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ASSOTUTELA: “ARENA FORLANINI? MA QUALE PUBBLICITÀ PROGRESSO…”

Abbiamo notato nei giorni scorsi un grande dispiegamento di forze per pubblicizzare la ridicola iniziativa regionale,  volta a trasformare per un brevissimo periodo quello che era un eccellente ospedale in una arena estiva.  Quello che ci ha più colpito, sono gli annunci a tutta pagina su alcuni quotidiani e, oltre a chiedersi con quali risorse si finanzi tutto questo, ci assale il forte dubbio di un vago conflitto di interessi.  Come può una istituzione finanziare, seppure per pubblicità, quelli che dovrebbero essere i suoi controllori? È evidente che in giro c’è tanto spirito da Minculpop”.  Lo dichiara Michel Emi Maritato, presidente della Associazione Assotutela.

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FORLANINI, MARITATO: “IN MOLTI RESTANO FUORI DAI CANCELLI PER “PROBLEMI DI SICUREZZA”

“Vogliamo restituire a Roma un luogo pubblico in cui i cittadini tornano a incontrarsi, a parlare, a condividere momenti di vita”. Ha esordito così Nicola Zingaretti, la scorsa settimana all’apertura della rassegna di film nel parco dell’ex ospedale Forlanini. A quanto pare i fatti danno torto al governatore. La prova lampante, gli eventi di sabato 29 luglio, una serata in cui decine di cittadini sono rimasti fuori dai cancelli dell’ex ospedale, sbarrati poco prima delle 21 per ‘indisponibilità di poltrone’. “Lo storico nosocomio, chiuso dal governatore il 30 giugno 2015, è stato lasciato nel più completo abbandono senza nessun progetto e con molte, confuse e improponibili idee di riconversione – dichiara Michel Emi Maritato (FI)- è evidente che questa iniziativa, studiata per coprire il vuoto pneumatico dell’amministrazione regionale, si è rivelata un flop per Zingaretti. Lasciando fuori dai cancelli alcune decine di cittadini da un complesso che, fino a prova del contrario è pubblico – continua Maritato – il governatore ha dimostrato le vere intenzioni della Regione Lazio: privatizzare la struttura con un immenso parco, un tempo aperto a tutti, riservando l’accesso soltanto a pochi eletti. Se questa è la sua idea di democrazia, se questo è il lampante esempio di quella che egli definisce “La più grande iniziativa di rigenerazione urbana degli ultimi 30 anni a Roma, una delle più significative in Italia”, c’è da chiedersi cosa farebbe se si lasciasse mano libera ai suoi folli progetti di dismissione e vendita dell’ex ospedale”, conclude Maritato

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San Camillo: “inviare gli ispettori non aumenta i letti”

L’assurda agonia di un uomo al pronto soccorso del San Camillo. Reazione ipocrita del ministro.

“Un caso di cronaca che purtroppo non è una novità. La denuncia dell’assurda agonia di

un uomo, malato di cancro in fase terminale, spirato nel pronto soccorso del San Camillo è

solo la descrizione, arrivata alle cronache dei giornali, di una comune prassi”. Lo dichiara il

presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Da tempo denunciamo le

condizioni inumane dei pronto soccorso cittadini, accentuate dal barbaro taglio di migliaia

di posti letto, senza che nessuno intervenga a favore della tutela del diritto alla salute

costituzionalmente garantito. Se una persona non può avere una fine dignitosa, evento

che sovente si verifica al San Camillo come in molti altri pronti soccorsi di Roma,

dobbiamo ringraziare la politica sanitaria del governo e, di rimando, delle regioni nessuna

delle quali ha fatto appello all’articolo 32 per difendere la salute dei cittadini. E il ministro

Lorenzin come risponde? Nel modo più ipocrita e inutile possibile: inviando gli ispettori al

San Camillo. Sappia il ministro, che non è con la burocrazia che si risolve il problema. Il

problema lo risolvi riaprendo gli ospedali E' intollerabile che nell’ospedale di Monteverde si

assista a un tale scempio mentre quello attiguo, il Forlanini, è stato svuotato, depredato,

saccheggiato e ora, a cose fatte, è militarizzato e inutilizzato. E mentre il discusso

palazzone della Regione Lazio si illumina di rosa per promuovere la prevenzione,

aumentano i decessi in pronto soccorso, forse proprio per i letti tagliati in ospedale”,

chiosa Maritato.