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PANE E Pallone / L’Inter torna “pazza” ma tiene il passo della Juve capolista. Solo un pari con la Samp dell’ex Ranieri per la Roma che continua a perdere pezzi. Milan: Pioli parte male, il Lecce impone il pari al Meazza. Genoa: via Andreazzoli, arriva Guidolin?

di Fabio Camillacci

Nella domenica calcistica l’Inter tiene il passo della Juventus capolista e si riporta a -1 da Madama. Partita folle al Mapei Stadium di Reggio Emilia: i nerazzurri dominano il Sassuolo per oltre 70’ ma in extremis rischiano la beffa. Le doppiette di Lautaro (sempre più in crescita l’attaccante argentino) e Lukaku lanciano la compagine interista, anche grazie a due rigori; del solito Berardi il gol del momentaneo 1-1 (Berardi vice-capocannoniere con 6 reti rispetto alle 8 di Ciro Immobile).

Sembra fatta insomma per i ragazzi di Conte, e invece il Sassuolo risale la china fino al 3-4 con i sigilli di Djuricic e Boga. Un clamoroso ritorno della vecchia “pazza Inter”, anche se il tecnico salentino in estate aveva detto basta alla “pazza Inter” chiedendo anche la cancellazione dello storico inno “Pazza Inter Amala”. Oggi a Reggio Emilia è successo di tutto di più, come recitava un vecchio slogan di “mamma Rai”. La commovente commemorazione del patron neroverde Giorgio Squinzi e un paracadutista che atterra sul Mapei Stadium con la maschera nerazzurra, un invasore non programmato. Ben 7 gol e nel finale come detto, Inter vecchia maniera: si ferma, va in errore di sistema e finisce in balia degli avversari, rischiando di subire un clamoroso pareggio. Un preoccupante black-out su cui Antonio Conte dovrà lavorare.

Marassi: scialbo 0-0 tra Sampdoria e Roma. Scongiurato il rischio rinvio causa pioggia, quella andata in scena al Luigi Ferraris di Genova è stata una delle partite più brutte degli ultimi 10 anni. Una partita troppo tattica e bloccata; la fisicità ha prevalso sulla tecnica. Alla fine, il punto fa più bene ai doriani rigenerati in poco tempo dall’aggiustatore Ranieri, sostituto dell’inadeguato Di Francesco. Contro la sua Roma, il tecnico di Testaccio ha dimostrato di saper utilizzare meglio del suo predecessore il materiale umano a disposizione. Va bene tutto, ma questa Samp non è da lultimo posto in classifica con soli 4 punti. Le precedenti 6 sconfitte in 7 gare pesano. Buon lavoro e auguri di buon compleanno a mister Ranieri che proprio oggi ha compiuto 68 anni.

Infermeria Roma. Mentre Fonseca (in tribuna causa turno di squalifica) continua a perdere pezzi: out Cristante dopo una manciata di minuti per il solito problema muscolare, si fa male anche Kalinic, sostituto di Dzeko che parte dalla panchina per la frattura allo zigomo rimediata contro il Cagliari ed è poi costretto a entrare in versione “uomo mascherato” per rimpiazzare l’attaccante croato. Trigoria e Villa Stuart ormai sono la stessa cosa e la lista degli infortunati si allunga pericolosamente, ora è ai limiti dell’allarme rosso. Nel finale la Roma perde anche Kluivert espulso per doppio giallo e poco dopo Pau Lopez salva su Bonazzoli. Al di là dei tanti cerotti è comunque una Roma troppo macchinosa, poco brillante e poco incisiva in attacco; ma le attenuanti per Fonseca e i suoi ci sono. Urge svuotare presto l’infermeria altrimenti il quarto posto diventerà un miraggio.

Milan, falsa partenza per Pioli. Il Lecce riacciuffa i rossoneri al 92′: a San Siro finisce 2-2. Al tecnico, all’esordio da milanista, non bastano i gol di Calhanoglu e Piatek; Babacar e un bellissimo tiro del terzino impongono il pari. Una gara dai due volti. Il Milan parte forte e nel primo tempo crea diverse occasioni da gol, trovando il vantaggio con Calhanoglu al 20′: lancio di Biglia e bel destro del turco a sorprendere Gabriel sul primo palo. Non sembra esserci partita, ma nella ripresa il Milan frena, forse finisce la birra nelle gambe, e il Lecce ne approfitta subito: mano di Conti, il Var corregge l’arbitro Pasqua ed è rigore per i salentini. Donnarumma para, ma Babacar al secondo tentativo insacca. È il 62′ e i padroni di casa accusano il colpo, nonostante Calhanoglu colga un clamoroso palo direttamente su corner. Pioli si gioca la carta Piatek ed è proprio il bomber polacco all’81’ a riportare avanti il Milan, sfruttando un super assist di Calhanoglu, migliore in campo per distacco. Il Lecce reagisce e al 92′ un missile mancino di Calderoni dai 20 metri trafigge Donnarumma. Per il Diavolo è lunghissima la strada per risorgere nonostante il licenziamento di Giampaolo.

Cagliari formato europeo: un super Nainggolan affonda la Spal alla Sardegna Arena, finisce 2-0. Sesto risultato utile consecutivo per i sardi che salgono al quinto posto a 14 punti: uno più della Roma, 2 più della Lazio e a due soli punti dal Napoli. Semplici non riesce invece a sfatare il tabù trasferta. Sblocca la partita un favoloso gol di Radja Nainggolan, il primo stagionale per il belga che poi dedica il capolavoro a sua moglie che da tempo lotta contro un tumore. Forza Claudia! Rientro con gol invece per Paolo Pancrazio Faragò che non giocava in campionato dal 20 aprile scorso e che ha penato per tutta l’estate a causa di un brutto infortunio all’anca. Deludente la prestazione della Spal: l’allenatore Semplici ora rischia l’esonero.

Imminente invece l’esonero di Andreazzoli dopo la nuova scoppola rimediata dal Genoa. Al Tardini, grifoni schiacciati dal Parma che s’impone per 5-1 con tripletta del danese Cornelius. Il patron genoano Preziosi dopo l’immeritata sconfitta casalinga contro il Milan, aveva deciso di dare una prova d’appello ad Andreazzoli: la cinquina presa oggi lo condanna definitivamente. Per la sostituzione, in pole c’è Francesco Guidolin. Da non sottovalutare anche l’ipotesi Massimo Carrera e la suggestione Thiago Motta. Mentre a Udine basta un gol di Okaka all’Udinese per domare il Toro. L’ex Roma decide il match con un colpo di testa. Nel secondo tempo l’ingresso di Zaza scuote i granata che però sbattono contro la difesa meno battuta del campionato (appena 6 reti incassate). E’ il vero punto di forza della squadra friulana che segna col contagocce: quattro gol (peggior attacco come la Samp). Quattro gol che però in 8 giornate hanno fruttato 10 punti in classifica come lo spento Torino di Mazzarri visto oggi.