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Pane e Pallone/ S’infiamma la corsa alla Champions: il Toro incorna il Diavolo col Gallo Belotti e sogna. In crescita le azioni di Roma e Lazio. Napoli contestato anche quando vince. Lotta salvezza: Empoli candidato a retrocedere con Frosinone e Chievo

di Fabio Camillacci

E’ vero, molti verdetti sono stati già espressi; ma, più si avvicina la fine di questo campionato di Serie A, più diventa difficile commentare l’andamento del torneo perchè è spezzatino tutto l’anno ormai. Una volta, invece, tutte le gare delle ultime giornate andavano in scena in contemporanea per garantire la regolarità del campionato ed evitare “biscotti” o “combine” da campo. Oggi però il nostro calcio è ostaggio delle pay-tv e dei tanti soldi che le stesse versano nelle casse dei club per i diritti televisivi, ergo: dobbiamo adeguarci.

Al di là di tutto, il 34° turno ci ha detto che, salvo clamorosi colpi di coda nella parte bassa della classifica, l’interesse rimane acceso soltanto sulla lotta per il terzo e quarto posto che valgono i preliminari della prossima Champions League e i conseguenti piazzamenti per l’Europa League. E’ autentica bagarre e, giornata dopo giornata, la corsa all’Europa riserva sorprese su sorprese. Grande equilibrio tra le contendenti? Ennesimo segnale della mediocrità di questa Serie A livellata verso il basso? Corsa a perdere in versione “ciapa no”? Pensatela come volete, ma, la realtà ci dice che a quattro giornate dal termine, tra i 62 punti dell’Inter terza in classifica (sabato 1-1 nel “Derby d’Italia” con la Juventus) e i 55 della Lazio (8°), ci sono 6 squadre racchiuse in 7 punti e tutto può succedere.

Il Toro incorna il Milan e sogna. Nel posticipo domenicale, Torino-Milan 2-0: Belotti su rigore e Berenguer (bellissimo il gol dello spagnolo). Il tecnico granata Mazzarri e il capitano rossonero Romagnoli espulsi. Un successo pesante che consente al club di Urbano Cairo di agganciare il “Diavolo”al quinto posto a quota 56, in attesa di sapere cosa farà l’Atalanta (56 punti) lunedi in casa contro l’Udinese. Analisi a singhiozzo, maledetto spezzatino. Nel frattempo, il Toro vede le stelle della Champions, mentre il Milan precipita all’inferno. Belotti e Berenguer esaltano la notte magica dei granata in uno Stadio Olimpico Grande Torino stracolmo e ribollente di entusiasmo. Serata vibrante, intensa e storica per il Toro che non batteva il Milan da ben diciotto anni. Un Milan in crisi nera quello di Gattuso. Un’altra batosta dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia a opera della Lazio. Come si dice? Prima o poi i nodi vengono al pettine: questo sta accadendo in casa rossonera. I limiti della rosa milanista sono improvvisamente venuti a galla. Non vai lontano se hai una coppia di centrocampo priva di fosforo come quella formata da Kessie e Bakayoko. Tanto per fare un esempio dei numerosi problemi del Milan. Ultim’ora: il club rossonero conferma la fiducia a Gattuso.

In rialzo le azioni delle due romane. Il lavoro di Claudio Ranieri, non a caso ribattezzato “l’aggiustatore”, continua a dare i suoi frutti. Il 3-0 con cui la Roma sabato ha steso un arrendevole Cagliari già salvo, porta a 5 i risultati utili collezionati dai giallorossi nelle ultime 5 partite: 3 vittorie e due pareggi. Una continuità che ha consentito a Dzeko e compagni di prendersi momentaneamente il quarto posto con 58 punti. Momentaneamente. Domani sera infatti al quarto posto potrebbe esserci la splendida Atalanta, in caso di successo bergamasco con l’Udinese. In tal modo, la “Dea” coronerebbe una settimana fantastica: colpaccio a Napoli, qualificazione alla finalissima di Coppa Italia e zona Champions. La squadra di Gasp non finisce mai di stupire: da anni è la realtà più bella del nostro calcio. Intanto, l’altra finalista, la Lazio, espugna la Genova blucerchiata e torna in corsa per la Coppa Campioni, frustrando al contempo le ambizioni europee della compagine di Giampaolo. Sampdoria-Lazio 1-2: decide ancora il bomber di scorta Caicedo. Immobile ultimamente ha le polveri bagnate, a Marassi parte dalla panchina, e allora ci pensa l’attaccante ecuadoriano autore di una doppietta. Il sampdoriano Ramirez espulso prima dell’intervallo con i padroni di casa sotto di due reti. La sorprendente e veemente reazione della Samp nella ripresa non basta. Non basta il 23° sigillo del capocannoniere Quagliarella. Pesa il pessimo primo tempo disputato dai padroni di casa a fronte di una bella ed efficace Lazio che colpisce in apertura di gara.

Il Napoli blinda il secondo posto ma non basta: squadra contestata a Frosinone, i tifosi partenopei rifiutano la maglia di Callejon. La vittoria per 2-0 dei ragazzi di Ancelotti allo Stirpe porta gli azzurri a +8 sull’Inter, ma questo non è sufficiente a placare le ire degli ultrà azzurri che, al termine del match, si schierano contro i giocatori. Lo stesso Ancelotti non si capacita di tanta negatività e dichiara: “I giocatori erano dispiaciuti. Resto sorpreso anche io, a questi giocatori si può rimproverare di tutto, ma non impegno e professionalità. Non solo quest’anno, ma anche negli anni scorsi mi è sembrato irreprensibile. E’ una sorpresa per me”. I fatti: a fine gara i calciatori del Napoli vanno sotto la Curva ospiti per ringraziare i propri tifosi e José Callejon, orgoglioso delle sue 300 presenze in azzurro, lancia la maglia in omaggio. La stessa, però, viene ributtata in campo; a differenza di quella di Fabian Ruiz, presa da un altro tifoso. Lo spagnolo ex Real ci resta male, Mertens prova a chiedere agli ultras spiegazioni che non arrivano. Non si accontentano nemmeno dell’81° gol di Dries il belga detto “Ciro” che in fatto di reti segnate in campionato eguaglia il mito Maradona. A Napoli, come a Roma sponda giallorossa, sono stanchi dei piazzamenti Champions: il popolo napoletano vuole vincere, vuole alzare un trofeo importante che manca da troppo tempo. Manca proprio dai tempi di Maradona.

Lotta salvezza, game over? La vittoria del Bologna sull’Empoli potrebbe aver chiuso ogni discorso: Chievo fanalino di coda già retrocesso, per il Frosinone manca solo l’aritmetica, toscani quasi spacciati e attualmente a -5 dall’Udinese quartultima che ha una partita in meno. Forse qualcuno ricorderà che al termine del mercato di gennaio e dopo l’arrivo di Mihajlovic sulla panchina dei felsinei, scrivemmo che il Bologna si sarebbe salvato nonostante la difficilissima posizione di classifica. Decisivi: gli innesti di Soriano e Sansone, l’esonero di Pippo Inzaghi e lo sbarco di Miha in Emilia. A 37 punti col Bologna c’è il Parma che oggi ha fallito il match-point salvezza in quel di Verona contro il Chievo: 1-1 al Bentegodi e applausi ai già retrocessi clivensi che, come promesso da mister Di Carlo, stanno facendo di tutto per onorare il campionato fino all’ultimo respiro. A Ferrara invece Spal e Genoa si dividono la posta. Un punto che però fa più bene ai ferraresi che ai grifoni sempre in zona pericolo seppur a +6 sull’Empoli.  A proposito di spezzatino: lunedi si gioca anche Fiorentina-Sassuolo, due squadre che non hanno più niente da chiedere al campionato. Capiamo lo strapotere delle tv sul calcio italiano, ma, a che serve piazzare come “Monday Night” una partita così insignificante? Con tutto il rispetto per viola e neroverdi, sembra una contraddizione.