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PANE E PALLONE/ La Fiorentina fa viola la Juventus, il campionato è ancora vivo. Roma cinica e corsara anche a Udine, tris Napoli, Lazio e Inzaghi da record. Dopo il giro di boa, la classifica si spezza in tre

di Fabio Camillacci

Il girone di ritorno parte col botto: al Franchi, Fiorentina batte Juventus 2-1. Si tratta della quarta sconfitta stagionale in campionato per la Vecchia Signora, la quarta in 19 gare: praticamente, 1 ogni 5 partite. Troppe per una squadra considerata giustamente schiacciasassi. Non a caso Allegri, al termine della sfida con la Viola ha alzato la voce: “Brutto stop, c’è da saper battagliare con chi fa la gara della vita. Campionato riaperto? Nessuno poteva pensare di vincere a gennaio”. Decidono il posticipo domenicale le reti di Kalinic e Badelj. Tra i gigliati, splendida prestazione del 20enne Federico Chiesa, figlio dell’ex bomber viola Enrico. Alla Juventus non basta Higuain il gol del solito Higuain che accorcia le distanze. Dybala nel finale spreca clamorosamente il 2-2. Juve oggi impalpabile e fragile a centrocampo: resta la favoritissima per la conquista dello scudetto, ma, senza un gioco è dura quando le stelle della squadra steccano. E le quattro sconfitte in 19 gare lo confermano (nella foto: la gioia di Kalinic dopo il gol). Continue reading…

Juventus' Argentinian forward Gonzalo Higuain (L) celebrates with teammate Argentinian forward Paulo Dybala after scoring a goal during the Italian Serie A football match between Juventus and Sassuolo on September 10, 2016 at the Juventus Stadium in Turin.  / AFP / MARCO BERTORELLO        (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

PANE E PALLONE/ Anno nuovo, classifica vecchia: il girone di andata del massimo campionato di calcio si chiude senza sorprese, vincono tutte le big. Higuain trascina la Juventus capolista con un’altra doppietta

di Fabio Camillacci

La Serie A saluta l’arrivo del 2017 con un’eccezione statistica. Per la prima volta il nuovo anno si apre senza sorprese: vincono tutte le big. In genere, la sosta per le festività non fa bene alle grandi del massimo campionato. Tradizione rispettata in parte viste le tante vittorie sofferte e all’ultimo respiro. Fa eccezione la Juventus capolista che allo Stadium asfalta il Bologna e dimostra di aver assorbito bene la botta per la sconfitta nella Supercoppa italiana contro il Milan. Nel posticipo domenicale la Vecchia Signora senza faticare più di tanto, strapazza un mediocre Bologna per 3-0. Sblocca Higuain, raddoppia Dybala su un rigore generoso concesso dall’arbitro, tris del “Pipita” che cala un’altra doppietta (nella foto in alto e in home page: l’esultanza dell’attaccante argentino). Straordinario. Higuain oltretutto è l’unico bomber a muovere la classifica marcatori. A secco il capocannoniere Icardi (14 gol) e Dzeko (13), Higuain sale a 12 reti scavalcando Belotti (11 sigilli) e Mertens (11 centri), entrambi con le polveri bagnate in questo turno e raggiunti da Immobile. La Juventus invece rimane a +4 sulla Roma e con una partita da recuperare: Crotone-Juventus. Continue reading…

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Calcio, il Tavecchio che avanza: “Per contrastare la Juventus non bastano Roma e Napoli, serve Milano”. Il presidente Federale si appella ai soldi cinesi di Inter e Milan

di Fabio Camillacci

Discorso di inizio anno per il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, detto “Mr Magoo”: non solo per somiglianza fisica, ma anche perchè non vede al di là del proprio naso. Per carità, niente a che vedere col discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Tavecchio non parla a reti unificate, per fortuna, ma in un’intervista ha comunque l’opportunità di dire la sua sull’anno che verrà. Che 2017 sarà per il calcio italiano? Roma e Napoli non bastano, per spezzare l’egemonia della Juventus e far sì che torni l’equilibrio in Serie A c’è bisogno di Milano. Questo in sintesi, il Tavecchio-pensiero. Continue reading…

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SUPERCOPPA ITALIANA/ Quatar: trionfo Milan di rigore, la Juventus schiacciasassi va al tappeto. Capolavoro di Montella e Berlusconi festeggia il 29° trofeo in 30 anni di gestione rossonera

di Fabio Camillacci

Come coniderare questa Supercoppa italiana vinta dal Milan ai rigori contro la super Juventus? L’ultimo trofeo della gestione Berlusconi o il primo dell’era cinese? In attesa del definitivo passaggio di proprietà, questo è sicuramente il 29° trofeo vinto col Cavaliere ancora al comando in 30 anni di presidenza: tanta roba (nella foto Ap-Gazzetta dello Sport: la gioia dei giocatori del Milan con la Coppa). Berlusconi in Italia, Galliani in Quatar a soffrire e a esultare in tribuna. Al termine, consueta telefonata di festa del dirigente al Cavaliere. O è stato il Cav a chiamare Galliani? Cambia poco. Da Supercoppa a Supercoppa: erano 5 anni infatti che i rossoneri non alzavano una coppa. L’ultima gioia arrivò nel derby di Pechino contro l’Inter nella stessa competizione. Per Montella si tratta del primo titolo da allenatore. Bravissimo il tecnico a rilanciare quella che ai nastri di partenza era praticamente la stessa rosa della disastrosa stagione 2015-16. Finalmente, dopo tanti esoneri in stile Zamparini, il Milan ha trovato l’allenatore giusto. Conoscendo il valore di Vincenzo Montella non avevamo dubbi. Continue reading…

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TEMPI SUPPLEMENTARI/ Il “Derby della Mole” fa volare la Juventus: Higuain stende il Toro con una doppietta. “Manita” Napoli a Cagliari con tris Mertens. Crollo Atalanta, l’Inter torna a vincere, Palermo fanalino di coda

di Fabio Camillacci

Campionato a singhiozzo, verdetti a tappe. Gli anticipi del sabato sorridono a Crotone e Lazio. I calabresi grazie alla vittoria sul Pescara abbandonano l’ultimo posto in classifica, staccando gli stessi abruzzesi e il disastrato Palermo battuto domenica pomeriggio dal Chievo al Barbera. Ora sono proprio i rosanero il nuovo fanalino di coda della Serie A. I biancocelesti di Simone Inzaghi invece a Genova ritrovano compattezza dopo la sconfitta contro la Roma nel derby. La vittoria nella Marassi blucerchiata dimostra che la squadra capitolina non ha subito il temuto contraccolpo psicologico e resta una delle candidate alla zona Champions League.

Manita Napoli al Sant’Elia. Il “Derby della Mole” fa volare la Juventus. La tappa di domenica si apre con la cinquina del Napoli al Cagliari in terra sarda. Segnali importanti per Sarri e un grande Mertens che si porta il pallone a casa dopo la splendida tripletta. Il clou è la stracittadina torinese che regala grandi emozioni. Parte bene la Juventus ma segna il Toro col solito Belotti; adesso il “Gallo” è a un solo gol dalla vetta della classifica marcatori. Pareggio bianconero firmato Higuain. La ripresa è quasi tutta di marca granata. Il Torino spreca e il “Pipita” lo punisce ancora a modo suo, doppietta e festa bianconera (nella foto Ansa-Gazzetta dello Sport: l’esultanza di Higuain). Chiude i conti Pjanic entrato con Dybala: doppia mossa vincente di Allegri. Dall’altra parte, a 10 minuti dalla fine, Mihajlovic manda in tilt la sua squadra ricorrendo a un folle triplo cambio per vincere la partita. La perderà: perderà quella partita che aveva impostato molto bene mettendo in grande difficoltà i campioni d’Italia.

Crollo Atalanta, un brodino per l’Inter. Seconda sconfitta consecutiva per i bergamaschi: la bella creatura di Gasperini scricchiola e l’Udinese passa per 3-1 allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Friulani bravi a contenere la Dea, per colpirla nei momenti topici del match. Nel posticipo, sprazzi di Inter: bastano per piegare 2-0 un Genoa sciupone. Mant of the match: Brozovic autore della doppietta decisiva. Tre punti che consentono alla compagine di Pioli di riavvicinarsi alla zona Europa League. Finisce 0-0 Bologna-Empoli. E ora l’ultima tappa della 16° giornata: le sfide del lunedi. Alle 19 Fiorentina-Sassuolo, alle 20.45 Roma-Milan. Per la serie, viva lo “spezzatino”.

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PANE E PALLONE/ Genoa e “Cholito” show: Simeone jr stoppa la corsa della Vecchia Signora. La Roma e il Milan si portano a -4, al momento però una vera anti-Juventus non c’è. Lazio, Atalanta e Torino continuano a vincere

di Fabio Camillacci

Alla luce dei risultati della 14° giornata di Serie A, dobbiamo fare una precisazione rispetto al punto campionato della settimana scorsa. Non è che in Italia, rispetto agli altri tornei continentali di livello, non c’è storia per lo scudetto perchè la Juventus è un rullo compressore; non c’è teoricamente storia perchè alle spalle della Vecchia Signora al momento non c’è una squadra in grado di lottare per il titolo. Non riusciamo ancora a individuarla. Intanto, il vecchio cuore genoano strapazza la capolista ridando fiato e speranza alle inseguitrici e agli appassionati di calcio. Continue reading…

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CHAMPIONS LEAGUE/ L’Europa è di un’altra categoria per la Juventus dominatrice in Italia: il Lione pareggia allo Stadium e complica il cammino della Vecchia Signora che perde il primo posto nel girone a vantaggio del Siviglia

di Fabio Camillacci

Il Lione come tante altre squadre europee ha dimostrato che lo “Juventus Stadium” non è un tabù a prescindere, come accade invece puntualmente alla maggior parte delle compagini italiane: soprattutto le medio-piccole. E chiariamo: il Lione gioca in Champions League ma non è certo uno squadrone, anzi. Forse, rispetto a tanti club di casa nostra è solo più abituato ai grandi stadi d’Europa. Questione di sudditanza psicologica. Il Napoli sabato scorso, pur senza entusiasmare, ha fatto la sua onesta partita e solo per sfortuna, o fortuna bianconera decidete voi, non è uscito dallo Stadium di Torino con un pareggio. Al contrario, la Sampdoria di Giampaolo, per stessa ammissione del tecnico blucerchiato, nel turno infrasettimanale si presentò in casa Juve con le seconde linee in versione vittima sacrificale. Cioè il ragionamento fatto da Giampaolo è il seguente, “tanto perdo lo stesso, meglio risparmiare qualche giocatore importante per la prossima sfida con l’Inter”. E infatti: Sampdoria-Inter 1-0. La Samp andrebbe perseguita per scarsa sportività o comportamento anti-sportivo. Tutte le squadre devono affrontare tutti gli impegni con la massima concentrazione. Altrimenti, la Vecchia Signora già forte e fortunata rischia di uccidere il campionato con ampio anticipo.

Juventus-Lione 1-1: i bianconeri si complicano la vita in Champions. Una dormita e svanisce tutto. Non è un sonno che cancella la stanchezza, ma gli sforzi. Non è un riposo pieno di sogni, ma che ripropone qualche spettro: quello per esempio del secondo posto nel girone (ancora da conquistare, peraltro), con i suoi annessi di avversari enormi negli ottavi di finale, vedi Bayern Monaco nella scorsa edizione della Coppa Campioni. Il sonnellino che colpisce la Juve arriva al minuto 84: su una punizione di Ghezzal, Tolisso stacca in area piccola fra due compagni, mentre la linea juventina sbaglia il fuorigioco. Pareggio in extremis e Lione ancora in corsa, seppur a -4 da Madama (nella foto: tutta la gioia di Tolisso). Ma soprattutto svaniscono in un colpo solo: la qualificazione con due turni di anticipo, la difesa imbattuta, la sicurezza di aver trovato qualche soluzione in più. Alla luce di tutto questo perde importanza il 100° gol italiano di Higuain; anche perchè nell’altra sfida del raggruppamento, il Siviglia batte 4-0 la Dinamo Zagabria e vola al primo posto con 10 punti, la Juve è a 8. Pensate quale sarebbe ora la classifica se la Juventus invece di vincere immeritatamente per 1-0 nel match d’andata a Lione, avesse perso come avrebbe meritato? Intanto, preoccupa pure l’infortunio di Bonucci.

Alti e bassi juventini. Per la Juventus torna una costante storica: grande in Italia, piccola in Europa. Finora in 4 gare: 2 pari interni con Siviglia e Lione e due successi esterni, in Francia come detto e a Zagabria. In estrena sintesi, la Juve ha stravinto solo in terra croata contro la mediocre Dinamo. Per il resto, più ombre che luci. Col Lione allo Stadium, un’altra partita contraddittoria, quella bianconera, con alcuni segnali positivi nel primo tempo e poi un calo improvviso, visibile e preoccupante nella ripresa. Una ripresa peraltro chiusa con una fuga di Lacazette che avrebbe potuto fare anche danni maggiori. Allegri prima gongola per aver ritrovato il “regista” Marchisio, per aver trovato in Sturaro una valida alternativa per il centrocampo e per aver varato in Europa la difesa a 4, continuando a non prendere gol. Poi però vede i suoi perdere il pallino del gioco e metri di terreno. A quel punto prova a correre ai ripari: fuori Pjanic, ancora spento anche da trequartista (nulla di nuovo: il bosniaco è quello visto in 5 anni di Roma, discontinuo come tutti i plavi), ritorno al 3-5-2 con le frecce Alex Sandro e Cuadrado sulle corsie esterne. Ma la Juve non c’è più.

La partita. I francesi si erano presentati per primi al tiro, con Rybus (resterà l’unica parata di Buffon), confermando di avere ottime individualità davanti, con Ghezzal che fa impazzire Evra. Dietro, però, soffrono: Diakhaby al 12′ atterra goffamente Sturaro in area, servito da Higuain, mandando proprio Gonzalo alla prova del dischetto: portiere spiazzato. Dopo l’1-0 la Juve ha le occasioni migliori, con un palo scheggiato da Marchisio e due occasioni sfruttate male dal numero 9 e da Mandzukic (nella ripresa). Poi piano piano Lacazette e compagni prendono fiducia, serve una chiusura delle sue di Barzagli per evitare il pari a metà ripresa, le corse in pressing di Mandzukic si fanno meno frequenti e efficaci, dietro si balla, a tre o a quattro.

Il nuovo modulo. Due anni fa Allegri passò dalla difesa a tre al modulo a quattro nella quarta partita del girone, con l’Olympiacos. Allora la situazione era molto più in salita di oggi, ma la Juve poi arrivò in finale. Stasera per la quarta di Champions fa la stessa cosa (4-3-1-2). La mossa ha l’effetto di aggiungere un uomo in mezzo a centrocampo: il reparto risulta così più compatto e attivo, anche perché Marchisio dà altri giri rispetto ad Hernanes, e perché l’aggiunta è Sturaro, che interpreta il match con la solita “garra”, caratteristica non sempre presente nei compagni di reparto. Soprattutto in Pjanic ombra di se stesso. L’idea sarebbe anche quella di liberare lo stesso Pjanic e quindi vederlo al suo meglio: in realtà il bosniaco fatica ancora a farsi trovare. Un problema da risolvere, per il futuro, così come la tenuta atletica e psicologica. La qualificazione resta a un passo, il primo posto un po’ più lontano. Così come le certezze sulla squadra. Questi gli ultimi impegni bianconeri: Siviglia-Juventus e Juventus-Dinamo Zagabria. L’Europa per la Vecchia Signora è un’altra cosa, ma al di là di tutto, la qualificazione agli ottavi non dovrebbe essere in discussione.

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TEMPI SUPPLEMENTARI/ La Roma stecca a Empoli e la Juventus va in fuga. Milan e Lazio accorciano sui giallorossi. Inter, un’altra sconfitta: De Boer torna a rischio, ora si fa il nome di Stefano Pioli. Crotone: prima storica vittoria

di Fabio Camillacci

La Roma perde l’occasione di restare agganciata alla Juventus, anzi perde terreno. I giallorossi infatti non sfruttano appieno la concomitanza di Juventus-Napoli: pareggiando 0-0 a Empoli, rosicchiano soltanto un punto ai partenopei battuta dalla Vecchia Signora che si porta così a +4 sulla squadra di Spalletti. La Roma in Toscana, terra di Don Lucio, crea 4-5 palle gol nitide, Skorupski però abbassa la saracinesca; già proprio il portierino polacco, che gioca nell’Empoli ma è di proprietà del club di Pallotta. Uno scherzetto da Halloween. Certo, Salah, Dzeko ed El Sharawy hanno risposto col dolcetto, vista la mancanza di cattiveria palesata dai 3 attaccanti sottoporta. Al di là di tutto, rimane la grande occasione persa dai giallorossi: una squadra che dice di aspirare allo scudetto, queste partite deve vincerle; anche solo per 1-0, come sa fare da sempre la Juventus. Anche in questo campionato Madama, tra un colpo di fortuna e l’altro, capacità di soffrire e un colpo di genio dei suoi giocatori, la gran parte delle partite che ha vinto, le ha vinte con un solo gol di scarto. Non le ha certo vinte per il gioco che non ha. L’ultima dimostrazione è arrivata sabato nell’anticipo dello Stadium contro un discreto Napoli. Un Napoli pure sfortunato alla luce delle carambole che hanno favorito le reti bianconere di Bonucci e Higuain. Quindi, ancora una volta Juventus fortunata. La fortuna aiuta gli audaci e i più forti.

Milan e Lazio scavalcano il Napoli e accorciano sul secondo posto. I partenopei dopo la caduta di Torino precipitano al 5° posto, superati da rossoneri e biancocelesti. Il “Diavolo” riscatta la brutta sconfitta di Genova senza entusiasmare al Meazza contro il Pescara: basta un gol di Jack Bonaventura. La Lazio inanella la seconda vittoria consecutiva battendo il Sassuolo all’Olimpico. Ancora a segno Ciro Immobile: 9 gol in campionato, uno meno di Dzeko capocannoniere oggi a secco.

Inter, un’altra sconfitta. Nel posticipo domenicale dell’11° giornata, la Sampdoria stende i nerazzurri con un guizzo di Quagliarella al limite del fuorigioco. Il tecnico olandese dell’Inter torna quindi in discussione. Dopo gli impegni di Europa League (la trasferta di Southampton) e di campionato (il match casalingo col Crotone), ci sarà la sosta per gli impegni delle Nazionali. E probabilmente, approfittando del break, la società nerazzurra deciderà il da farsi una volta per tutte. Nelle ultime ore sono in crescita le azioni di Stefano Pioli. La stagione dell’Inter però sembra inesorabilmente compromessa (nella foto: De Boer).

Atalanta e Fiorentina brindano. Gasperini fa festa anche contro il suo passato e gli orobici volano al 6° posto a un solo punto dal Napoli. Mentre i Viola nell’anticipo del sabato si aggiudicano il “derby dell’Appennino”, ritrovano la vittoria dopo la stecca di mercoledi col Crotone e Paulo Sousa puntella la sua panchina. Kalinic ancora a segno.

Crotone: prima storica vittoria in Serie A. Dopo il prezioso pareggio di Firenze nel turno infrasettimanale, ecco dunque il primo sorriso in A per i calabresi: 2-0 all’ottimo Chievo di Maran, oggi in versione involuta. E nel prossimo turno al Bentegodi arriva la Juventus. Di Trotta su rigore e Falcinelli i gol che regalano al Crotone i primi tre punti nella massima serie. Un Crotone sempre fanalino di coda ma con i mezzi per lottare per la salvezza fino all’ultimo con Pescara, Palermo ed Empoli. Lo “spezzatino” di campionato si chiude lunedi con Udinese-Torino alle 19 e Cagliari-Palermo alle 21. Poi scatterà la tre giorni di Coppe Europee: calcio a valanga, senza sosta, tutti i giorni. Quanta nostalgia del calcio che fu.

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PANE E PALLONE/ Un turno infrasettimanale di campionato tra terremoto, pioggia e bomber. Brillano Dzeko, Icardi e Immobile. Tornano le vecchie gerarchie: Juventus, Roma e Napoli sul podio. L’Inter e De Boer respirano, avanzano Lazio e Atalanta

di Fabio Camillacci

Il turno infrasettimanale di campionato non si è fatto mancare niente, soprattutto a livello extracalcistico. Terremoto prima e durante le partite, la pioggia battente che fa sospendere per quasi un’ora Fiorentina-Crotone, temporali di maltempo autunnale su molti stadi, un grappolo di gol da parte degli attaccanti (da Dzeko a Icardi, nella foto). Insomma, di tutto di più: tutto in uno strano mercoledi sera italiano. Tiriamo le somme: la Juventus nel fortino Stadium ritrova la vittoria, la Roma tiene il passo, stacca il Milan caduto a Marassi col Genoa martedi e si piazza in solitudine al secondo posto, il Napoli imita i giallorossi, scavalca i rossoneri e torna terzo in classifica. Continue reading…

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PANE E PALLONE/ Higuain show a Empoli, l’Atalanta stende il Napoli: prove di fuga Juventus. La Roma affonda l’Inter con Dzeko. Locatelli e Donnarumma: è il Milan dei giovani

di FABIO CAMILLACCI/ Stavolta, alla settima di campionato, è la Juventus a provare la fuga in solitudine. La Vecchia Signora vince in scioltezza a Empoli nell’anticipo dell’ora di pranzo e vola a +4 sul Napoli che cade a Bergamo. Dunque, rispetto al turno precedente: partenopei risucchiati in classifica da Roma, Lazio, Chievo e Milan e Juve capolista fuggitiva. I bianconeri in casa dei toscani dominano dall’inizio alla fine ma chiudono il match solo dal 65′ in poi. Tre gol in 5 minuti: apre Dybala, poi doppietta del solito Higuain. “Pipita” ora capocannoniere con 6 reti insieme a Bacca (gol al Sassuolo su rigore) e Icardi (a secco contro la Roma). Avanza il tanto bistrattato Edin Dzeko, man of the match in Roma-Inter: col centro di stasera il bosniaco sale a quota 5. Continue reading…

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PANE E PALLONE/ Juventus e Napoli provano subito a scappare, l’Inter frena, psicodramma Roma. Ilary Blasi attacca Spalletti e Pallotta alla vigilia del 40° compleanno del Capitano giallorosso

di Fabio Camillacci

E alla 6° di campionato vanno già in scena prove di fuga: Juventus e Napoli provano a scappare approfittando della stecca Inter col Bologna al Meazza e della caduta romanista nella Torino granata. La Vecchia Signora continua a non convincere totalmente: dopo la sconfitta a San Siro contro i nerazzurri di De Boer, i bianconeri ottengono il massimo col minimo sforzo in casa del mediocre Palermo. Basta un autogol su cross di Dani Alves. La compagine juventina rimane una corazzata però come sempre accade a inizio stagione, a Max Allegri serve tempo per oliare bene i meccanismi e far inserire al meglio i tanti volti nuovi. In fondo anche quest’anno il mercato estivo ha cambiato radicalmente il volto della Juventus. Continue reading…

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IL PUNTO SUL CAMPIONATO/ Juventus unica squadra a punteggio pieno dopo 3 turni. Roma: il diluvio e le magie di Totti, l’immortale. Il Napoli c’è. Milan, un povero diavolo sconfitto in casa dall’Udinese. Inter: Icardi doma un Pescara bello e sfortunato. Genoa-Fiorentina rinviata per pioggia

di Fabio Camillacci

La ripresa del campionato dopo la sosta per le Nazionali, regala un’altra memorabile pagina della straordinaria carriera di Francesco Totti. Infinito. Il Capitano entra per disputare il secondo tempo di Roma-Sampdoria con i giallorossi sotto per 2-1. Intanto, Giove Pluvio decide di affogare lo stadio Olimpico con secchiate d’acqua e grandine. Gara sospesa per circa 80 minuti. Complimenti al drenaggio del prato, regge alla grande sotto il diluvio universale; altrimenti, il rinvìo a data da destinarsi sarebbe stato inevitabile. Si riparte, sembra notte, aumentano i riflettori accesi. Poi entra lui, Totti: “l’elettricista”accende la luce risvegliando la squadra che fin lì aveva giocato malissimo, pur essendo passata in vantaggio con Salah. Roma dai due volti tra primo e secondo tempo. Splendido il gol del pari doriano segnato da Muriel. Continue reading…

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CALCIOPOLI STORY/ Il Tar del Lazio respinge il ricorso della Juventus: “Nessun risarcimento per il 2006”. Il Club bianconero: “Non ci fermiamo”

di Fabio Camillacci

Calciopoli: il Tar del Lazio ha detto no al ricorso della Juventus che chiedeva un maxi risarcimento del danno subito a seguito della revoca dello scudetto 2006 e conseguente retrocessione. Secondo quanto scritto nella sentenza, pubblicata oggi dai giudici amministrativi, “il Tar non può pronunciarsi se lo ha già fatto il collegio arbitrale”. Con questa sentenza, il Tar del Lazio (sez. I ter) ha depositato le motivazioni della decisione del 18 luglio scorso, “respingendo il ricorso proposto dall’A.S. Juventus contro il Coni per ottenere il risarcimento del danno subito a seguito della revoca dello scudetto e conseguente retrocessione”, come si legge nel comunicato ufficiale (nella foto: Luciano Moggi, ex direttore generale della Juve, radiato per Calciopoli. Continue reading…

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CALCIOMERCATO/ Che colpi a poche ore dalla chiusura! Juventus pigliatutto: bianconeri a un passo dall’accoppiata Witsel-Cuadrado. Il Torino si regala il portiere della Nazionale inglese Hart e cede Maksimovic al Napoli per 25 milioni. Balotelli si trasferisce in Costa Azzurra? Mario è vicinissimo al Nizza

di Fabio Camillacci

Strepitoso rush finale per questa sessione estiva di calciomercato, ultime frenetiche ore di trattative: si chiude mercoledi 31 agosto alle 23. Axel Witsel finalmente smette di essere come la “sora Camilla che tutti la vogliono e nessuno se la piglia” (proverbio romano). Infatti, il centrocampista belga dopo essere stato accostato a quasi tutte le big della Serie A e d’Europa sta per accasarsi alla Juventus. Vecchia Signora letteralmente scatenata visto che al fotofinish dovrebbe riprendersi anche Cuadrado dal Chelsea. Nella serata di martedi i bianconeri hanno raggiunto un’intesa di massima con Witsel e lo Zenit San Pietroburgo titolare del cartellino del giocatore, mercoledì arriverà anche l’ufficialità. Il 27enne centrocampista ha lasciato il ritiro della Nazionale belga e nelle prossime ore è atteso a Torino per le visite mediche (nella foto: Witsel con la maglia del Belgio). Continue reading…

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CALCIOMERCATO/ Zaza in Bundesliga: la Juventus lo cede al Wolfsburg. Il Portogallo saluta il neoacquisto dell’Inter Joao Mario. I nerazzurri verseranno 45 milioni di euro nelle casse dello Sporting Lisbona. Il Napoli stringe per Rog

di Fabio Camillacci
Svolta improvvisa nella trattativa tra Juventus e Wolfsburg: Simone Zaza si trasferisce in Germania. Già nella giornata di oggi l’attaccante della Nazionale volerà nella città tedesca. Non sarà magari il giorno della firma sul contratt, ma è chiaro che il trasferimento di Zaza nella Bundesliga ormai è cosa fatta. Il primo segnale che la trattativa (fino a giovedi osteggiata dal giocatore) stesse prendendo corpo lo si è avuto nel tardo pomeriggio di venerdi quando Allegri ha escluso il centravanti azzurro dalla lista dei convocati per l’amichevole contro l’Espanyol, in programma stasera al Braglia di Modena (dove mancheranno anche Evra e Khedira, ancora in non perfette condizioni). A quel punto, delle due l’una: o il club, deciso a concludere la cessione, aveva deciso in qualche modo di prendere le distanze da Zaza in modo eclatante oppure, come invece è stato, il passaggio al Wolfsburg era diventato, quasi, improvvisamente probabile. Zaza, 25 anni, lascia dunque la Juventus dopo appena una stagione e 8 gol (in 24 partite) la Juventus, dov’era arrivato dal Sassuolo.

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