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LE BOMBE DI VENTONUOVO/ La Fiorentina, i Della Valle e Stefano Pioli: quer pasticciaccio brutto de Firenze. La Viola nel caos rispolvera Montella

di Fabio Camillacci

Fiorentina polveriera. Avevamo ipotizzato domenica scorsa lo scenario che si è poi puntualmente verificato. Tutto nasce dopo la sconfitta interna col Frosinone con Stefano Pioli contestato dal pubblico dello stadio Franchi e dal club gigliato per aver lasciato intendere che a fine stagione avrebbe lasciato la panchina della Viola a causa di contrasti con l’ambiente e i dirigenti. D’altronde l’allenatore nato a Parma aveva il contratto in scadenza a giugno e non a caso la società, per niente intenzionato a rinnovarglielo, si era mossa contattando Eusebio Di Francesco per la prossima stagione. Poi, improvvisamente, la situazione è precipitata nel giro di poche ore. Una storia, quella tra Pioli e la Fiorentina, lunga quasi due anni e conclusa nel peggiore dei modi tra dichiarazioni e comunicati di reciproche accuse.

La versione di Pioli. Aggiungiamo che sempre domenica era arrivata la nota del club che annunciava di volersi prendere 48 ore per pensare alla posizione del tecnico dopo la battuta d’arresto interna contro i ciociari: “Non siamo disposti ad accettare quel che sta accadendo da qualche mese a questa parte. Chiediamo al tecnico di gestire il momento con la competenza e la serietà che ha dimostrato nella prima parte del campionato”. Pioli, offeso da queste parole, ha anticipato il tutto dimettendosi a sorpresa; a sorpresa soprattutto perché in Italia, e in particolare nel mondo del calcio, le dimissioni non vanno certo di moda. A seguire sono arrivate le durissime parole del tecnico dimissionario. In una nota rilasciata all’Ansa, Pioli ha usato parole forti nei confronti del club dicendo: “Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, ho sempre garantito nel mio lavoro, professionalità, rispetto e massimo impegno: a malincuore oggi mi vedo costretto a dover lasciare, dimettendomi, poiché sono state messe in discussione le mie capacità professionali e soprattutto umane. Lascio un gruppo di ragazzi eccezionali che hanno avuto una tangibile crescita dal punto di vista professionale e del valore, nonché una squadra che ha l’opportunità di conseguire qualcosa di eccezionale giocandosi una semifinale di Coppa Italia. A seguito di questa scelta, per me dolorosa, ci tengo a ringraziare Firenze e i tifosi fiorentini; si è creato un legame speciale che porterò sempre con me”.

La dura replica della Fiorentina. Il club ha risposto all’ormai ex allenatore viola con un comunicato ufficiale condito da alcune considerazioni: “Riteniamo Stefano Pioli una persona perbene che si è sempre comportata, fino a ieri, correttamente nei confronti della Società. Per questo consideriamo il suo atteggiamento incomprensibile ed ingiustificabile, mettendo la Società in una situazione inaspettata e complicata da gestire. Il comunicato fatto dalla Fiorentina, e riportato da tutta la stampa, era doveroso per chiarire la posizione della società, e per richiamare tutti al massimo impegno, senza offendere o delegittimare nessuno. Pertanto i motivi delle dimissioni di Pioli (a pochissimi giorni dalla scadenza del suo contratto) non c’entrano nulla con il comunicato fatto dalla società, e il primo a saperlo è proprio Pioli. Ora comunque bisogna guardare avanti e concentrarsi esclusivamente sui risultati sportivi che dobbiamo e possiamo sicuramente ottenere”.

L’intervento dell’Assoallenatori. Nella querelle tra Fiorentina e Pioli si inserisce anche l’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac), che ha così risposto al club Viola: “L’Associazione italiana Allenatori Calcio, letto il comunicato stampa pubblicato dalla Fiorentina in data 8 aprile esprime la propria solidarietà e vicinanza a Stefano Pioli. Nessuno pone in discussione la libertà di ogni club di prefissarsi obiettivi e trarre valutazioni. Tuttavia, il richiamo a concetti quali serietà e competenza deve necessariamente essere operato con estrema cautela ancor laddove si pretenda, in poche righe, di mettere in dubbio l’impegno di coloro che lavorano per il club e, di conseguenza, la loro professionalità. Questa Associazione si unisce ai numerosi attestati di stima nei confronti di un tecnico dalla carriera esemplare, che rappresenta un modello di lealtà e competenza nell’ambiente calcistico italiano”.

E così la Fiorentina riparte da Vincenzo Montella. Non potendo ingaggiare Di Francesco in questa stagione perché il tecnico abruzzese ha allenato la Roma prima di essere cacciato, la Viola ha optato per il Montella 2.0. L’Aeroplanino ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2021. Si tratta dunque di un ritorno evidenziato dallo stesso club nel comunicato ufficiale: “ACF Fiorentina comunica che Vincenzo Montella è il nuovo allenatore della Prima Squadra viola. Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2021. Montella, nato a Castello di Cisterna il 18 giugno 1974, nella sua carriera da allenatore ha già guidato la Fiorentina dalla stagione 2012/13 fino al 2014/2015 ottenendo tre quarti posti consecutivi e raggiungendo una semifinale di Europa League ed una finale di Coppa Italia. Successivamente ha allenato la Sampdoria, il Milan, con il quale vinse la Supercoppa Italia nel 2016 ed il Siviglia. Il nuovo tecnico viola dirigerà quest’oggi il suo primo allenamento al Centro Sportivo Davide Astori e sarà presentato alla stampa sempre oggi, mercoledì 10 aprile, alle ore 18:30, presso la Sala Stampa “Manuela Righini” dello Stadio Artemio Franchi”.

Le prime parole di Montella da neotecnico dei viola. La scelta della società è stata dettata dal desiderio della Fiorentina di porre subito le basi per un progetto importante da portare avanti anche nelle prossime stagioni. Un nuovo ciclo che Montella ha abbracciato con entusiasmo e appena sbarcato a Firenze, ha detto: “Se non fossi felice, non sarei qui”. L’ex allenatore di Milan e Siviglia è arrivato in città accompagnato dal fratello e dal suo procuratore Alessandro Lucci e nella conferenza di presentazione ha dichiarato: “Lavoreremo per ristabilire grande entusiasmo, come prima. Mi ha convinto la famiglia Della Valle e il direttore, quattro anni fa era finito un ciclo ed era arrivato il momento di salutarci. Ci siamo lasciati in un momento burrascoso ma abbiamo chiarito. Vogliamo lavorare per riportare l’entusiasmo che c’era prima, dobbiamo farlo tutti insieme. Il campo ci dirà dove possiamo arrivare. Con i ragazzi ci siamo incontrati, ma inizieremo domani. Voglio ragazzi determinati e che guardano avanti, con forza e determinazione. Questi calciatori li conosco, ho visto tante partite, ora mi interessa l’energia e la voglia di fare bene, pensando alle cose positive. Con il giusto lavoro, possiamo far diventare questa annata complicata, storica per la Fiorentina. Ambizioni? Vogliamo fare il massimo, tornare a divertirci con una squadra che è giovane e può fare molto bene. Ho scelto questa proposta perchè sono convinto, ho grande passione per questo mestiere e per questa squadra. Una parte l’ha fatta anche la città, di cui sono innamorato”. Insomma, anche Montella si era lasciato male con la Fiorentina, proprio come Pioli. Firenze: ambiente difficile.