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ROMA XI MUNICIPIO, ROCCA (FDI): CHIUDERE DEFINITIVAMENTE IL CAMPO ROM DI VIA CANDONI ALLA MAGLIANA

Non c’è settimana che passi senza che il campo rom di Via Candoni alla Magliana non salga alla ribalta delle cronache. Pochi giorni fa c’è stato un accoltellamento e una rissa, l’8 luglio scorso un incendio e oggi ancora un incendio. Dalle prime notizie sembrerebbe siano andati in fiamme i rifiuti accatastati ai margini dell’area. Rifiuti che ovviamente vengono gettati dai residenti del campo. Oltre al danneggiamento di alcune container si sono verificati notevoli disagi alla viabilità con la chiusura di diverse strade e rallentamenti sulla Roma Fiumicino.  Continue reading…

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CASTELROMANO, ROCCA (FDI): CHIUDERE IL CAMPO PER SEMPRE, SPOSTARE IL PROBLEMA NON E’ LA SOLUZIONE.

Bisogna evitare di ripetere gli errori del passato, ossia, sgomberare i campi spostando il problema da una zona all’altra e la soluzione indicata dalla Regione Lazio rischia di andare proprio in questa direzione. E’ altrettanto vero e palese che non vi è traccia del piano rom presentato dal M5S capitolino. Pochissime famiglie sono state spostate dai campi o hanno preso il contributo per tornare in patria ma nessun campo è stato chiuso, mentre il numero di rom in città continua ad essere approssimativo, poiché il censimento è stato fatto solo nei campi regolari o tollerati ma tutti sappiamo che nella nostra città non ci sono circa 5000 rom ma oltre 15000 se consideriamo tutti gli insediamenti abusivi.

Dichiara Federico Rocca responsabile regionale di Fratelli d’Italia del Dipartimento Sicurezza e Legalità.

Recentemente il campo rom di Castel Romano è tornato alla ribalta delle cronache grazie ad un servizio delle Iene ma nulla di nuovo, i roghi tossici e l’incendio delle baracche ci sono da sempre, così come i cumuli di rifiuti, le carcasse delle auto rubate, per non parlare del lancio degli oggetti contro i veicoli sulla Pontina, quindi, alle autorità competenti di ogni ordine e grado non servivano le Iene per sapere cosa accade in quel campo.

Leggo che la Regione Lazio avrebbe intimato a Roma Capitale di chiudere il campo in 7 giorni. Una follia, una balla, perché nessuno riuscirà a chiudere quel campo in 7 giorni – prosegue Rocca – al massimo ci sarà una grande opera di bonifica, l’ennesima a spese dei contribuenti e il campo rimarrà lì fino a quanto qualcuno non avrà il coraggio di approvare una norma che vieti l’esistenza dei campi rom.

Continuo a ribadire da anni che la soluzione è una sola, la chiusura definitiva di tutti i campi e il divieto di crearne di nuovi, permettendo la sola sosta temporanea di chi vuole transitare per Roma mentre i rom, sinti e caminanti che vogliono rimanere nella Capitale e in Italia, devono seguire il percorso per la residenzialità nel rispetto delle normative nazionali ed europee vigenti.

Chi avrà il coraggio di farlo? Nel 2015 presentammo una proposta di delibera d’iniziativa popolare che andava in questa direzione – conclude Rocca – ma nel 2017 M5S e PD bocciarono la nostra proposta, pertanto oggi le lacrime di coccodrillo di questi partiti sono ridicole e offensive per i tutti i cittadini romani che continuano a subire la presenza dei campi rom nei loro quartieri con tutti i problemi ben noti che comportano.

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ESTATE ROMANA, MARIANI-ROCCA (FDI): IL M5S UCCIDE UN ALTRO SIMBOLO DELLA CITTA’

“L’Estate Romana ha rappresentato per anni un punto di riferimento per romani e turisti, un evento che ha fatto storia e da riferimento in Italia e in Europa sin dalla sua nascita. Dovevano arrivare i 5 Stelle, i nuovi barbari del terzo millennio, per uccidere una creazione geniale del 1977 e che ogni amministrazione succedutasi ha cercato di migliorare ed arricchire, mai nessuno si sarebbe sognato di cancellarla”. Continue reading…

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ACILIA: “IL QUARTIERE ASPETTA ANCORA LA SCUOLA MATERNA, LA RAGGI COSA ASPETTA?”

“In seguito ad alcune segnalazioni ci siamo recati nella scuola di Via Orazio Amato, una storia che non sembra aver fine. Malgrado un Bando vinto nel 2011, infatti, in quasi dieci anni, tra firme, documenti e burocrazia, la scuola non è stata ancora presa in carico dal Comune ed è oggi oggetto di vandalismo, con ripetuti e ingenti danni. Manca una firma, un accordo tra impresa edile e Roma Capitale per ultimare le poche cose rimaste e consegnare la scuola ad un quartiere che ne ha bisogno oggi più mai. Sarebbe il caso di definire e risolvere il problema prima dell’inizio del nuovo anno scolastico per programmare una riapertura in sicurezza che a quanto pare, visti i tempi stretti, temiamo non ci sarà. Cosa aspetta la Sindaca Raggi?”.
É quanto dichiarano in una nota Pietro Malara capogruppo FdI X municipio e Giorgia Mitrano esponente locale del partito.
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ACILIA: MALARA-MITRANO (FdI): “IL QUARTIERE ASPETTA ANCORA LA SCUOLA MATERNA, LA RAGGI COSA ASPETTA?”

“In seguito ad alcune segnalazioni ci siamo recati nella scuola di Via Orazio Amato, una storia che non sembra aver fine. Malgrado un Bando vinto nel 2011, infatti, in quasi dieci anni, tra firme, documenti e burocrazia, la scuola non è stata ancora presa in carico dal Comune ed è oggi oggetto di vandalismo, con ripetuti e ingenti danni.
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SCRITTA CONTRO MELONI, CASSONE-ROCCA (FDI): FRUTTO DELLE CONTINUE CAMPAGNE DI ODIO CONTRO DI LEI

“I cattivi maestri sono sempre in agguato e poi purtroppo qualche discepolo disposto ad eseguire è facile trovarlo. La scritta comparsa ad Ostia firmata con falce e martello e la molotov lasciata sul posto riportano indietro le lancette della storia. Al gesto che già di per sé è molto grave, si è  aggiunta un’orrenda offesa sessista. Continue reading…

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CORONAVIRUS, FdI LAZIO: “APPROVATA NOSTRA MOZIONE CON IMPEGNI CONCRETI A FAVORE DEL PERSONALE SANITARIO”.

“Ben venga la “Giornata di festa dei camici bianchi”, ma come Fratelli d’Italia siamo convinti che oltre agli applausi i nostri medici hanno bisogno di azioni concrete. Ecco perché siamo particolarmente orgogliosi che il Consiglio regionale ha approvato, proprio nella mozione che riconosce il valore dei nostri medici, alcune nostre importanti proposte. Prime fra tutte la gratuità dei test sierologici per alcune fasce di reddito inserendoli nei livelli essenziali di assistenza.

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