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PANE E PALLONE/ Profondo rossonero: la Fiorentina manda in crisi il Milan e il suo allenatore Giampaolo. Dzeko lancia la Roma a Lecce, poker della Lazio al Genoa

di Fabio Camillacci

Vincenzo Montella e un intramontabile Ribery mandano il Milan all’inferno: la panchina di Marco Giampaolo scricchiola sempre di più. Il club per ora conferma la fiducia al tecnico, ma, si fanno i nomi di Spalletti, Ranieri e Garcia per un’eventuale sostituzione. Al Meazza, per il posticipo di questo sesto turno di campionato, finisce 3-1 per la Viola (stasera in un’orribile e anti-storica maglia verde). A segno Pulgar su rigore, l’ottimo 22enne Castrovilli e Franck il francese, migliore in campo e nuovo “Mostro di Firenze”. Espulso Musacchio con la Var, nel finale inutile ma bellissimo gol del 20enne portoghese Leao. Dunque, terza sconfitta di fila per questo disastroso Milan. Giampaolo e la squadra sprofondano, sommersi dai gol viola. La Fiorentina di Montella gioca benissimo, i rossoneri sono inguardabili e soprattutto senz’anima. Così a San Siro esplode la contestazione: fischi assordanti al termine del primo tempo con i gigliati avanti per 1-0, fischi reiterati e continui in tutto il secondo tempo, alternati a cori pesanti. Successivamente, prima della fine della partita, la Curva Sud milanista si svuota. Applausi invece per Ribery (autentica standing-ovation) e per questa bella Fiorentina.

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L’ULTIMA DI MARIO/ Balotelli prova a rimettersi in gioco ripartendo dal Brescia. L’entusiasmo di patron Cellino: “Un leone per la Leonessa”. Ma sarà veramente così?

di Fabio Camillacci

In certi casi, e soprattutto quando si parla di Mario Balotelli, le domande sono sempre le stesse. “Sarà la volta buona?”, “Balo ha finalmente messo la testa a posto?”. Risposta: no, impossibile. Primo perché quando uno nasce quadrato non muore tondo; secondo perché a 29 anni suonati difficilmente si cambia in meglio; terzo perché ha gettato alle ortiche tutte le chances avute fino a oggi. Continue reading…

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BRESCIA,MUORE BIMBA DI UN ANNO AZZANNATA DAI SUOI CANI

Di Valeria Davide

Due pitbull hanno sbranato a morte Victoria , una bimba di un anno nel giardino di casa sua a Flero in provincia di Brescia.

La piccola era rimasta a casa con il nonno ed era uscita fuori nel  piccolo giardino di casa per giocare  coi suoi cani che invece l’hanno azzannata, mentre la madre bresciana di ventidue anni  era uscita .

Inutile l’intervento del nonno anche lui ferito nel tentativo di salvarla dalla furia dei cani.

 All’arrivo della polizia nella villetta a schiera di via xx settembre ,i due pitbull sono stati abbattuti per poter intervenire nei soccorsi, poiché i cani ne impedivano l’ingresso. Non è chiaro il motivo che ha scatenato il raptus degli animali, anche se i vicini dichiarano che solo il padre era capace di gestire i due cani.

Per Victoria non c’è stato nulla da fare per i morsi riportati alla testa ,mentre il nonno è ricoverato ma senza gravi complicazioni; sotto choc la madre pure lei ricoverata.

Nel commento della Codacons si legge “tragedia annunciata”- esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’uomo – afferma il Codacons – Indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che alcune specie, come i pitbull o i rottweiler, per le loro caratteristiche proprie (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura. Per tale motivo – prosegue l’associazione – da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un pitbull.

 

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CASO DI MALARIA –MUORE BIMBA DI QUATTRO ANNI A BRESCIA

di Valeria Davide

Un caso rarissimo, così gli esperti hanno definito  la morte di una bambina di quattro anni per malaria  celebrale di cui nessuno riesce a spiegarsi come possa averla contratta.

Tante ipotesi e tanti dubbi sulla morte di Sofia; era stata ricoverata a Trento per una febbre molto alta, poi quando l’emocromo ha fatto sospettare un caso di malaria è stata trasferita con un elisoccorso all’ospedale civile di Brescia, che oltre alla rianimazione pediatrica dispone anche di un reparto per le malattie tropicali. Inutili le cure poiché le condizioni cliniche della bambina erano già abbastanza serie al suo arrivo.

Tra le tesi, un possibile contagio all’interno dell’ospedale di Trento, ma su questo frenano gli esperti perché dicono che è ancora troppo presto per avanzare alcuna  ipotesi  in questa fase,  ma bisognerà  fare chiarezza ricostruendo le ultime ore di degenza della bambina e dei suoi sposatamenti  perché come hanno riferito  i genitori non sono mai stati  in un paese considerato a rischio malaria.

Comunque è emerso che nell’ospedale di  Trento erano ricoverati due fratellini affetti da malaria – ma non si trovavano nella stessa stanza di Sofia e per loro il decorso è stato superato positivamente. Le procure di Trento e di Brescia hanno aperto due inchieste sul caso e sono stati inviati ispettori e infettivologi  che sono già al vaglio della situazione.

La ministra della salute Lorenzin spiega: «Dobbiamo accertare se c’è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo».  Se venisse confermato che il caso di malaria della bambina morta a Brescia è autoctono e trasmesso dalla zanzara sarebbe il primo da vent’anni. Lo conferma Giampiero Carosi, infettivologo dell’università di Brescia, secondo cui l’ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba.

L’istituto superiore di sanità rassicura però che non esiste alcun pericolo per la comunità e che si tratta di un caso isolato e rarissimo.