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PLAYOFF MONDIALI, SORTEGGIO SFORTUNATO PER L’ITALIA/ Vi presentiamo la Svezia, avversario degli azzurri per gli spareggi verso Russia 2018

di Fabio Camillacci

Non poteva andare peggio: l’Italia a Zurigo nell’urna Fifa per gli accoppiamenti dei playoff che valgono il pass per i mondiali di Russia 2018, ha pescato l’avversaria più ostica del lotto. Non è stata fortunata per noi la mano della leggenda spagnola Fernando Hierro: ex leader del Real Madrid e della “Roja”. La Svezia, anche storicamente parlando, è sempre stata una nazionale scomoda per gli azzurri. Diciamo che in generale il calcio scandinavo è stato spesso indigesto per gli azzurri. Curiosità: la Svezia non partecipa a un campionato del mondo da Germania 2006. L’andata si giocherà a Stoccolma il 10 novembre alle 20.45. Ritorno tre giorni dopo, al Meazza. Gli altri accoppiamenti sono: Irlanda del Nord-Svizzera, Croazia-Grecia (per entrambe, andata 9/11, ritorno 12/11) e Danimarca-Repubblica di Irlanda (andata 11/11, ritorno 14/11).

I precedenti tra Italia e Svezia. Gli svedesi non battono l’Italia dal 1998 (1-0 in amichevole a Goteborg): da allora, quattro vittorie azzurre e un pareggio. L’ultima sfida tra Italia e Svezia risale agli Europei 2016: gli azzurri di Conte s’imposero per 1-0 grazie a un gol di Eder al termine di una gara difficile e bloccata. In tutto sono 23 i precedenti tra la nostra Nazionale e quella scandinava: 11 successi azzurri, sei pareggi e 6 vittorie della Svezia. Siamo avanti ma i numeri confermano che sono avversari da prendere con le molle.

Chi sono i nostri avversari? Dal “biscotto” a Ibra. Togliamoci subito il pensiero, e partiamo dai passaggi obbligati di ogni “ritratto” della Svezia: il biscotto e Ibrahimovic. Il primo (datato Europei 2004) non rischiamo di dimenticarcelo, ogni tifoso azzurro ricorderà a Ventura e ai suoi la vergognosa “combine” di Danimarca-Svezia: 2-2 alla faccia nostra. Il secondo non c’è più, essendosi ritirato dalla nazionale, ma senza Ibrahimovic non sono scese le tenebre sulla squadra di Janne Andersson, ex giocatore di pallamano che si è guadagnato la panchina gialloblù col Norrköping. La Svezia ha fatto paura alla Francia fino all’ultimo turno. Questa Svezia “proletaria”, senza stelle che agitano il mercato e i social, l’ha battuta in casa, a Solna (2-1) ed ha chiuso a 4 punti di distanza, complice la sconfitta nell’ultimo turno contro l’Olanda, vittima illustre che aveva già praticamente eliminato grazie alla goleada di qualche giorno prima col Lussemburgo (8-0, quattro gol di Berg).

Come gioca la Svezia. Gli svedesi praticano un 4-4-2 quadrato e fisico: tanti centimetri e tanta corsa, un attacco prolifico e una difesa non imperforabile. Ha chiuso il girone di qualificazione con 26 reti, sesto miglior attacco di tutta la zona Uefa. Meglio hanno fatto solo Germania, Belgio, Spagna, Portogallo e Polonia (i grandissimi, o le squadre dei grandissimi bomber, Ronaldo e Lewandowski), noi ci siamo fermati a 21, cinque in meno. Nel ranking Fifa la Svezia è 25°, il campionato ha già un padrone, il Malmoe: ma conta poco perché i nazionali giocano quasi tutto all’estero. La rosa completa: Olsen (Copenaghen), Augustinsson (Werder), Granqvist (Krasnodar), Lindelof (Manchester Utd), Lustig (Celtic),  Forsberg (Lipsia), Larsson (Hull),  Johansson (Aek), Claesson (Krasnodar), Toivonen (Tolosa), Berg (Al Ain).

I giocatori svedesi più pericolosi. Il calciatore più imprevedibile e di maggior classe è Emil Forsberg, classe 1991, rivelazione della scorsa Bundesliga, tanto da finire nella squadra ideale grazie a 22 assist e 8 gol. E’ una sorta di regista esterno, grazie alla capacità di trovare filtranti e cross per le punte: nel suo passato anche hockey ad alto livello e rumour di mercato che lo avvicinavano al Milan. Toivonen titolare al Tolosa, in Francia, e Marcus Berg. Il centravanti a luglio è passato all’Al Ain, che negli Emirati Arabi è un colosso, paga bene, ma non è forse il top per preparare una sfida all’Italia. In realtà “Black Marcus” in questo autunno si è dimostrato piuttosto “caldo”. Mentre John Guidetti, per anni erede designato di Ibra, si è un po’ involuto e ha perso il posto da titolare.

In difesa c’è l’uomo più caro della Svezia, Victor Lindelof. Ventitré anni, centrale, in estate è stato pagato 35 milioni dal Manchester United al Benfica, ma Mourinho dopo averlo provato in Supercoppa Europea praticamente non l’ha più fatto giocare. Al suo fianco una colonna venuta dal passato, Granqvist (visto anche a Genoa), che tira pure i rigori ed è capitano. In porta c’è Olsen, buon numero 1 del Copenaghen, in rosa anche i bolognesi Kraft e Helander, Rodhen del Crotone, Armenteros del Benevento (1 presenza).

Il commento di “Ace” Ventura al sorteggio playoff: “In Russia tutti insieme”. Nonostante il pessimo momento che sta vivendo il calcio italiano, il c.t. azzurro è ottimista e dichiara: “Affronteremo un avversario forte che merita il massimo rispetto: la Svezia, nel cammino che l’ha portata ai playoff, ha battuto la Francia a Stoccolma ed è arrivata davanti all’Olanda. Ci prepareremo alla doppia sfida di novembre con fiducia e determinazione: nessuno ha mai preso, e prende, in considerazione l’ipotesi di non andare al Mondiale. Ho la fortuna di lavorare con un gruppo di ragazzi eccezionali, sia chi vive la Nazionale da tempo, sia chi è stato chiamato a rappresentare l’Italia negli ultimi mesi. Ci accompagnerà l’amore degli italiani: la storia insegna che nei momenti senza appello è sempre stato così. In Russia si va tutti insieme”.

Le reazioni in casa Svezia. Parla Emil Krafth, classe ’94 e difensore del Bologna: “Sapevamo, in ogni caso, che sarebbe stato un playoff complicato. L’Italia è un avversario molto forte. Ora però non dobbiamo parlare: conta solo il campo e il lavoro per cercare di vincere. Gli azzurri sono forti tatticamente, soprattutto in difesa. Mi aspetto una squadra che punterà al possesso, probabilmente terranno palla più di noi”. Gli fa eco il portiere Robin Olsen, in forza al Copenaghen: “La prima sensazione? Ci divertiremo. Potremmo considerare l’Italia come l’avversario peggiore, ma tutte erano forti…”. Poi il c.t. Jan Andersson: “Non siamo ancora al top, dovremo arrivare a questo appuntamento al meglio dal punto di vista fisico. Italia nervosa per aver pescato la Svezia? Non saprei. Devo ancora studiarla e analizzarla”.