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Le Bombe di mercato di Ventonuovo/ Tante chiacchiere e pochi fatti: in Italia non girano i soldi che girano negli altri campionati. La stampa sportiva inventa, ribatte e insiste su nomi altisonanti solo per tornaconto personale

di Fabio Camillacci

“Sei solo chiacchiere e distintivo!”. E’ l’indimenticabile frase che Robert De Niro nella parte di Al Capone rivolge all’agente del Bureau of Investigation Eliot Ness, interpretato da Kevin Costner, nello straordinario film di Brian De Palma “Gli Intoccabili”. Ecco, questa frase rispecchia molto l’andamento del calciomercato italiano parlato: solo chiacchiere e distintivo. Dove il distintivo può rappresentare gli stemmi dei vari club o delle varie testate giornalistiche che in questi giorni campano con le voci di mercato. Solo fuffa e pochi fatti. Dopo il mese di giugno dedicato alle plusvalenze di bilancio, questo inizio di luglio è stato caratterizzato solo da tanti rumors con le tradizionali “big” del nostro calcio al centro dell’attenzione: soprattutto Juventus, Inter e Milan, cioè le squadre che hanno più tifosi. A seguire troviamo Napoli e Roma, più staccata la Lazio.

Finora nessun grande colpo, tante voci, indiscrezioni ma nessuna ufficializzazione di grido. E sinceramente, fanno tenerezza quelle televisioni che ogni giorno si scervellano a mettere in grafica le potenziali formazioni della stagione 2019-20, inserendo nomi improbabili che forse non arriveranno mai in Italia. Insomma, fantacalcio. Un vecchio modo per fare audience, o per vendere i giornali sparando in prima pagina un titolo fasullo o ingannevole, oppure raccattare “click” sul web. Funziona così e tutto questo è veramente molto triste. Oltretutto, lo sappiamo: nel calciomercato non c’è mai niente di certo fino a quando non ci sono le firme sui contratti. E purtroppo, questa sarabanda continuerà fino al 2 settembre prossimo quando chiuderà i battenti la sessione estiva.

Le trattative più gettonate da tempo e lungi dall’essere concretizzate. La lista è lunga e in vetta troviamo l’Inter al quale da tempo sono stati attribuiti Lukaku, Dzeko e Barella. Il primo rimane un sogno perché il Manchester United chiede circa 80 milioni di euro; gli altri due alla fine arriveranno alla corte di Conte. Il Napoli attende da giorni James, Lozano e Rodrigo: sempre secondo gli ineffabili esperti di mercato. De Ligt a parte (affare realmente in dirittura d’arrivo), altri nomi da sogno vengono accostati alla Juventus: Pogba su tutti. Il Milan ha il bilancio in rosso da tempo, non a caso è stato escluso dall’Europa League per reiterate violazioni del fair-play finanziario, eppure sono tanti i giornalisti (soprattutto quelli del Nord e della Gazzetta dello Sport) che attribuiscono ai rossoneri colpi faraonici di mercato. Intanto, il modesto tecnico del Diavolo, Marco Giampaolo potrà contare sugli altrettanto modesti Krunic e Bennacer. Triste realtà, scevra di sogni fantacalcistici. Più vicine alla realtà le notizie che riguardano la rinnovata Roma, giocatori alla portata delle scarne casse di Trigoria: Mancini dell’Atalanta, Veretout della Fiorentina e Alderweireld del Tottenham. Concreta la possibilità di un approdo di Higuain sulla sponda giallorossa del Tevere: magari in cambio di Zaniolo, da tempo sulla lista del direttore sportivo bianconero Paratici.

Chiacchiere e distintivo a parte, fino a oggi i movimenti di mercato non hanno cambiato le gerarchie del campionato. La Juventus padrona rimane su un altro pianeta. A seguire, il Napoli è ancora una spanna sopra la tanto decantata Inter di Antonio Conte. Decisamente più staccate, per ora, Roma, Milan e Lazio. D’altronde, il succitato Al Capone, il gangster più famoso del mondo, un giorno disse: “Il nostro sistema Americano, chiamalo Americanismo, chiamalo capitalismo, chiamalo come ti pare, dà ad ognuno di noi una grande opportunità se solo sappiamo coglierla con entrambe le mani e trarre il massimo da essa”. Ecco, il calciomercato italiano è un po’ così: è fatto di opportunità e di idee perché di soldi rispetto all’estero ne girano pochi. Facciamocene una ragione.