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Governo gialloverde, game over. Salvini: “La maggioranza non c’è più, andiamo a elezioni anticipate”. Le reazioni del M5S e delle opposizioni

di Fabio Camillacci

La crisi del governo gialloverde si è aperta ufficialmente. Al termine di una giornata convulsa, il leader della Lega Matteo Salvini in una nota ha scritto: “Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza e restituiamo velocemente la parola agli elettori”. Continue reading…

Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, in una immagine del 19 dicembre 2014.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Salvini, No a governo istituzionale. Proverò fino all’ultimo a dare un esecutivo all’Italia

No a governo istituzionale. Proverò fino all’ultimo a dare un esecutivo all’ItaliA. No a un governo istituzionale. Lo ha affermato il leader della Lega, Matteo Salvini, arrivando alla festa del partito a Grumello del Monte, sottolineando di voler lottare fino all’ultimo per dare un governo al Paese. “Il governo istituzionale è stare tutti insieme per non fare nulla – ha spiegato -. Proverò a cercare in Parlamento quella forza per fare le cose che ci chiedono gli italiani. Ci proverò fino all’ultimo, ma partendo dal centrodestra che è la prima coalizione e ha vinto in Molise e Friuli”.

Michel Emi Maritato

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Iniziativa Comune: “Il nuovo Governo? La “via Crucis” porta al Quirinale…”

“Sono iniziati i sepolcri, dopo il volo dell’Angelo, sono riemersi in tutta la loro drammaticità i fatti terreni, forse quelli peggiori dei contemporanei”. Ad analizzare, con una metafora pasquale, il delicato momento politico-istituzionale del Belpaese, è Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune” -, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini). Sono giorni intricati, coinvolgenti, complicati, quelli che sta attraversando l’Italia che dovrà ora avere un governo in grado di ben governarlo, guidarlo verso il rilancio e lo sviluppo che merita. Ed ecco che sono partite le consultazioni delle varie forze politiche al Quirinale: “Spetta al Capo dello Stato, dare una risposta concreta alle famiglie che il 4 marzo hanno preso i “voti”.  Le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono partite ma quando e dove portano resta tutto un mistero – sottolinea ancora Rocco Tiso -. Del resto un po’ di incertezze e qualche colpo di scena ci sta tutto. Resta fermo il fatto che a furia di emozioni anche il corpo più sano rischia l’infarto e le condizioni di salute del Belpaese sono già compromesse. Fatti tutta la Via Crucis, l’unica stazione dove l’Italia può sostare è solo la 15esima: La Resurrezione! Dopo il lungo percorso della “Croce” ne sentiamo tutto il peso. Ma nessuno immagini che dopo la Stazione  13esima in cui Gesù muore sulla Croce, ci si fermi alla 14esima per depositare il corpo. Bisogna andare avanti e coltivare l’idea che la preghiera cristiana nella contemplazione della passione non può fermarsi alla morte, ma deve guardare al di là, allo sbocco di cui i Vangeli ci parlano, alla Risurrezione”, continua il portavoce di Iniziativa Comune, Rocco Tiso, che poi conclude: “La diagnosi prescrive Legalità-Coerenza-Verità e, se c’è rimasto qualcosa, il tutto va accompagnato con una buona dose di onestà”. In bocca al lupo al nuovo governo, quando arriverà”.

Parlamento Politica - Tagli legge di Stabilità

E-CIG; CAMPAGNE LIBERALI: EMENDAMENTO DEL GOVERNO DIMOSTRA ARRETRATEZZA CLIENTELARE

“L’emendamento del Governo sulle sigarette elettroniche che aumenta la tassazione e conferma il divieto di vendita online è la dimostrazione che in questo paese la logica clientelare domina rispetto l’idea di promuovere la libera iniziativa e l’innovazione” – afferma con una nota l’associazione Campagne Liberali, da tempo in prima linea nella battaglia per garantire un futuro al mercato delle sigarette elettroniche che ora rischiano di scomparire dall’Italia.

“Il dibattito intorno a questa legge di stabilità ha dimostrato la volontà della maggior parte dei parlamentari e dei politici di limitare la concorrenza favorendo alcuni gruppi di interesse ben precisi” – continuano da Campagne Liberali. “L’emendamento del Governo favorisce pochi per colpire ulteriormente il settore delle sigarette elettroniche” – aggiungono.

Per Campagne Liberali “la legge di stabilità dovrebbe essere l’occasione per confrontarsi su proposte che favoriscono la crescita, l’occupazione, la libertà e la convivenza dei cittadini, oltre che l’innovazione. Invece è diventato lo spazio per umiliare le regole delle democrazie liberali e per limitare la libera concorrenza”.

Michel Emi Maritato

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NIENTE TAGLI FINO A CHE NON SARÀ COMPIUTA LA RIFORMA PREVISTA DAL COLLEGATO

“Si parla di Legge Finanziaria 2018 e già trapelano consistenti voci riguardo ad un taglio del 20% alle risorse destinate al settore ippico. Il taglio è deciso dal Governo in sede di riduzione delle uscite e, se già durissimo da accettare nell’ambito dell’attuazione della Riforma, diventerebbe letale in continuità di operatività sotto il Mipaaf. Si tratta di un taglio completamente indipendente dall’attuazione della Riforma di privatizzazione prevista dal Collegato Agricolo ma che metterebbe ancor più in risalto l’urgenza di un intervento strutturale. La nostra compagine si sta attivando con tutti i mezzi per sensibilizzare le forze di Governo affinché non siano praticati tagli ad un settore martoriato da innumerevoli errori derivati dalle scellerate scelte della politica stessa e da gestioni pubblicistiche a dir poco imbarazzanti degli ultimi vent’anni. Il rischio del perpetuarsi di tagli al settore ippico è da sempre dietro l’angolo, dal 2000 ad oggi le risorse disponibili si sono ridotte ad un quarto, e certamente nessuna persona di buon senso può immaginare che lo Stato continui imperterrito ad immettere risorse in un settore dove la gestione pubblicistica ha consentito l’aggravarsi del malcontento, della scarsa trasparenza, del lavoro nero, delle infiltrazioni malavitose, delle pratiche illecite sui cavalli ed un azzeramento degli investimenti.

 

Inoltre la gestione incompetente dei burocrati sta causando una riduzione del volume delle scommesse, quantificabile anch’essa intorno al 20% annuo, che ha raggiunto un livello tale che ogni giorno allontana la possibilità di risollevare il settore.  Ma portare un ulteriore taglio oggi, senza Riforma, sarebbe la fine. Solo raggiunto il compimento di un processo vero di privatizzazione e di riorganizzazione del settore, solo con l’applicazione di un Piano industriale e la nascita di quell’Organismo, chiaramente previsto dalla Legge, a cui affidare tutte le leve necessarie per riportare il settore sul binario della trasparenza, della moralità, della sportività, dell’efficienza e della meritocrazia, solo allora si potrà attivare una sganciamento economico graduale dalle Casse dello Stato. Questo prevede la Legge e questa è la volontà, scritta nero su bianco, del Governo. Governo a cui chiederemo l’immediata attuazione del processo di riorganizzazione necessario al settore ed il mantenimento delle attuali risorse”.

 

Lega Ippica Italiana

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AL POTERE M5S SI RISCOPRE COME LA VECCHIA POLITICA

di Marco MONTINI
Una volta al governo, i Cinque Stelle potrebbero ritornare umani. In molti lo avranno pensato, vedendo le difficoltà che il Movimento sta vivendo a livello nazionale e locale. E non parliamo di consenso popolare – lì i sondaggi danno i grillini in piena salute – ma di quanto sia difficile passare dalla protesta alla proposta. Dall’opposizione alla maggioranza. Perché il primo significa essere controllori della democrazia e dell’attività amministrativa, mentre il secondo l’attività amministrativa vuol dire farla. E non sempre ci si riesce bene. Mettici pure che quando si governa, l’attenzione mediatica cresce, eccome se cresce, e se non sei totalmente trasparente, i media e la pubblica opinione ti fanno le pulci, magari rinvenendo nel curriculum qualche scheletro, che sembra chiuso col bostik nell’armadio. Peccato, poi, che l’armadio invecchia, si consuma e rischia di spaccarsi. Tutto questo, per sottolineare che nella vita sbagliare è umano ma perseverare a fare le pulci agli altri, dimenticando sé stessi, è a volte diabolico. E poi tutto ritorna indietro come un boomerang. Vedere quanto accaduto all’assessore capitolino al Commercio, Adriano Meloni, nel cui cv c’è una sentenza di condanna civile in primo grado per una causa di lavoro che risale all’11 febbraio 2016, qualche mese prima delle elezioni che incoronarono Virginia Raggi a prima cittadina di Roma. Non sta a noi giudicare l’assessore ma la vicenda colpisce nel cuore i pentastellati che della trasparenza ne hanno sempre fatto un mantra. E, sul caso Meloni, infatti il Movimento prende tempo. Proprio come solitamente fanno quelli della vecchia politica, da cui Grillo e company hanno sempre preso le distanze… A proposito di Grillo, è notizia di oggi che il tribunale civile di Genova ha riabilitato la vittoria alle comunarie grilline del candidato sindaco Cassimatins, bocciando la recente decisione del comico genovese. Una bella botta per Beppe.
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Parlamento e Governo si esprimono: la questione FlixBus ora va risolta

“L’approvazione di tre ordini del giorno con parere favorevole del Governo impegna il Governo stesso a risolvere il problema e rappresenta un segnale che ci spinge a credere in questo Paese. Oggi, di fronte ad un problema reale, la Camera dei Deputati sceglie di stare dalla parte delle decine di aziende e dei milioni di passeggeri coinvolti. Siamo fiduciosi che il Governo darà seguito alle decisioni del Parlamento e supererà l’abuso normativo prodotto negli ultimi giorni. Viva FlixBus, viva la libertà di viaggiare!” ha dichiarato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. Continue reading…

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GASPARRI: “GENTILONI? NON E’ DETTO SIA UN ESECUTORE DI RENZI. ANDAVAMO A SCUOLA INSIEME, ERA UN CAPO DELL’ESTREMA SINISTRA, FACEVA L’INTELLETTUALINO, FACEVA PARTE DI UNA CONGREGA DI SOPRAFFATTORI.”

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Continue reading…

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La mafia dell’Antimafia: come Sciascia è divenuto realtà

Negli anni ’90, anche se in molti non lo ricordano, un giornale satirico esplose con un titolo agrodolce “VIA LO STATO DALLA MAFIA!” immaginando uno striscione portato in corteo dall’ala radicale di Cosa Nostra, quella che per intenderci non avrebbe mai voluto scendere a patti con lo Stato.

La realtà ha superato la finzione quando durante la 23esima manifestazione in ricordo di Paolo Borsellino, il 19 Luglio scorso si è palesato uno striscione con su scritto “Via la mafia dell’antimafia!”. Sono passati in realtà pochi anni da quell’antimafia di professione immaginata da Leonardo Sciascia nel 1987 ma ormai siamo alla frutta, come in una serie TV che capovolge la trama a metà della storia, solo per tirare su l’audience.

La cosa è diventata fastidiosa.

La mafia non compare più sulla scena tramite gesti eclatanti, se non qualche residuo come la latitanza perpetua di Matteo Messina Denaro. Tutta la cronaca sulla carta stampata e dal tubo catodico è occupata dall’antimafia: ci sono comitati antiracket, falsi costruttori coraggiosi, i “cerchi magici”, le inchieste che sonnecchiano, dribblano, carriere troppo rapide e false icone. C’è il rischio che, a breve, possano emergere le “cosche dell’antimafia”. Ci sono presidenti, sindaci e amministratori dichiaratisi antimafiosi che spalleggiano o coprono esponenti di spicco dei clan.

Uno sguardo ai siti, ai giornali e ai sondaggi ci dice che buona parte dei siciliani ritiene che il problema “non sia tanto la mafia, ma la finta antimafia!”, fino a portare un senso di sfiducia e scoramento nei confronti di chi quell’antimafia la fa sul serio e senza tornaconti personali.

E i beni confiscati alle mafie? Quella è un’altra storia…