della società della conoscenza significa educare alla partecipazione responsabile, all’uso critico delle tecnologie, alla consapevolezza e alla costruzione delle proprie competenze in un mondo sempre più connesso.

MARITATO EMANUELA MARIA
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SCUOLA, CATALANO (FDI): NEL MUNICIPIO XI LE MAESTRE PULISCONO LE AULE

“Il corpo docente della scuola “Benucci” in Via Ignazio Ribotti, 45 nei giorni scorsi ha dovuto provvedere autonomamente alla pulizia delle aule, per permettere la corretta accoglienza dei bambini che a breve ricominceranno l’anno scolastico.

Esprimo forti dubbi sulla capacità di questa amministrazione a cinque stelle nel saper prevenire questo tipo di situazioni. Per di più nella stessa scuola la ditta che dovrebbe occuparsi della manutenzione e della pulizia delle classi è la stessa che dovrebbe gestire anche lo sfalcio dell’erba e la cura del giardino, anch’esso al momento non utilizzabile dalle maestre e dai bambini” Così in una nota Daniele Catalano Consigliere di Fratelli d’Italia del Municipio Roma XI

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